Mobilità

Che cosa farà Atlantia-Adr in Alitalia. Fatti, indiscrezioni e commenti

di

atlantia

L’approfondimento di Michele Arnese

 

È dunque Atlantia il partner scelto da Ferrovie (gruppo 100% del Tesoro) per affiancare Delta e ministero dell’Economia nell’operazione per la nuova Alitalia. Lo ha deciso ieri il consiglio di amministrazione del Gruppo guidato da Gianfranco Battisti, che ha scartato invece le altre tre offerte sul tavolo presentate dal gruppo Toto, Claudio Lotito e dal patron di Avianca German Efromovich (qui l’approfondimento di Start sui motivi del no di Ferrovie e Mediobanca a Toto, Lotito ed Efromovich).

LA SCELTA DELLE FERROVIE PER ATLANTIA

Una scelta che certo non era quella auspicata fin dall’inizio dal M5s, da sempre freddo sulla società dei Benetton, finita nel mirino dopo il crollo del Ponte Morandi. Il vicepremier Luigi Di Maio annuncia comunque la scelta come una vittoria e, non senza lanciare una stoccata al collega leghista Matteo Salvini (“un grande risultato mentre qualcuno oggi si prendeva il caffè al tavolo”), assicura che comunque sulla revoca della concessione di Autostrade non si indietreggia. La contraddizione è palese, ma non per Di Maio evidentemente.

Sui social, però, oggi spopola un video di qualche settimana fa nel quale il ministro dello Sviluppo economico, ospite di Porta e Porta, diceva: «Atlantia dentro Alitalia? Andrà a picco, farà precipitare gli aerei».

IL RUOLO DEL GRUPPO DEI BENETTON

Atlantia, da mesi considerata come la strada più percorribile dai più, ma fattasi avanti ufficialmente solo pochi giorni fa (giovedì il mandato del cda all’a.d. ad approfondire e poi ieri con la presentazione dell’offerta), mentre in passato il gruppo smentiva, è stata scelta nel corso di una riunione di oltre 4 ore del consiglio di amministrazione di Fs, che ha passato in rassegna le offerte arrivate ieri all’advisor Mediobanca da quattro soggetti. Solo Atlantia è stata però ritenuta adatta ad andare avanti nella prossima fase, che servirà a “condividere un piano industriale” e a definire gli “altri elementi dell’eventuale offerta”, ha spiegato Ferrovie, assicurando che il lavoro con i partner inizierà “quanto prima”. Per finire entro la fine di settembre, è la previsione degli addetti ai lavori.

I MALUMORI DEGLI ESCLUSI E I VELENI SU ATLANTIA

Non mancano le indiscrezioni pepate sulla decisione di Ferrovie e Mediobanca: “Fonti vicine a uno dei soggetti interessati, in maniera confidenziale, rilevano che è stato prescelto l’unico gruppo che non aveva fatto una proposta di interesse, ma che aveva chiesto un rinvio e una modifica del piano industriale”, ha scritto il Sole 24 Ore dando conto dei malumori dei tre esclusi.

LA SODDISFAZIONE DI BATTISTI (FERROVIE)

Comunque il consorzio non è ancora costituito e non ci sono ancora impegni vincolanti da parte di nessuno. C’è un “tavolo”, al quale si siedono soggetti forti. Chi è comunque soddisfatto, secondo il Sole, è Questo è l’amministratore delegato di Fs, Gianfranco Battisti, “dopo oltre dieci mesi di lavoro su un dossier che sembrava impossibile e che, pur avendo fatto passi avanti importanti, è ancora lontano dal traguardo”. “Battisti ha portato dentro l’operazione Delta Airlines, una delle maggiori compagnie mondiali, oltre 44 miliardi di dollari di ricavi nel 2018 e risultati in crescita anche quest’anno. Adesso ha ottenuto l’adesione a partecipare al tavolo di Atlantia, uno dei maggiori gruppi internazionali nelle infrastrutture, azionista di controllo di Aeroporti di Roma, che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino”, ha aggiunto Gianni Dragoni del quotidiano confindustriale diretto da Fabio Tamburini.

LE RICHIESTE DI ATLANTIA E LE INDISCREZIONI DEL SOLE 24 ORE

Quanto ad Alitalia, la holding dei Benetton chiede precise garanzie prima di impegnarsi a fare un’offerta vincolante, il cui orizzonte sarà il 30 settembre: ” L’a.d. Giovanni Castellucci chiede «profonde modifiche» al piano industriale della «Nuova Alitalia», riferisce una fonte – ha scritto il Sole – C’è già un piano predisposto da Fs e Delta. Atlantia lo conosce da alcuni mesi e ritiene che sia troppo a favore di Delta, che è interessata a difendere la sua posizione di supremazia nei voli transatlantici. Atlantia chiede un maggior potenziamento dei voli da Fiumicino per Nord America e Asia e non le piace il progetto di creare un’area di alimentazione di Fiumicino (feederaggio) con nuovi voli dai Balcani (Zagabria, Spalato). Anche i servizi di terra di Alitalia a Fiumicino (handling) dovrebbero essere riorganizzati. La società dei Benetton chiede più qualità e, secondo fonti esterne, maggiori tagli. Sullo sfondo il tema del governo societario e della struttura manageriale. Un tema che forse verrà definito dopo la stesura del piano industriale, ma che si integra profondamente con il piano”.

IL COMMENTO DEL PROF. ARRIGO

Non tutti, fra gli esperti, applaudono. E’ il caso di Ugo Arrigo, uno degli economisti in Italia più addentro in materia di trasporti, editorialista del Fatto Quotidiano. Arrigo ha puntato lo sguardo sui rapporti fra Alitalia e le società aeroportuali, come gli Aeroporti di Roma del gruppo Atlantia: “I principali gestori aeroportuali hanno goduto in questo decennio, grazie a una norma discutibile, di contratti di programma in deroga molto favorevoli, i quali hanno portato a un decollo dei livelli tariffari a carico dei passeggeri e dei vettori. Quando l’Iri possedeva con una mano Alitalia e con l’altra gli aeroporti di Roma lo si ritenne incompatibile”, ha sottolineato Arrigo in una conversazione con Start.

L’ANALISI DI MILANO FINANZA

“Se questo è il conflitto più evidente in questa complicata partita – ha scritto Andrea Montanari di Mf/Milano Finanza – non va trascurato il perimetro industriale di Atlantia che non gestisce e controlla solo la rete autostradale più importante d’Italia ma controlla anche Aeroporti di Roma, ovvero la società di gestione degli scali aeroportuali di Roma (Fiumicino è leder nazionale con quasi 43 milioni di passeggeri, il 23% dell’intero mercato nazionale), detiene il 20% di Pavimental (fa capo alla stessa Atlantia, una delle società più importante in fatto di costruzione e manutenzione di pavimentazioni stradali e aeroportuali, controlla poi il 64% della società degli aeroporti della Costa Azzurra (Cannes, Saint Tropex e Nizza) e, infine, detiene storicamente il 15% del capitale dell’Aeroporto (pubblico) di Genova: una partecipazione più volte finita sul mercato ma che poi è sempre rimasta in portafoglio ad AdR”.
Peraltro in ambienti dei Penstastellati si è in attesa delle possibili evoluzioni dell’indagine avviata dall’Autorità Anticorruzione. Uno dei capitoli della recente relazione annuale riguarda le concessioni e tra queste è emersa una novità non ancora nota finora e che riguarda la società Adr (Aeroporti di Roma) controllata dal gruppo Atlantia; “A seguito di un’indagine ispettiva avente ad oggetto le varie fasi dell’appalto di lavori di costruzione del Terminal Internazionale dell’aeroporto Leonardo da Vinci, dalla programmazione Autorità Nazionale Anticorruzione 220 all’esecuzione dell’opera, l’Autorità ha rilevato diverse criticità che sono state segnalate alla società ADR e che saranno oggetto di definizione nel corso della vigilanza”, si legge in un passaggio della relazione.

CHE COSA DICONO I REPORT DELLE BANCHE D’AFFARI

La scelta di Ferrovie pro Atlantia è vista di buon occhio dalla maggior parte degli analisti delle banche d’affari per gli effetti potenziali sul titolo del gruppo dei Benetton: “La scelta di Atlantia come potenziale partner per entrare nel capitale di Alitalia era attesa e permette un riavvicinamento con il governo. Da verificare quale sarà il potenziale impegno in Alitalia e quale forma di rinegoziazione della concessione di Aspi sarà avviata”, afferma Equita (rating buy e target price a 25,9 euro su Atlantia) – riferisce Mf – Concorda Banca Imi (rating e target price in revisione) per cui “la notizia è positiva perché consente ad Atlantia di affrontare la probabile revisione della concessione ad Aspi da una posizione migliore. Ricordiamo, comunque, che Atlantia non ha alcun obbligo su Alitalia e può ritirarsi dal piano di salvataggio in qualsiasi momento”.
Dunque per gli analisti l’ingresso nel capitale di Alitalia dovrebbe eliminare l’ipotesi di revoca della concessione autostradale anche se ritengono rimanga probabile una revisione dei termini della convenzione in senso leggermente meno favorevole. A questo proposito, però, il vicepremier, Luigi Di Maio, ha già ribadito che il governo non intende fare passi indietro sul tema della revoca della concessione al gruppo autostradale.

LA NOTIZIA DEL FINANCIAL TIMES SUL REPORT INTERNO DI AUTOSTRADE

Nubi mediatiche intanto si addensano sul gruppo dei Benetton. Il Financial Times ha parlato di un report interno commissionato dal risk control committee di Atlantia poco dopo il crollo del ponte Morandi. Da questo sarebbero emersi problemi di sicurezza sul ponte. Il rapporto, che applicava una scala per l’urgenza degli interventi da 10 a 70 (al livello maggiore corrispondeva la necessità di un immediato intervento), avrebbe evidenziato almeno un caso in cui vi era un’indicazione del livello 60, identificato per la prima volta nel 2011 e sottoposto a ulteriori test nell’agosto 2018.

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