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Chi vuole azzoppare l’alleanza fra Stx e Fincantieri

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Ribasso per Fincantieri a Piazza Affari dopo le indiscrezioni sul destino della fusione (in fumo?) con Chantiers de l’Atlantique (ex Stx). Gli sbuffi francesi, il lavorìo di Bruxelles e il ruolo di olandesi ed Msc Crociere

 

Il matrimonio tra l’italiana Fincantieri e Chantiers de l’Atlantique (ex Stx France di cui l’84,3% nelle mani dello Stato francese) non s’ha da fare. Almeno sembra.

Il quotidiano Repubblica scrive del possibile stop all’accordo Fincantieri-Chantiers de l’Atlantique riportando i dubbi sia della Commissione europea sia della commissione affari economici del Senato francese.

Sulla scia della notizia, cede terreno a Piazza Affari il titolo Fincantieri che al momento segna una flessione del 3,6% a 0,62 euro.

Dopo aver espresso preoccupazioni sull’accordo, la Commissione europea ha sospeso l’indagine sul deal. Sia per l’emergenza Covid-19 ma anche per le difficoltà di valutare l’impatto della fusione sulla concorrenza nel mercato unico in questo contesto.

Dall’altra parte la commissione affari economici del Senato francese ha espresso preoccupazione sull’accordo paventando il rischio per l’occupazione dei cantieri francesi e il rischio di trasferimento di know-how alla Cina alla luce dalla joint-venture tra Fincantieri e Cina State Shipbuilding Corporation (CSSC).

Repubblica arriva a ipotizzare che Bruxelles stia facendo pressioni sui due gruppi affinché rinuncino all’operazione senza far ricadere le responsabilità sulla Commissione Ue.

Parigi ufficialmente sostiene ancora la fusione, ma potrebbe sperare che sia la Commissione europea a sferrare il colpo decisivo per evitare tensioni diplomatiche con Roma.

Tutti i dettagli.

CLOSING DELL’OPERAZIONE ATTESO ENTRO IL 31 DICEMBRE

Il contratto di compravendita Chantiers de l’Atlantique, attualmente di proprietà dello Stato, è stato prorogato fino alla fine dell’anno. È la quarta volta che il governo francese prende questa decisione, in attesa della decisione della Commissione europea in materia.

Nuova scadenza per l’alleanza tra i cantieri navali di Saint-Nazaire e quelli di Trieste. A pochi giorni dal termine fissato al 31 ottobre per suggellare l’operazione, lo Stato francese (84,34% del capitale), Naval Group (11,67%) e Fincantieri hanno concordato di posticipare questa scadenza al 31 dicembre 2020.

Secondo il quotidiano francese Le Figaro, il nuovo termine arriva “per lasciare tempo alla commissione europea di decidere” sul passaggio sotto bandiera italiana del costruttore di navi da crociera.

In base all’accordo siglato tre anni fa, lo Stato francese dovrebbe vendere il 50% del capitale a Fincantieri e prestargli, per un periodo di dodici anni, l’1% del capitale.

IL GIRO D’AFFARI DI CHANTIERS DE L’ATLANTIQUE (EX STX)

Nel 2019 l’ex Stx ha realizzato 1,8 miliardi di euro di fatturato, con un utile netto di 50 milioni di euro. Il portafoglio ordini è pieno fino al 2029 o 2030 dopo il contratto firmato con Msc  a gennaio.

Con un tale portafoglio ordini, che garantisce la piena occupazione per almeno un decennio, i risultati finanziari sono solidi, ha sottolineato L’Usine Nouvelle.

Finora non ci sono state cancellazioni di ordini né per Chantiers de l’Atlantique né per Fincantieri.

IL GIGANTE EUROPEO DEI MARI

Come sottolinea Politico, “ottenere il controllo dell’ex Stx costerà a Fincantieri 59,7 milioni di euro, un accordo molto più piccolo rispetto ad altri aspiranti campioni europei come Fiat/Psa o Siemens/Alstom (quest’ultimo non realizzato), ma il suo impatto sul mercato della costruzione navale da crociera sarà significativo. Dopo la fusione, Fincantieri, che è già il più grande costruttore di navi da crociera in Europa, si ritroverebbe con un solo concorrente europeo: la tedesca Meyer Werft”.

DALLA FRANCIA VENTI FAVOREVOLI…

Repubblica riferisce che “Bruno Le Maire continua a sostenere la bontà dell’operazione. «Aspettiamo solo la decisione della Commissione europea», ha detto il ministro dell’Economia qualche giorno fa parlando con Repubblica“.

Come riporta il quotidiano locale Actu.fr, anche il primo ministro Jean Castex difende l’accordo per la vendita dei cantieri navali di Saint-Nazaire a Fincantieri. Contrariamente a quanto si aspettava il senatore Yannick Vaugrenard che ha chiesto ancora una volta al governo di abbandonare l’opzione del gruppo cantieristico di Trieste.

“Nonostante le incertezze del mercato crocieristico legate al contesto sanitario, sembra che siano presenti tutti gli elementi per consentire una decisione da parte della commissione entro la fine dell’anno” ha dichiarato Castex.

LA GARANZIA DELL’1% IN MANO A PARIGI

Proprio il primo ministro francese torna ad insistere in particolare sul famoso 1% del capitale che lo Stato presterà a Fincantieri. “Una quota che [lo stato francese] potrebbe ritirare in qualsiasi momento se il produttore italiano non mantiene i suoi impegni, o se il sito è minacciato. Ciò offre una serie di garanzie. Che potrà riprenderselo, se gli italiani non rispetteranno gli impegni presi, anche sul mantenimento della manodopera”, aveva spiegato una fonte governativa a Le Parisien.

Il governo francese — al momento azionista di maggioranza di Chantiers de l’Atlantique — ha affermato che l’accordo di fusione fornisce garanzie per proteggere il cantiere francese e i suoi fornitori e per evitare il trasferimento di know-how a paesi terzi.

…E VENTI CONTRARI

Non è dello stesso parere il presidente della Commissione Economica del Senato, Sophie Primas. Secondo la quale, se la Commissione Europea è stata così lenta nel fornire il suo parere, è perché aveva richiesto ulteriori documenti a Fincantieri.

“Possiamo ben immaginare che Fincantieri preferirà i propri subappaltatori italiani che progressivamente prevarranno sui subappaltatori francesi”, ha riferito inoltre Primas a Politico.

I suoi commenti fanno eco alle lamentele dei sindacati francesi secondo cui l’azienda italiana non ha offerto sufficienti garanzie sulle condizioni di lavoro e su possibili licenziamenti.

INGRESSO NEL CAPITALE DELL’OLANDESE DAEMN O MSC CROCIERE

Ma non finisce qui. Oltre ai dubbi dei legislatori e sindacati francesi, ci sarebbe lo zampino anche di altri player a ostacolare l’operazione.

Come sottolinea Repubblica, “il rapporto parla di un possibile ingresso nel capitale dell’olandese Damen o di alcuni dei principali clienti dei cantieri francesi, tra cui Msc Crociere”.

Secondo l’Usine Nuovelle, il cantiere navale olandese Damen era stato citato già agli inizi dell’annuncio della vendita dell’ex Stx, ma la sua situazione finanziaria non è brillante.

“Ci sono alternative possibili”, ha insistito sempre Sophie Primas che ha sondato vari interlocutori. “La reticenza di Fincantieri a trasmettere i rimedi alla Commissione e le proroghe successive dell’accordo testimoniano delle esitazioni che circondano il progetto”.

LO SPETTRO CINESE

Senza dimenticare l’altro fattore che pesa sulle resistenze dei francesi.

I senatori di Parigi temono infatti che l’accordo vada a scapito dei subappaltatori francesi e temono che i “legami sempre più stretti” tra Fincantieri e costruttori navali cinesi mettano a rischio il trasferimento di tecnologia ai concorrenti cinesi.

Lo stesso Laurent Castaing, ad di Chantiers de l’Atlantique, ha criticato la collaborazione di Fincantieri con i cinesi. “Non ho paura di ripetere quello che ho detto ai rappresentanti di Fincantieri: stanno facendo un grosso errore collaborando con i cinesi, che rappresentano un grande pericolo, che minaccia non solo i cantieri navali dell’Atlantico, ma più in generale l’intera cantieristica europea”, aveva denunciato un anno fa davanti alla commissione Affari economici del Senato. “Se potessero costruirle oggi, [i cinesi] produrrebbero [navi] ad un costo dal 15 al 20% inferiore al nostro. Il pericolo è grande e non dobbiamo farlo”, tuonava Castaing.

NEL FRATTEMPO A BRUXELLES

Infine, come dicevamo l’offerta di Fincantieri per l’ex Stx è ancora in attesa dell’approvazione dell’antitrust Ue. Nell’ottobre 2019 la Commissione europea ha avviato infatti un’indagine approfondita per valutare l’operazione alla luce del regolamento Ue sulle concentrazioni. Dopo le sollecitazioni dei governi di Parigi e di Berlino.

A Repubblica “spiegano fonti europee concordanti, Fincantieri non ha fugato i dubbi di Bruxelles e non ha presentato rimedi sufficienti. Il tempo però si sta esaurendo. A fine ottobre il governo è stato costretto a una nuova proroga del closing, ora fissata a fine dicembre”.

AVVIATA LA JV NAVIRIS

A pensare che nel settore militare, l’intesa franco-italiana ha preso il via senza troppi problemi. A gennaio è stata avviata infatti la joint venture per il settore militare Naviris, tra Fincantieri e Naval Group, azionista dell’11,7% del sito di Saint-Nazaire.

“Ciò consente di mettere in comune parte della fornitura e della ricerca e sviluppo”, ha spiegato un dirigente di Naval Group a Le Parisien. “Ma anche per rispondere congiuntamente ai bandi di gara internazionali”. Eppure la fusione che sembra funzionare per la difesa, non salpa per il settore civile al momento.

IL COMMENTO DI EQUITA

“L’esito dell’operazione rimane ancora incerto così come le tempistiche sulla decisione definitiva” scrive Equita. “Ma riteniamo che i dubbi del Senato francese siano mitigati dalla presenza del Governo francese nell’azionariato di Chantiers de l’Atlantique (50% di cui 1% dato in prestito a Fincantieri) e che sia ragionevole che la Commissione europea possa almeno in parte rivedere le indicazioni date sul deal in considerazione del difficile momento del settore crocieristico per effetto del Covid-19”.

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