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Vaccino italiano, la Corte dei Conti affossa l’intervento di Invitalia (Mef) per Retheira

Reithera

La Corte dei Conti non ha concesso il visto al decreto di finanziamento di Invitalia (Mef) per l’italiana Reithera che sta sviluppando il vaccino anti-Covid. Tutti i dettagli

La Corte dei Conti non ha concesso il visto al decreto di finanziamento di Invitalia (Mef) per l’italiana Reithera che sta sviluppando il vaccino anti-Covid.
È quanto stabilito dalla sezione centrale della Corte che in una nota comunica di aver deliberato “di ricusare il visto sul decreto relativo all’approvazione dell’Accordo di sviluppo sottoscritto in data 17 febbraio 2021 dal ministero dello Sviluppo economico, da Invitalia spa e dalla Società Reithera srl, volto a sostenere il programma di sviluppo industriale da realizzare presso lo stabilimento produttivo sito in Castel Romano”.
La Corte ha chiesto chiarimenti senza esprimere valutazioni scientifiche, che non rientrano nel suo compito: «Le risposte fornite dall’Amministrazione non sono idonee», è scritto nero su bianco.
Dunque la magistratura contabile ha stoppato il decreto che attivava i fondi per la biontech romana ReiThera. L’azienda non riceverà gli 81 milioni promessi da Invitalia (controllata dal ministero dell’Economia) a gennaio. «Attendiamo ancora la motivazione», hanno spiegato ieri fonti del ministero dello Sviluppo economico retto da Giancarlo Giorgetti (Lega) sottolineando che il piano per la produzione va avanti.
Tutti i dettagli.

IL DECRETO DI APPROVAZIONE PER IL PROGRAMMA DI SVILUPPO DEL  MISE E INVITALIA A REITHERA

In data primo 2021 è pervenuto al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti il decreto di approvazione dell’accordo di sviluppo sottoscritto in data 17 febbraio 2021 dal Ministero dello Sviluppo economico (all’epoca retto da Stefano Patuanelli, M5s), da Invitalia (società del Mef guidata dall’ex commissario all’emergenza, Domenico Arcuri) e dalla Società Reithera srl, per sostenere il programma di sviluppo industriale da realizzare presso lo stabilimento produttivo sito in Castel Romano.

IL PROGETTO DI INVESTIMENTO E QUELLO DI RICERCA INDUSTRIALE

In particolare, tale programma è costituito da un progetto di investimento produttivo – finalizzato all’ampliamento dello stabilimento produttivo sito in Castel Romano (RM) – e da un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale – destinato a completare la sperimentazione clinica (studi clinici di fase 2 e 3) del vaccino anti Covid-19.

RISORSE PARI A 50 MILIONI DI EURO

Il decreto prevedeva di mettere a disposizione per il finanziamento degli investimenti risorse nel limite massimo di 50 milioni di euro di cui 41 milioni a fondo perduto e il resto come finanziamento a fondo agevolato (su un totale complessivo pari ad 80 milioni previsto dal c.d. Decreto rilancio).

LA BOCCIATURA DELLA CORTE DEI CONTI

In esito all’attività istruttoria, in data 8 aprile 2021, è stato formulato rilievo da parte del competente Ufficio di controllo della Corte.
L’amministrazione ha riscontrato tale rilievo, fornendo i richiesti chiarimenti, in data 21 aprile 2021. Successivamente, in data 4 maggio 2021, l’Ufficio del controllo ritenendo che le risposte fornite dall’amministrazione non fossero idonee a superare le osservazioni formulate nel rilievo, ha deferito la questione all’esame del Collegio della Sezione centrale controllo di legittimità.

LA REAZIONE DELL’AZIENDA

«Prendiamo atto della decisione della Corte dei Conti, che blocca di fatto l’impegno preso a suo tempo dalle parti governative. Aspettiamo di conoscerne i rilievi per valutare gli impatti che questa avrà sull’operatività di ReiThera» afferma l’azienda, che peraltro per lo sviluppo del vaccino si è già avvalsa di fondi pubblici, come quelli del Cnr e della Regione Lazio.
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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA SU REITHERA DEL 15 MAGGIO 2021:

Per ReiThera è forse la fine di un sogno. A gennaio per presentare i risultati della prima fase di sperimentazione sull’uomo (ora si è conclusa la seconda condotta in 26 centri italiani, i dati a giugno) si erano scomodati il presidente del Lazio, Zingaretti, il ministro della Salute, Speranza, il capo di Aifa, Magrini. Il Lazio aveva stanziato altri 8 milioni, attraverso lo Spallanzani, ma l’azienda ne ha visti solo 3. Nel frattempo ReiThera ha investito di suo 12 milioni per acquistare tra l’altro due bioreattori di grande potenza e prepararsi alla produzione. A queste condizioni appare remota la possibilità che la sperimentazione di fase 3, la decisiva, molto costosa, possa procedere nonostante le incoraggianti risposte dei test già conclusi.

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