Economia

Autostrade, conviene davvero statalizzare la gestione? Storia, cronaca e analisi 

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L’articolo di Giorgio La Malfa, economista ed ex ministro, sulle ipotesi governative che riguardano la gestione pubblica delle autostrade

All’indomani di una tragedia come quella di Genova che non doveva in alcun modo accadere, è assolutamente comprensibile che si possa concludere che non si possono lasciare taluni servizi pubblici nelle mani di concessionari privati. Il profitto è un fattore di efficienza, ma nel campo della sicurezza, la priorità non può essere questa.

Se però, andando oltre le dichiarazioni giornalistiche, il Governo pensa davvero a un’ampia nazionalizzazione di uno o di molti settori privatizzati negli anni ‘90, allora bisogna che disponga con chiarezza le carte sul tavolo e risponda a due domande essenziali.

La prima nasce dalla storia passata. Le privatizzazioni non sono state una scelta ideologica con cui si è voluto privilegiare il privato rispetto al pubblico: furono uno stato di necessità. Fino all’inizio degli anni ‘60, le imprese pubbliche italiane avevano funzionato bene e furono uno dei fattori di successo della ricostruzione e poi del miracolo economico.

L’Iri, il principale ente di gestione, era un gioiello. Ma dalla fine degli anni ‘60, il quadro degenerò rapidamente. Il sistema pubblico ha cominciato a macinare perdite immense: IRI, ENEL, EFIM, EGAM, POSTE, Ferrovie, ANAS etc. divennero un pozzo di perdite senza fondo per coprire le quali si stanziavano fondi destinati sulla carta a investimenti che in realtà andavano a coprire perdite già accumulate e ne consentivano di nuove.

All’inizio degli anni 90 il governo Ciampi dovette prendere atto che il bilancio dello Stato non era più in condizione di reggere tutto questo. O si lasciava fallire IRI, ENEL etc., o se ne vendevano a pezzi le parti meno deteriorate.

Questa è la storia. Se oggi il governo vuole percorrere la strada al contrario deve spiegare come garantire che questo non possa ripetersi. In secondo luogo una rinazionalizzazione costa, anche volendo pagare poco.

La domanda è: quanto costa? Chi ha fatto i calcoli? E vale la pena di usare così le risorse del bilancio o vi sono destinazioni più urgenti e necessarie?

Mi sembra che siamo lontani da questa fase della discussione, solo davanti a un progetto ben articolato se ne potrà riparlare. Questo vale per tutti.

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