Mobilità

Autostrade, energia, tlc. Ecco come si muoverà il governo sulle concessioni. Bozza Pnr-Def

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Aumentare i canoni delle concessioni pubbliche per ridurre il debito pubblico. E’ l’indicazione contenuta nella bozza di Pnr (Programma nazionale di riforma), che farà parte della Nota di aggiornamento al Def.

“L’attuale panorama delle concessioni è assai variegato in termini di competenze, meccanismi di funzionamento e redditività”, è la premessa che si legge nel capitolo sul tema previsto nella bozza del Pnr coordinata dal ministero dell’Economia.

“Con poche eccezioni, il denominatore comune è la scarsa redditività delle concessioni dal punto di vista del settore pubblico”, si legge anche nella bozza: “Risorse che producono ingenti fatturati e profitti sono scarsamente remunerate o godono in alcuni casi di rendimenti garantiti molto al disopra di quelli di mercato”.

Il Tesoro ha già condotto studi conoscitivi su alcuni settori che operano in regime di concessione governativa – ricorda il documento – “evidenziando scarsi rendimenti per la Pubblica amministrazione”.

Per questo il governo Conte – è scritto nel Programma nazionale di riforma in fieri – “si propone di allargare e sistematizzare questi studi onde arrivare entro fine 2019 ad una completa mappatura delle concessioni governative e alla predisposizione di una legge quadro di riordino e valorizzazione delle partecipazioni”.

I proventi che potrebbero derivare dal riordino delle concessioni “potrebbero essere direttamente o indirettamente rilevanti dal punto di vista della finanza pubblica e della riduzione del rapporto debito/PIL, ma è difficile a questo stadio ipotizzare cifre precise”, è scritto nella bozza.

Inoltre l’esecutivo “studierà un’ipotesi in cui i proventi delle concessioni governative e parte di quelle di competenza delle amministrazioni locali potrebbero afferire al Fondo di Ammortamento del Debito Pubblico, unitamente ai proventi delle dismissioni immobiliari e delle alienazioni di quote di società partecipate”.

Ciò – si aggiunge – “contribuirebbe alla realizzazione di quello 0,3 per cento medio annuo di proventi da dismissioni attualmente incorporato nelle proiezioni del debito pubblico”.

Se il testo sarà confermato, il governo M5S-Lega confermerebbe le dichiarazioni estive, in particolare dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova e le polemiche della maggioranza su Autostrade per l’Italia, a rivedere tutto il sistema e le regole delle concessioni pubbliche, non solo quelle che riguardano le autostrade.

Un sistema, composto da 35mila concessioni fra statali e locali, ha osservato di recente il Sole 24 Ore, che spaziano dalle autostrade ai giochi, dall’energia alle acque minerali.

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