Mobilità

Come sprinta Lyft. Fatti, numeri e incognite

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Lyft

I conti trimestrali di Lyft hanno superato le aspettative, obiettivo redditività entro il 2021. Ma restano ancora ostacoli da superare

Wall Street approva. Le azioni di Lyft sono aumentate oltre il 7% dopo che la società di ride-hailing ha comunicato una trimestrale oltre le aspettative. Da quando Lyft è diventata pubblica a marzo, le sue azioni sono diminuite di circa i due quinti.

Gli investitori premono per arginare la perdita e insistono sul modello di business per raggiungere la redditività. Ma la società di trasporto passeggeri sta ingranando la marcia giusta con questo trimestre da record. Ecco i dettagli.

IN CRESCITA

Il direttore finanziario Brian Roberts ha salutato “un trimestre fondamentale con risultati record praticamente su tutta la linea”. Le sue entrate sono aumentate del 63% circa a 955,6 milioni di dollari nel terzo trimestre chiuso al 30 settembre. Ha battuto così le aspettative degli analisti ferme a 915 milioni di dollari.

Lyft, attiva in 300 città degli Stati Uniti e in Canada, ha registrato una crescita anche della base clienti, con 22,3 milioni passeggeri in aumento del 28% rispetto a un anno fa.

LA PERDITA RESTA

Ma sta ancora perdendo un sacco di soldi. Lyft ha registrato una perdita netta di 464 milioni di dollari, ma più snella del deficit di 490 milioni di dollari previsto dagli analisti.

MIGLIORANO LE PROSPETTIVE

La società, che si considera un gruppo di mobilità on demand i cui prodotti comprendono scooter, biciclette e scooter elettrici, ha previsto entrate tra i 975 milioni e i 985 milioni di dollari nell’attuale trimestre, con un aumento del 47% rispetto all’anno precedente.

CORSA VERSO LA REDDITIVITÀ

Il solido trimestre dell’azienda con sede a San Francisco è arrivato una settimana dopo che i suoi co-fondatori hanno dichiarato che Lyft avrebbe raggiunto la redditività nel quarto trimestre del 2021, su base Ebitda rettificata, un anno prima delle aspettative del mercato.

COS’È SUCCESSO DOPO L’IPO

La società, approdata a Wall Street lo scorso 29 marzo con un caloroso benvenuto con azioni che hanno raggiunto quasi il 9%, ha vissuto tempi duri in Borsa. Gli investitori si sono i raffreddati sulle sue prospettive di raggiungimento della redditività. Non se l’è passata meglio Uber, principale rivale nel settore del ride-sharing, che ha registrato un periodo altrettanto difficile dalla quotazione di maggio.

Uber controlla circa il 60% del mercato di ride-sharing negli Stati Uniti, ma come la rivale più piccola Lyft, continua a perdere denaro. Se lo scorso trimestre Lyft ha dichiarato di aver perso 644 milioni di dollari, Uber ne ha persi 5,2 miliardi di dollari nel solo secondo trimestre del 2019.

LE PROSSIME SFIDE

Con quest’ultima trimestrale è probabile che gli investitori di Lyft abbiano dunque tirato un sospiro di sollievo. Anche se la strada verso la redditività non sarà prima di ostacoli. Lyft, come Uber e le altre piattaforme di ride-sharing, sarà sottoposta a maggiori oneri normativi sulla scia della California che ha approvato l’Assembly Bill 5, un disegno di legge che muta lo status dei lavoratori della gig economy. La recente normativa potrebbe imporre alle aziende di riclassificare i collaboratori indipendenti come dipendenti. Uber e Lyft rientrano esattamente in questa categoria poiché classificano i loro autisti come collaboratori indipendenti.

Infine, le due rivali corrono su piste differenti. Mentre Uber sta diversificando il suo modello di business con investimenti per espandersi nella consegna di cibo e generi alimentari, pagamenti e molto altro ancora, Lyft restringe tutti i suoi sforzi nel trasporto dei passeggeri. “Siamo concentrati al 100% sul miglioramento della nostra rete di trasporti”, ha dichiarato Roberts.

Staremo a vedere quale tra le due strategie per la redditività sarà la vincente tra Lyft e Uber, che dovrebbe registrare 3,7 miliardi di dollari di entrate trimestrali il 4 novembre.

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