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La battaglia dei presidi contro il governo sulle aule (non) ventilate

Medicina Scolastica

La lettera dei presidi al governo, le promesse mancate e i dati sull’efficacia della ventilazione meccanica nelle scuole

 

A circa un mese dalla chiusura delle scuole, il pensiero dei presidi va già a settembre e alle riaperture. Mentre è attesa, infatti, una nuova ondata in autunno si torna a parlare di ventilazione meccanica nelle aule per contrastare i contagi tra bambini e ragazzi.

Stavolta i presidi pretendono chiarezza dal Governo e per questo Mario Rusconi e Cristina Costarelli, rispettivamente a capo dell’AssoPresidi di Roma e del Lazio hanno scritto una lettera, pubblicata dal Messaggero, indirizzata a Campidoglio e Città Metropolitana.

LA LETTERA

“Diteci cosa pensate di fare con i sistemi di aerazione e i riscaldamenti in vista di settembre quando si tornerà in classe e il Covid-19 non sarà ancora sconfitto”. È l’ennesimo appello per avere delle indicazioni che, dopo più di due anni di pandemia, vadano oltre il protocollo “finestre aperte” in classe.

“Gli enti gestori delle scuole non ci hanno comunicato nessuna azione che intendono intraprendere sui lavori, ritenuti necessari anche da molti virologi, per garantire una maggiore sicurezza negli istituti e se i lavori di adeguamento e miglioramento non partono ora, in estate, quando dovrebbero partire?”, si chiede Rusconi.

Per non rischiare nuovi focolai, infatti, i presidi chiedono da tempo “interventi strutturali che rendano sicuri gli ambienti”.

“La nostra è una battaglia che portiamo avanti da mesi – ribadisce Costarelli – a febbraio il sottosegretario alla Salute Andrea Costa aveva annunciato delle linee guida sul discorso aerazione cui poi sarebbero dovute seguire delle risorse ma ad oggi non ci sono le linee guida né tanto meno fondi finalizzati quindi gli enti locali, gestori delle scuole, viaggiano in propria autonomia e ci sono nelle Marche ad esempio diversi cantieri già avviati”.

LE PROMESSE DEL GOVERNO

“Entro il 20 marzo le linee guida del governo sugli impianti di ventilazione nelle scuole”, prometteva l’esecutivo, tanto che in un provvedimento sullo stato di emergenza si faceva esplicitamente riferimento ai dispositivi mobili di purificazione e agli impianti fissi di aerazione.

“Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’istruzione, da adottare entro trenta giorni [ovvero entro il 20 marzo, ndr] dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono definiti le linee guida sulle specifiche tecniche in merito all’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione di cui al comma 1 e gli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici e in quelli confinati degli stessi edifici, ai sensi della norma tecnica numero 5.3.12 di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 18 dicembre 1975, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 2 febbraio 1976, in relazione al presente quadro epidemiologico e alle conoscenze sulla dinamica dei contagi da virus aerei”.

Tuttavia, come dichiarato dai presidi, queste famigerate linee guida non sono mai pervenute.

PERCHÉ I PRESIDI FANNO PRESSIONI

Start ha parlato più volte di studi ed esperti che hanno dimostrato l’efficacia e i benefici che derivano dall’installazione dei sistemi di aerazione.

Per esempio, il caso delle Marche, citate prima anche nella lettera dei presidi, è esemplificativo. Secondo lo studio condotto per la Regione in collaborazione con la Fondazione Hume, presieduta da Luca Ricolfi (fautore della ventilazione meccanica fin dai primi tempi), l’utilizzo di questi sistemi nelle aule scolastiche abbatte il rischio di trasmissione tra il 40% e l’82,5%.

Nel 2021, riferisce Orizzonte scuola, la Regione Marche ha stanziato circa 9 milioni di euro per installare gli impianti e rendere più salubre l’aria.

“Il vaccino è fondamentale e insostituibile per la protezione da malattia grave e morte – ha spiegato Ricolfi – però è meno efficace dal punto di vista della trasmissione: secondo l’Iss l’abbattimento del rischio è poco più di dimezzato. La Vmc [Ventilazione meccanica controllata, ndr] ha un fattore di abbattimento che può essere superiore a cinque: per il rischio di trasmissione la Vmc ha una capacità di ‘contenere’ il virus almeno doppia rispetto a quella del vaccino”.

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