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Tavares

Tavares di Stellantis si cappotta su protezionismo e sussidi

Secondo Carlos Tavares, il "protezionismo" seguito dall'Europa nel settore automobilistico si tradurrà in "impoverimento". Stellantis pensa che i dazi contro la Cina siano una grossa trappola (anche perché collabora con il marchio cinese Leapmotor), anche se invoca contributi statali in Italia. Tutti i dettagli.

“L’Europa ha a disposizione due scelte” sulle automobili, ha detto Carlos Tavares, l’amministratore delegato di Stellantis, che ieri a Torino ha presentato i nuovi modelli per gli stabilimenti italiani: un’opzione è “il protezionismo, dicendo alle persone che non si devono preoccupare”, mentre l’altra è “gareggiare. E competendo, alla fine puoi vincere se sei il migliore”. Tavares ha aggiunto che “l’Europa per ora ha scelto la via del protezionismo”, riferendosi all’inchiesta anti-sovvenzioni sui veicoli elettrici cinesi, avviata lo scorso settembre, che potrebbe portare all’imposizione di dazi (le conclusioni sono attese nei primi giorni di giugno). “È un vero protezionismo?”, si è domandato il Ceo; “non credo, penso sia solo impoverimento. Penso che se non si compete si diventa più poveri”.

LA TRAPPOLA DEI DAZI SULLE AUTO CINESI, SECONDO TAVARES

Tavares pensa che gli eventuali dazi europei sui veicoli cinesi, oltre a quelli altissimi già annunciati dagli Stati Uniti, siano una “grossa trappola” perché potrebbero alimentare l’inflazione e danneggiare le vendite delle case automobilistiche occidentali. La Cina, peraltro – la più grande produttrice e il più grande mercato di veicoli elettrici al mondo -, potrebbe decidere di alzare a sua volta le barriere commerciali: nei giorni scorsi si è parlato proprio di un possibile aumento delle tariffe cinesi sulle importazioni di auto dotate di motori di grossa cilindrata.

La settimana scorsa, durante una conferenza a Monaco organizzata da Reuters, Tavares ha dichiarato che “quando si lotta contro la concorrenza per assorbire il 30 per cento del margine di competitività dei costi a favore dei cinesi, ci sono delle conseguenze sociali. Ma in questo momento i governi, i governi europei, non vogliono affrontare questa realtà”.

A detta di Tavares, le case cinesi sono sulla buona strada per vendere 1,5 milioni di automobili in Europa, accaparrandosi il 10 per cento del mercato con un numero di stabilimenti manifatturieri che potrebbe arrivare a dieci.

LA JOINT VENTURE CON LEAPMOTOR

Rispetto a Volkswagen e a BMW, ad esempio, Stellantis non è troppo esposta al mercato cinese. Recentemente, però, ha annunciato che da settembre la società inizierà a vendere all’estero i veicoli elettrici realizzati in collaborazione con il produttore cinese Leapmotor.

I primi mercati raggiunti dalla joint venture Stellantis-Leapmotor sono l’Italia, la Francia, la Germania, i Paesi Bassi, la Spagna, il Portogallo, la Grecia, il Belgio e la Romania: gli eventuali dazi dell’Unione europea potrebbero insomma danneggiare i piani.

Nell’ottobre 2023 Stellantis è diventata azionista strategica di Leapmotor, acquisendone il 20 per cento con un investimento di 1,5 miliardi di euro.

QUANDO TAVARES CHIEDEVA I SUSSIDI

Tavares si dice contrario al protezionismo, ma non ai contributi statali. Lo scorso febbraio, intervistato da Bloomberg, l’amministratore di Stellantis criticava il governo italiano sostenendo appunto che “se non si concedono sussidi per l’acquisto di veicoli elettrici, si mettono a rischio gli impianti italiani”. E ancora: “il mercato dei veicoli elettrici in Italia è molto, molto piccolo. È una diretta conseguenza del fatto che il governo italiano non sovvenziona l’acquisto di veicoli elettrici”.

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