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Fincantieri, chi borbotta in Francia sulla vendita di Chantiers de l’Atlantique

Fincantieri Stx

La vendita di Chantiers de l’Atlantique (ex Stx) a Fincantieri è ancora in stand-by. Nel frattempo da Parigi arriva un rapporto del Senato a gettare l’allarme sulla cessione dei cantieri navali di Saint-Nazaire

 

Fincantieri è ancora in attesa dell’ok all’acquisto del 50% dei Chantiers de l’Atlantique (ex Stx France).

Il 31 ottobre scade l’offerta di riacquisto dei cantieri navali di Saint-Nazaire da parte del gruppo di Trieste. Nel frattempo il presidente della commissione Affari economici del Senato francese ha messo in guardia sui rischi di trasferimenti di tecnologia alla Cina, partner del potenziale acquirente. Lo ha riportato il quotidiano francese Le Parisien.

Non solo, l’offerta di Fincantieri per Stx è anche in attesa (ancora) dell’approvazione dell’antitrust Ue.

Lo scorso ottobre la Commissione europea ha avviato infatti un’indagine approfondita per valutare la proposta di acquisizione di Chantiers de l’Atlantique da parte di Fincantieri alla luce del regolamento Ue sulle concentrazioni, dopo le sollecitazioni dei governi di Parigi e di Berlino.

Per i francesi Chantiers de l’Atlantique dovrebbe restare per un po’ nazionalizzata, visto che anche l’Europa sembra volersi opporre al matrimonio con Fincantieri.

Come ribadito dalla commissione del Senato di Parigi, la Francia dovrebbe pensare più che mai a come mantenere le sue ammiraglie per mantenere e sviluppare la produzione sul territorio nazionale.

Tutti i dettagli.

LE PERPLESSITÀ DEL SENATO FRANCESE

“La pandemia Covid-19 ha rimesso al centro del dibattito le questioni della sovranità economica e del trasferimento tecnologico, forse stiamo per commettere un grave errore strategico riguardante la nostra industria”. Ha affermato Sophie Primas, presidente della Commissione Affari economici del Senato, in occasione della presentazione, mercoledì 28 ottobre, del rapporto sulla prevista vendita di Chantiers de l’Atlantique a Fincantieri, come ha riportato Le Parisien.

“Saint-Nazaire, con i suoi 3300 dipendenti, è un luogo di eccellenza nella cantieristica navale”, ha ricordato un altro senatore. I siti “ci permettono di posizionarci nel gruppo leader dei maggiori costruttori mondiali di navi da crociera, ma anche di navi militari”.

I TIMORI DI PARIGI

A febbraio 2018 Fincantieri ha firmato l’accordo di compravendita del 50% di Chantiers de l’Atlantique (84,3% di proprietà statale) con lo Stato Francese.

Come rileva il quotidiano francese, “questa futura acquisizione potrebbe offrire una via d’accesso al suo concorrente più pericoloso, il colosso cinese China State Shipbuilding Corporation (CSSC). Dal 2016 una partnership con quest’ultima ha infatti consentito a Fincantieri di costruire navi di linea direttamente sui propri cantieri di Shanghai, per conto dell’American Carnival, la compagnia di crociere leader a livello mondiale. Da temere quindi un trasferimento di tecnologie, civili ma anche militari, verso l’Asia”.

E QUELLI DELL’ANTITRUST UE

Oltre ai timori di cessione di sovranità nazionale da parte della Francia, sulla vendita dell’ex Stx pesano anche i timori di Bruxelles.

Lo scorso giugno Margrethe Vestager, la commissaria europea alla concorrenza ha fatto sapere i motivi per l’interruzione dell’indagine sull’accordo. Una delle ragioni per fermare la sonda era legata alla crisi Covid-19. L’altra era legata invece alle difficoltà incontrate dai regolatori europei “a capire quale sarà la ricaduta, quali saranno i risultati di mercato dopo quel caso”.

Da quel momento il dossier è fermo dunque al tavolo della commissione Ue.

Fincantieri rischia inoltre di non ottenere il via libera dell’Antitrust europeo alla sua offerta per acquisire i cantieri francesi a causa delle difficoltà a offrire concessioni che facciano venir meno i problemi legati alla concorrenza.

Le autorità antitrust Ue temono infatti che l’accordo tra due leader mondiali in un mercato già concentrato e limitato dalla capacità possa far salire i prezzi delle navi da crociera.

IL PROGETTO DI UN CAMPIONE EUROPEO DELLA CANTIERISTICA A GUIDA ITALIANA

Dall’aprile 2017, dopo la vittoria della gara per l’acquisizione di Stx (detenuta dai coreani di Stx Offshore & Shipbuilding al 66%), Fincantieri ha avuto la strada decisamente in salita.

Per il gruppo guidato da Giuseppe Bono, l’accordo rappresenta un’opportunità per creare un campione industriale europeo nel settore della cantieristica navale per competere meglio con i rivali asiatici e di altre regioni.

LE PERPLESSITÀ SULL’ACCORDO FINCANTIERI-CHANTIERS DE L’ATLANTIQUE

Ma in Francia non sembrano pensarla così, anzi, il progetto del più grande cantiere navale d’Europa a guida italiana suscita molte preoccupazioni. “Si prevede che Fincantieri detenga il 50% del capitale di Chantiers de l’Atlantique e che lo Stato francese gli presterà un ulteriore 1%, al fine di garantirgli il controllo operativo del sito”, ha ricordato una fonte governativa a Le Parisien. “Una quota che potrebbe ritirare in qualsiasi momento se il produttore italiano non mantiene i suoi impegni, o se il sito è minacciato. Ciò offre una serie di garanzie.”

COSA AVEVA DETTO BONO

“L’Europa deve fare di più per perseguire quell’unità di intenti e di visione che le consentirebbe di poter difendere le proprie eccellenze e competere ad armi pari con Oriente e Occidente. Fincantieri ha vinto in piena pandemia una commessa storica assegnata dalla Marina Usa, mi piacerebbe pensare che possa essere considerato un successo europeo, se avessimo una industria comune della Difesa”. Aveva dichiarato a giugno l’ad del gruppo, Giuseppe Bono, in un’intervista a La Stampa a proposito della mancata pronuncia dell’Antitrust Ue in merito all’acquisizione dei cantieri navali ex Stx France.

AVVIATA LA JV NAVIRIS

“In quest’ottica si inserisce, ad esempio, Naviris – ha ricordato Bono – la joint venture con i partner francesi di Naval Group. In Cina siamo l’unico player mondiale a imporre la nostra tecnologia navale, e non a subirla. I cantieri francesi erano passati sotto mani coreane, oggi potrebbero essere invece guidati e ulteriormente rafforzati da mani italiane, dunque europee“.

A gennaio è stata avviata infatti la joint venture per il settore militare Naviris, tra Fincantieri e Naval Group, azionista dell’11,7% del sito di Saint-Nazaire.

“Ciò consente di mettere in comune parte della fornitura e della ricerca e sviluppo”, ha spiegato un dirigente di Naval Group a Le Parisien. “Ma anche per rispondere congiuntamente ai bandi di gara internazionali”. Eppure la fusione che sembra funzionare per la difesa, non salpa per il settore civile al momento.

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