Mobilità

Autostrade, tutte le sportellate dell’Autorità di Camanzi contro Palenzona (e non solo)

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Che cosa ha detto su pedaggi e autostrade il presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Andrea Camanzi, nel corso della sua relazione annuale

Nessuna incertezza regolatoria né modifica unilaterale dei contratti. “Solo la necessità, e quindi, l’opportunità, di riequilibrare le posizioni di concedente e concessionario a tutela dell’interesse pubblico e a beneficio di automobilisti e autotrasportatori, nel segno della trasparenza e dell’equità dei pedaggi”. Spiega così il presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Andrea Camanzi, nel corso della sua relazione annuale, l’introduzione del nuovo sistema tariffario per i pedaggi autostradali.

IL NUOVO SISTEMA INTRODOTTO DALLA RIFORMA

Il nuovo sistema è stato delineato con la pubblicazione da parte dell’Autorità delle delibere relative a 16 concessionarie (da Autostrade per l’Italia a Strada dei Parchi, dall’Autostrada dei Fiori alla Milano Serravalle), i cui Piani economico finanziari (Pef) erano scaduti da anni. Con il Decreto Genova, infatti, è stata estesa la competenza regolatoria dell’Authority anche alle concessioni in essere e non solo a quelle nuove. Con il nuovo sistema – che per entrare in vigore deve avere l’ok definitivo del governo . si mandano in soffitta i sei diversi sistemi tariffari che finora regolavano i pedaggi e si supera il meccanismo dei loro aggiornamenti annuali. Il sistema definito dall’Autorità si fonda sul metodo del “price-cap“, con determinazione dell’indicatore di produttività a cadenza quinquennale e punta a definire obiettivi di maggiore efficienza dei costi operativi, secondo parametri di “performance”, basati sul confronto competitivo con le migliori pratiche del settore. Per la componente ‘regolata’ dei pedaggi, ovvero i costi per investimenti gli investimenti da realizzare, l’Autorità riconosce una remunerazione sul capitale investito (WACC) pari al 7,09% mentre per le opere “cantierate” continuerà ad essere applicato il “TIR-tasso interno di rendimento” previsto dal sistema tariffario previgente. Il nuovo sistema ART prevede anche verifiche annuali sull’effettiva realizzazione degli investimenti programmati, con la possibilità di diminuzioni del pedaggio in caso di mancato rispetto dei cronoprogrammi.

NESSUN ATTO UNILATERALE NÉ BLOCCA CANIERI

Durante l’intervento alla Camera, Camanzi si è difeso dalle accuse mosse dalle concessionarie circa un atto unilaterale e di delibera ‘blocca cantieri’ dopo l’introduzione del nuovo sistema tariffario per i pedaggi autostradali: “Non abbiamo modificato i contratti, non c’è nessun blocco degli investimenti, quelli programmati devono andare avanti nel modo più assoluto, mentre quelli non realizzati dovranno essere ristipulati”, ha ammesso, aggiungendo di essere rimasti sorpreso dalle accuse. “Non c’è nessun atto unilaterale di modifica del contratto in essere perché i contatti per definizione li possono modificare solo le parti contraenti e noi non siamo, non possiamo e non vogliamo essere parti contraenti altrimenti perderemo il nostro ruolo di terzietà”. Nel delineare il nuovo sistema tariffario “abbiamo molto riflettuto sui provvedimenti e cercato di essere più oggettivi possibili”.

TONINELLI: NUOVO SISTEMA NON PRODUCE ALCUN BLOCCO DEGLI INVESTIMENTI, ANZI

La conferma di questo posizione arriva anche dal ministro delle Infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli (M5S): “Proprio perché riteniamo fondamentale il ruolo dell’Art con il decreto Genova le abbiamo dato più poteri per regolare al meglio l’ambito autostradale. E l’effetto è quella rivoluzione dei pedaggi che stiamo, insieme, mettendo in atto, tutta a favore di chi viaggia e di reali investimenti, soprattutto in sicurezza, che, come ha spiegato bene il presidente Camanzi, non produce alcun blocco degli investimenti, anzi”.

CAMANZI PREOCCUPATO DEL SILENZIO DEGLI AUTOTRASPORTATORI

Camanzi si è invece detto preoccupato del “silenzio assordante delle associazioni degli autostrasportatori sul nuovo sistema di pedaggio definito dall’Autorità”. Conftrasporto, ad esempio, la confederazione dei trasporti e della logistica che fa capo a Confcommercio, è presieduta da Fabrizio Palenzona che ricopre, tra le altre, anche la carica di presidente di Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori).  “Le associazioni dei consumatori hanno invece espresso plauso per l’operazione di trasparenza e maggiore efficienza che il nuovo sistema introduce”, ha concluso Camanzi.

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