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Cina

Ora anche la Cina minaccia aumenti ai dazi sulle automobili

La Cina potrebbe alzare i dazi sulle importazioni di automobili in risposta alle mosse degli Stati Uniti e dell'Unione europea. È guerra commerciale? Von der Leyen cerca di abbassare i toni. Tutti i dettagli.

La Cina potrebbe aumentare i dazi su alcune importazioni automobilistiche in risposta alle azioni commerciali degli Stati Uniti e dell’Unione europea contro i veicoli elettrici cinesi. Di recente, infatti, il governo americano ha quadruplicato le tariffe su queste vetture, portandole dal 27,5 per cento al 102,5 per cento; la Commissione europea, invece, dovrebbe presentare a breve le conclusioni di un’inchiesta anti-sovvenzioni che potrebbe a sua volta portare all’imposizione di dazi.

COSA SAPPIAMO DEI DAZI CINESI SULLE AUTOMOBILI

Della possibilità di contro-dazi cinesi ne ha parlato sia il tabloid nazionalista Global Times, sia la Camera di commercio cinese nell’Unione europea attraverso un comunicato pubblicato martedì sera, nel quale spiegava di essere stata “informata dagli addetti ai lavori che la Cina potrebbe prendere in considerazione l’aumento delle tariffe temporanee sulle auto importate dotate di motori di grossa cilindrata”.

“Questa azione potenziale”, si legge nel comunicato, “ha implicazioni per le case automobilistiche europee e statunitensi, soprattutto alla luce dei recenti sviluppi come l’annuncio di Washington sull’aumento dei dazi sui veicoli elettrici cinesi e i preparativi di Bruxelles per l’adozione di misure preliminari in un’indagine anti-sovvenzioni di alto profilo sui veicoli elettrici cinesi”.

LE TENSIONI COMMERCIALI TRA CINA, AMERICA ED EUROPA

L’avvertimento della Camera di commercio, anche qualora non dovesse tradursi in un’azione concreta, è comunque significativo delle forti tensioni commerciali tra la Cina e l’Occidente. Domenica scorsa la Cina ha annunciato l’apertura di un’indagine anti-dumping sulle importazioni dall’Unione europea, dagli Stati Uniti, dal Giappone e da Taiwan di un materiale plastico chiamato POM. Pochi giorni prima gli Stati Uniti avevano imposto dazi su una serie di prodotti importati dalla Cina – semiconduttori, batterie, pannelli solari, le già citate auto elettriche e non solo – per un valore complessivo di 18 miliardi di dollari. L’Unione europea, oltre che sui veicoli elettrici, sta indagando anche sugli eventuali sussidi distorsivi forniti da Pechino alle produzioni di acciaio stagnato, pannelli solari e turbine eoliche.

La Cina ha anche aperto un’indagine anti-sovvenzioni su alcuni liquori europei, prendendo di mira soprattutto il cognac francese, e non a caso: proprio la Francia, infatti, è stato il paese europeo che più ha fatto pressione sulla Commissione affinché adottasse misure punitive contro le auto elettriche cinesi.

LE PAROLE DI VON DER LEYEN SULLA CINA E SUGLI STATI UNITI

La conflittualità commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina è più accesa di quella tra la Cina e l’Unione europea; Bruxelles, tuttavia, sembra stare assumendo una postura più rigida nei confronti di Pechino. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, continua comunque a escludere lo scoppio di una trade war, dicendo di volersi limitare al cosiddetto de-risking, ovvero alla riduzione della dipendenza commerciale dalla Cina per quei prodotti e quelle tecnologie sensibili per la sicurezza nazionale ed economica. Von der Leyen ha voluto anche sottolineare la differenza tra il de-risking dalla Cina e il decoupling (cioè il distacco totale, o quasi) dalla Russia.

La segretaria del Commercio degli Stati Uniti, Janet Yellen, desiderosa di creare un fronte comune contro le pratiche economiche della Cina, ha invitato l’Unione europea a seguire l’approccio americano e a imporre a sua volta dazi elevati sulle importazioni di tecnologia cinese. Von der Leyen ha però rifiutato l’offerta, dicendo di condividere “alcune delle preoccupazioni delle nostre controparti, ma abbiamo un approccio diverso”: Bruxelles ha cura di presentare le sue misure commerciali come coerenti con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio.

In media, i dazi applicati dall’Unione europea a seguito di indagini anti-sovvenzioni sono del 19 per cento. I veicoli elettrici cinesi che arrivano nel mercato unico già vedono applicarsi una tariffa del 10 per cento; le esportazioni automobilistiche europee in Cina vengono tuttavia appesantite da un dazio più alto, del 15 per cento.

Quello cinese è un mercato importante soprattutto per le case automobilistiche tedesche: per BMW, ad esempio, la Cina è valsa quasi il 32 per cento delle vendite nel primo trimestre del 2024.

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