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Alitalia, ecco le ultime turbolenze fra Lega, M5S, Ferrovie, Delta, Atlantia e Toto (mentre Lotito scende in campo con un’offerta senza cifre…)

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Che cosa sta succedendo sul dossier Alitalia? Fatti, nomi, tempi e indiscrezioni. E la novità Lotito

 

Rinvio della scadenza per il termine di acquisto di Alitalia. Tensioni M5S-Lega sul ruolo eventuale del gruppo Atlantia nella compagine azionaria in fieri per salvare la compagnia aerea. Non gradimento di Fs, Delta e Atlantia per l’ingresso del gruppo Toto nell’azionariato. E fibrillazioni non secondarie tra ministri 5 Stelle sul dossier: con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti retto da Danilo Toninelli che si sente tagliato del tutto fuori dalla partita visto che ha preso in mano la questione il dicastero dello Sviluppo economico di Luigi Di Maio e il capo di gabinetto Vito Cozzoli.

Sono queste le ultime novità-indiscrezioni sulla complessa vicenda di Alitalia. Mentre sarebbe sfumata l’ipotesi di un coinvolgimento del fondo QuattroR per il no dei soci Inarcassa e Inail, oltre che per uno scarso entusiasmo della Cdp e a sorpresa l’imprenditore attivo in particolare nei servizi di pulizie, Franco Lotito, proprietario della squadra di calcio della Lazio, ha presentato un’offerta.

Ma vediamo i dettagli.

LA TEMPISTICA SU ALITALIA

Sabato 15 giugno scade il termine per la presentazione dell’offerta definitiva e vincolante di Ferrovie dello Stato, che da novembre sta cercando di mettere a punto la cordata per la nuova Alitalia e che dalla prima scadenza del 31 gennaio ha già ricevuto altre 3 proroghe.

I NODI DA SCIOGLIERE PER ALITALIA

Il termine del 15 giugno era stato autorizzato ad inizio maggio dal ministro Di Maio, che concedendo un altro mese e mezzo per scavalcare il delicato appuntamento delle elezioni, aveva anche auspicato di ricevere «nel minor tempo possibile» l’indicazione della composizione definitiva del consorzio acquirente. Ma, passati quasi sette mesi da quando Fs ha preso in mano il dossier (con l’ok dei commissari alla propria offerta), alla compagine manca ancora il 40%, visto che oltre alle Fs con il 30%, sono a bordo solo Delta e il Ministero dell’Economia ciascuno con il 15%.

LE PAROLE DI TRIA

Il Tesoro comunque mette i puntini sulle “i”. “In via del tutto preliminare, la tempistica per l’intervento del Mef”, in Alitalia, “prevede in primo luogo la presentazione di una proposta d’acquisto vincolante da parte dei soggetti che hanno manifestato interesse, e dopo valutazione dei commissari e del Mise, l’emanazione di un decreto del Ministro dello sviluppo economico di autorizzazione alla cessione dei complessi aziendali della procedura di vendita”, ha detto OGGI il ministro dell’economia Giovanni Tria rispondendo in question time alla Camera.

L’IPOTESI DEL RINVIO

L’ipotesi del rinvio del termine di scadenza, sarebbe il quarto, appare come l’unica alternativa alla messa in liquidazione di Alitalia, anche se non garantisce che una soluzione ci sarà.

LA QUESTIONE ATLANTIA

“L’ipotesi più percorribile sarebbe quella di coinvolgere Atlantia, ma questa soluzione è rimasta nelle ultime settimane in una situazione di stallo: la società ufficialmente continua a ribadire di avere già abbastanza fronti aperti ma il nodo è politico ed è legato ai rapporti tra la holding dei Benetton e il governo (in particolare il M5s), incrinatisi dopo il crollo del ponte Morandi”, ha scritto il Messaggero: “Un dialogo peraltro non favorito dal recente “scudo” per i funzionari che firmano la revoca delle concessioni, inserito nel decreto Sblocca Cantieri”.

IL RUOLO DI ADR

Atlantia – ha scritto il Sole 24 Ore – “ha un interesse all’operazione perché Alitalia è il principale cliente della controllata Aeroporti di Roma a Fiumicino, ma chiede una «normalizzazione» dei rapporti con il governo sulle autostrade, minacciate da una richiesta di revoca della concessione dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova (43 morti)”.

LA SMENTITA DI ATLANTIA

Il gruppo dei Benetton ha smentito: “In relazione ad alcune indiscrezioni pubblicate oggi da organi di stampa”, si legge in una nota, “Atlantia ribadisce che sulla vicenda Alitalia la sua posizione non è cambiata rispetto alle ripetute dichiarazioni pubbliche del ceo, Giovanni Castellucci”. “Nessun fondamento, quindi, possono avere notizie circa presunti accordi, ancorché preliminari, per un’eventuale partecipazione alla newco Alitalia”, prosegue il comunicato. “Pur essendo molto attenta al futuro di Alitalia in considerazione della sua importanza per Aeroporti di Roma, attualmente Atlantia è già impegnata in Italia su numerosi e complessi fronti”.

IL NODO TOTO

Per Alitalia si è fatto avanti nelle scorse settimane anche il gruppo Toto, che però non sarebbe gradito dal partner americano Delta, da Ferrovie e pure dal gruppo Atlantia. Così come ci sono state divergenze fra soci e vertici del fondo QuattroR nato quando alla presidenza di Cdp c’era Claudio Costamagna: i soci Inail e Inarcassa avrebbero bocciato l’ipotesi che era caldeggiata da Fs.

LOTITO SCENDE IN CAMPO

Claudio Lotito, presidente della Lazio e consigliere della Federcalcio, ha formalizzato un’offerta “riservata” di acquisto per Alitalia. Lo ha ufficializzato al telefono l’imprenditore attivo nei servizi di pulizie e manutenzione con l’agenzia di stampa Ansa. Da fonti autorevoli risulta al Sole 24 Ore che Lotito ha inviato una lettera ai commissari di Alitalia, alle Fs e al Mise, la data è del 10 giugno. La lettera è su carta intestata personale «Claudio Lotito», non di un’azienda, è firmata dall’imprenditore. “Non è un’offerta, ma una manifestazione d’interesse «non vincolante». Non ci sono cifre”, secondo Gianni Dragoni del Sole.

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