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Tutto su vaccino antinfluenzale e anti Covid ai bambini. Parlano gli esperti

Vaccino Antinfluenzale Anti Covid Bambini

Fatti, dati e commenti su vaccino antinfluenzale e anti Covid ai bambini. Che cosa dicono gli esperti (non tutti concordi)

 

“Quest’anno tutti i virus saranno un pochino più aggressivi rispetto allo scorso anno”, ha affermato Giuseppe di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), invitando i genitori a vaccinare i bambini non solo contro il Covid, ora che è arrivato l’ok dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema), ma anche contro l’influenza.

PERCHÉ È IMPORTANTE IL VACCINO ANTINFLUENZALE

“Raccomandiamo la vaccinazione gratuita contro l’influenza a tutti i bambini dai 6 mesi ai 6 anni e a tutti gli altri adolescenti con patologie, o se hanno in famiglia una persona fragile”. È l’appello lanciato da Di Mauro.

“I motivi di questa richiesta sono tanti. Innanzitutto, è importante non prendere l’influenza quest’anno perché tutti i virus saranno un pochino più aggressivi rispetto allo scorso anno. In secondo luogo, fino a quando tutti i bambini non saranno vaccinati contro il Covid, l’antinfluenzale riduce l’incidenza di una patologia, l’influenza, che ha una sintomatologia molto simile al Covid, con conseguenti controlli, tamponi, preoccupazione e impegno per la famiglia ed il pediatra”.

Inoltre, prosegue l’esperto, “vaccinando tutti i bambini con l’antinfluenzale, evitiamo che un bambino possa contagiare altri bambini, anziani ed eventuali persone fragili della famiglia. Anche quando non ci sono particolari problemi di salute, non dobbiamo dimenticare l’impatto dell’influenza in termini di giornate di lavoro perse e di assenze da scuola”.

LA CAMPAGNA VACCINALE PER L’ANTINFLUENZALE

Il vaccino antinfluenzale ha rari effetti collaterali e ha anche la possibilità di essere somministrato attraverso uno spray nasale dai 2 ai 18 anni.

“Purtroppo – ha concluso Di Mauro – quest’anno la campagna antinfluenzale è iniziata un po’ in ritardo, siamo partiti da circa 20 giorni, adesso dobbiamo velocizzare le somministrazioni di questi vaccini per essere pronti per la campagna anti Covid”.

I due vaccini, anti Covid e antinfluenzale, ha ricordato il presidente di Sipps, “potranno essere fatti insieme”.

PERCHÉ IL VACCINO ANTI COVID PER I BAMBINI È SICURO

Il vaccino anti Covid di Pfizer, già autorizzato da mesi agli over 12, ha ricevuto prima negli Stati Uniti e ieri nell’Unione europea il via libera alla somministrazione – in quantità ridotta – anche nei bambini dai 5 agli 11 anni. La decisione si basa su studi che hanno mostrato un’efficacia del 90,7%.

Tuttavia, questi dati potrebbero non essere sufficienti per far vincere timori e dubbi a molti genitori e quindi il virologo del Comitato tecnico scientifico (Cts) e presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù, in un’intervista al Corriere della Sera, ha spiegato perché è molto più rischioso non vaccinare i bambini.

I POSSIBILI RISCHI SENZA VACCINAZIONE

L’esperto ha ricordato che nel 2020, secondo i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), “il 3% dei piccoli ha avuto l’infezione, oggi siamo al 25% perché circola la variante Delta, molto più contagiosa. Su migliaia di ricoveri pediatrici in ospedale, un terzo ha riguardato bimbi sani che in parte hanno avuto bisogno di cure in terapia intensiva”.

Per dirla molto schiettamente: “Il Covid – ha affermato Palù – è diventata una malattia pediatrica, tra le prime cause di morte a questa età. Mentre nessuna giovane vita è stata interrotta a causa del vaccino anti Covid”.

Inoltre, il presidente dell’Aifa, ha voluto riproporre un tema di cui si sta parlando sempre di più nonostante gli studi debbano ancora essere approfonditi: il fenomeno del long Covid, ovvero delle conseguenze che si ripresentano anche a distanza di mesi dalla guarigione.

“Lo abbiamo visto negli adulti – ha spiegato Palù – Dolori muscolari, mal di testa, insonnia, difficoltà di respirazione, problemi gastrointenstinali, nausea, vertigini. Il mio bambino non lo esporrei a questa prospettiva”.

VANTAGGI INDIRETTI DELLA VACCINAZIONE

Oltre all’importanza di non esporre a questi rischi i più piccoli, il virologo ha ricordato che se il virus circola meno, grazie alla vaccinazione, “i bambini non perdono la libertà”.

“Abbiamo visto quali sono su di loro le conseguenze psicologiche nel restare chiusi a casa. Meno giochi, meno scuola, meno sport”, per questo, ha aggiunto Palù: “accettare la vaccinazione dei figli significa assicurargli benessere in senso generale, non costringerli a cambiare vita”.

I CASI DI MIOCARDITE NEGLI ADOLESCENTI

A chi invece teme eventi avversi, come la miocardite negli adolescenti a seguito del vaccino anti Covid, il virologo ha ricordato che “i problemi di miocardite, l’infiammazione al cuore che si è manifestata in ragazzi più grandi, in questa fascia d’età sono stati rarissimi e mai seri”.

“Mentre invece – sottolinea Palù – è maggiore il rischio di prendere il Covid e sviluppare una sindrome infiammatoria, la Mis-C, che è grave e colpisce molti organi”.

C’È CHI NON LA PENSA COSÌ…

Escono dal coro Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, e Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell’università di Padova.

Vaia ha detto in televisione: “Ho due nipotine e sono un vaccinista convinto ma il mio consiglio in questo momento è quello di non vaccinare i bambini. I loro contagi nascono in famiglia, dobbiamo proteggerli noi, vaccinando i genitori e il personale scolastico. […] La via italiana della gradualità è la migliore se dovessimo accorgerci a un certo punto che serve vaccinare i bambini lo faremo, ma non adesso”.

È dell’idea di attendere anche Crisanti che a Piazzapulita ha spiegato di avere “alcune riserve concettuali” e definendo i bambini “un falso problema”. Secondo il professore, sono necessari più dati perché “di fatto, non sappiamo se vaccinando i bambini blocchiamo la trasmissione” in quanto il “trial non ha misurato la trasmissione ma solo gli episodi clinici”. E, conclude l’esperto, “la maggior parte dei bambini non sviluppa episodi clinici”.

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