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Come Musk con Tesla giochicchia con i Bitcoin

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Che cosa combina Tesla di Musk con i Bitcoin

 

Elon Musk fa retromarcia sul Bitcoin e la criptovaluta crolla del 16% scendendo da 51.000 ad un minimo di 46.045 euro. Il livello più basso su base infragiornaliera dal 1° marzo.

Solo poche settimane fa il fondatore di Tesla, la casa automobilistica esclusiva elettrica, aveva annunciato che la società avrebbe iniziato ad accettare Bitcoin per gli acquisti delle sue auto.

Ma questa notte Musk ha annunciato su Twitter che bloccherà la possibilità di acquisto di auto in Bitcoin. Il cinguettio del patron di Tesla ha causato un crollo improvviso del mercato delle criptovalute: in fumo 370 miliardi di dollari.

L’inversione su bitcoin potrebbe anche gettare una nuvola su dogecoin, la quinta criptovaluta più grande del mondo, che ha visto alcuni dei maggiori guadagni quest’anno grazie in gran parte al sostegno di Musk.

Tutti i dettagli.

IL TWEET DI ELON MUSK

Tesla “ha sospeso gli acquisti di veicoli attraverso l’uso di Bitcoin” a fronte “dell’uso in rapida crescita di fonti fossili per il mining” della valuta, ha twittato il ceo Elon Musk.

Su Twitter il patron di Tesla ha aggiunto che la società avrebbe preferito eventuali altre criptovalute che generano minore inquinamento. Musk ha anche precisato però che non venderà i bitcoin in proprio possesso.

CHE AFFOSSA IL BITCOIN

A seguito della notizia centinaia di miliardi di dollari sono stati cancellati in poche ore dal mercato delle criptovalute: il Bitcoin ha pagato dazio con un crollo di oltre l’11%. Ma non è stato il solo: l’Ethereum ha capitolato di quasi il 9% e il Ripple del 10% circa.

E NON SOLO

Come riporta Cnbc, quando Musk ha fatto l’annuncio, il valore dell’intero mercato delle criptovalute si attestava a circa 2,43 trilioni di dollari, secondo i dati di Coinmarketcap.com. Due ore dopo, la capitalizzazione di mercato era scesa a circa 2,06 trilioni di dollari, cancellando circa 365,85 miliardi di dollari.

DIETROFRONT DEL PATRON DI TESLA

Lo scorso febbraio Tesla aveva annunciato di aver comprato Bitcoin per un controvalore di 1,5 miliardi di dollari e che intendeva accettare la criptovaluta per i pagamenti.

Il prezzo del bitcoin è balzato del 15% il giorno successivo all’annuncio.

Non solo. Gli investitori della società sono rimasti sorpresi il mese scorso nello scoprire che Tesla aveva venduto parte delle sue partecipazioni in criptovaluta in poche settimane per un profitto di 101 milioni di dollari. Insieme alle vendite di crediti ambientali, il profitto di scambio di valuta ha più che compensato una perdita nel core business di Tesla nel primo trimestre dell’anno.

I profitti di Tesla per i primi tre mesi del 2021 sono stati di 438 milioni di dollari, rispetto ai 16 milioni di dollari dell’anno scorso, sostenuti dalle vendite di Bitcoin e dai crediti ambientali. I conti di Tesla potevano contare su un portafoglio di Bitcoin da 2,5 miliardi di dollari.

LE MOTIVAZIONI AMBIENTALISTE

Ma questa notte, citando preoccupazioni ambientali, Musk ha deciso di sospendere le transazioni in Bitcoin e spiegato che Tesla “è preoccupata per il rapido aumento dell’utilizzo di combustibili fossili per le transazioni e il “mining” (estrazione) di Bitcoin, in particolare carbone, che ha le emissioni peggiori di qualunque combustibile”.

L’estrazione dei Bitcoin avviene infatti grazie al mantenimento del sistema informatico che li fa funzionare, basato su migliaia di computer che lavorano ad alta intensità e che consumano molta elettricità, nella maggior parte dei casi generata con combustibili fossili, soprattutto carbone.

IL CONSUMO ENERGETICO DEI BITCOIN

Come riporta Engadget, uno studio dello scorso anno ha stimato che il mining di bitcoin ha utilizzato in media 7,46 GW di elettricità e lo stesso studio indica che il numero al momento è 16,71 GW. Ciò rappresenterebbe 147,79 TWh su base annua.

Il consumo di energia di Bitcoin è maggiore di quello di alcuni singoli paesi. Il mining di bitcoin utilizza più elettricità ogni anno rispetto alla Malesia o alla Svezia e si sta avvicinando al consumo annuale dell’Egitto, ha sottolineato la Bbc.

E LE ALTRE CRIPTOVALUTE?

Senza specificare una particolare criptovaluta, Musk ha comunicato inoltre che Tesla sta esaminando altre opzioni che utilizzano meno dell’uno percento dell’energia di Bitcoin per transazione. Ciò escluderebbe Dogecoin, la criptovaluta accettata per finanziare la missione Doge-1 sulla Luna il prossimo anno di SpaceX (la società aerospaziale di Elon Musk).

Secondo Engadget, Ethereum è una possibilità poiché i minatori hanno discusso di passare a un sistema più efficiente dal punto di vista energetico.

“MOSSA MUSK ALLENTERÀ TENSIONE MERCATO CHIP”

“La mossa di Elon Musk favorirà l’allentamento della tensione nel mercato dei chip in ragione dello stretto legame tra il mining della criptovaluta e l’acquisto di semiconduttori”, ha commentato a Start Gianclaudio Torlizzi, direttore generale della società di consulenza finanziaria T-Commodity. “Mano mano infatti che l’offerta di Bitcoin diminuisce, vengono richieste sempre più elaborate capacità di calcolo ai processori al fine di validare le transazioni in criptovaluta. Un processo quello della validazione delle transazioni che è alla base del mining di Bitcoin”, ha aggiunto Torlizzi.

PERCHÉ ORA?

Tuttavia, non è chiaro il motivo per cui Tesla non avesse preso in considerazione questi fattori prima di annunciare il suo utilizzo di Bitcoin, poiché il consumo energetico dei bitcoin era ben noto.

“Tesla, essendo un’azienda focalizzata sull’energia pulita, potrebbe voler lavorare meglio nell’area ambientale di ESG”, ha detto Julia Lee di Burman Invest alla Bbc. “Ma un cinico potrebbe suggerire che questa è solo un’altra mossa di Elon Musk per influenzare il mercato delle criptovalute, come ha fatto in tante altre occasioni”, ha aggiunto l’analista.

IL TWEET DI MARIO SEMINARIO, CURATORE DEL BLOG PHASTIDIO.NET

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