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Smart city e città digitale, perchè non sono la stessa cosa

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Smart city e città digitale sono la stessa cosa? A primo impatto molti direbbero di si, ma non è così semplice sovrapporre le due definizioni

Smart city e città digitale per molti sono la stessa cosa, ma in realtà dietro una definizione ancora tutta da circoscrivere (ammesso che lo sia!) della smart city non sempre si può considerare corrispondente in tutto quella di città digitale. Vediamo perché. Il disaccordo sulla definizione di smart city e il recente manifestarsi di questo fenomeno sotto forma di accezione della città del futuro rendono difficile circoscrivere il significato di smart city. D’altronde la smart city è un processo in corso, che non ha un termine a breve per le città che aspirano ad essere tali. Poi, il concetto di smart city si arricchisce nel corso del tempo e per questo è difficilmente circoscrivibile “hic et nunc”, per usare un’espressione antica.

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La città digitale invece è una città che fonda la sua natura e il successo dei suoi servizi sugli strumenti che offre l’ICT. Per esempio la città digitale è dotata di piattaforme tecnologiche basate su ICT e su internet grazie alle quali si possono elaborare una quantità di dati e di informazioni , dati che poi si possono condividere, gli open data. Gli open data possono migliorare la comunicazione tra i cittadini e gli attori della città.

Anche la città eco-sostenibile può fare leva sull’ICT per esempio per ridurre le emissioni di CO2 o per migliorare i processi di efficientamento energetico.

La città digitale si può considerare una sotto-categoria della smart city. Se la città digitale si fonda sul fulcro dell’Ict, non sempre l’Ict combacia con l’Innovazione, in senso lato. L’Ict è innovazione ma l’innovazione non si può racchiudere nella sola ICT. Ci sono città che puntano a diventare smart city puntando sull’innovazione, nel senso lato del termine. Per non rimanere solo nell’astrazione dei concetti faremo un esempio concreto di città che ha puntato sull’innovazione, che non è solo Ict.

Uno studio dell’Anci Cittalia del 2011 ha messo in evidenza il caso della città brasiliana Curitiba, capitale dello Stato brasiliano del Paranà che, dovendo affrontare tutti i problemi di una grande metropoli (traffico, produzione di rifiuti, inquinamento, povertà, disoccupazione, per citare alcuni problemi) ha puntato sull’innovazione. Ecco qualche risultato conseguito a Curitiba: una flotta di autobus a risparmio energetico che utilizza fonti rinnovabili e che ha ridotto i consumi del 42%; corridoi di mobilità dedicati solamente agli autobus; “tube stations”, fermate sopraelevate di mezzi pubblici rispetto al livello stradale al quale possono accedere anche categorie svantaggiate; integrazione sociale con centri di assistenza diurni per famiglie svantaggiate vicino alle scuole; programmi di integrazione per le scuole a favore degli adolescenti e dei bambini.

In questo caso l’innovazione è una categoria più ampia della sola ICT. Così come la categoria di smart city è più ampia di quella della città digitale.

 

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