Mobilità

Benetton, Gavio, Mantovani. Tutti i maxi rendimenti delle autostrade

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Numeri, confronti, commenti e approfondimenti sulle convenzioni fra Stato e Autostrade (e non solo la società del gruppo Atlantia-Benetton) messe on line ieri dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Rendimenti da Bengodi per le società autostradali? I numeri svelati ieri dalle convenzioni messo on line dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti retto da Danilo Toninelli (M5S) confermano quella che era una sensazione di molti esperti.

Tutto ruota intorno al Weighted Average Cost of Capital (Wacc), ossia il tasso di congrua remunerazione del capitale investito (il costo medio lordo ponderato del capitale) riconosciuto ai concessionari, per i quali è quasi sempre a due cifre.

I PIANI DI FINANZIARI DELLE AUTOSTRADE

Le concessioni stipulate con alcune delle maggiori società italiane permettono rendimenti garantiti per le concessionarie vicini a quelli previsti per Autostrade per l’Italia, che beneficiava di tassi di remunerazione del capitale al 10,21% lordo e al 6,85% netto.

IL CONFRONTO TRA CONCESSIONARIE

Guardando ai piani finanziari delle concessioni messe online dal ministero dei Trasporti, il gruppo Gavio vede un rendimento lordo del 10,52% e netto del 7,16% per la Satap Tronco A4 (Torino-Milano), lordo del 10,77% e netto del 6,48% per la Milano-Serravalle e un lordo del 10,68% per la Torino-Alessandria-Piacenza. Al gruppo Toto è garantita una remunerazione lorda del 9,71% per la Strada dei Parchi..

BOTTA E RISPOSTA SU AUTOSTRADE PER L’ITALIA

Dunque Aspi, la più grande concessionaria d’Italia del gruppo Atlantia con oltre 3mila chilometri, fa la parte del leone con 14 miliardi di dividendi (pagati e previsti) e altri 9 di liquidità nel 2038.
Quanto al tasso di rendimento lordo del 10,21% (6,85% dopo le tasse) che aveva fatto scalpore, Aspi ieri ha precisato che remunera solo gli investimenti richiesti dallo Stato dopo il 2008, «che oggi sono di importo trascurabile» e che «per il quinquennio 2018-2022, la proposta di aggiornamento del piano finanziario (…) prevede una remunerazione al 7,30% lordi (5% dopo le tasse).

QUANTO E’ SERENA LA SERENISSIMA

La seconda concessione più ricca è la Serenissima, di proprietà della famiglia Chiarotto (gruppo Mantovani) e della famiglia Gavio (secondo gestore italiano dopo i Benetton): l’autostrada Brescia-Padova, l’infrastruttura che fa muovere il Pil del Nord-Est premia i suoi azionisti con un assegno da 3,1 miliardi e a fine vita avrà in cassa un altro miliardo.

IL CAPITOLO DIVIDENDI

Ha notato oggi il Sole 24 Ore: “Lo spaccato dei dati rivela casi agli antipodi: per esempio, i Benetton sono i più generosi (verso se stessi, verso il mercato e verso gli azionisti di minoranza) come dividendi; mentre l’imprenditore delle costruzioni Carlo Toto, ex patron di AirOne e gestore della Autostrada Roma-L’Aquila, è un francescano: niente cedole, solo una cassa a fine della concessione stimata in 579 milioni”.

IL COMMENTO DI MF/MILANO FINANZA

“Investire capitali nelle reti autostradali rende molto di più che comprare titoli di Stato, e il fattore di rischio è praticamente nullo – ha commentato oggi Mf/Milano Finanza – Per la verità il rendimento garantito è addirittura più alto di molti degli strumenti d’investimento più diffusi. Lo dimostrano i tassi di rendimento del capitale riconosciuti alle società autostradali in virtù delle loro concessioni, pubblicati ieri dal ministero dei Trasporti”.

I CONFRONTI CON SNAM, TERNA E ITALGAS

Un report di Fidentis ha fatto un confronto: Per Italgas il Wacc è del 6,1% per Snam è del 5,4%, per Terna vale il 5,3%. Quello che per Autostrade, come detto, vale il 10,21%. Il parametro è utilizzato in tutti i settori regolamentati dove una società è titolare di quello che si chiama un «monopolio naturale» come le reti infrastrutturali: “La differenza sostanziale tra Terna, Snam, Italgas e i gestori autostradali – ha sottolineato La Stampa – è che il rendimento è molto più basso – la metà , prima delle tasse – nei primi rispetto ai secondi. E che Snam, Italgas e Terna, tutte quotate e con un azionariato composto prevalentemente di investitori istituzionali internazionali, il socio di controllo è pubblico. Ovvero Cdp Reti, braccio specializzato della Cassa depositi. Per i gestori, quotati o no, il controllo è in mano a privati: Benetton, Gavio e Toto”.

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