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Dove si produrranno in Italia i vaccini Pfizer

Vaccino Pfizer 12 15 Anni

Numeri e curiosità sui due siti autorizzati dall’Ema per la produzione di vaccini Pfizer in Italia

 

Anche l’Italia produrrà i vaccini Pfizer. L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ieri ha autorizzato due siti che produrranno fino a 85 milioni di dosi aggiuntive per rifornire l’Unione europea nel 2021. Si tratta degli stabilimenti Patheon di Monza e Catalent di Anagni.

Sempre ieri è arrivato anche il via libera dall’Ema a una nuova formulazione del vaccino Pfizer senza diluizione. “Questa formulazione – ha chiarito l’Ema in una nota – può essere conservata a 2-8 gradi centigradi per un massimo di 10 settimane”. Il farmaco attualmente in uso, invece, deve essere conservato a 2-8 gradi centigradi per un massimo di un mese.

COSA PRODURRANNO PATHEON E CATALENT

Entrambi i siti, si legge nel comunicato dell’Ema, “produrranno il prodotto finito”, svolgendo quindi la cosiddetta fase “fill and finish”. Occupandosi della produzione del 2021, saranno operativi fin da subito perché, come ha spiegato l’Ema, “queste autorizzazioni non richiedono una decisione della Commissione Europea e i siti possono diventare operativi immediatamente”.

COSA NE PENSA FARMINDUSTRIA

Il via libera dell’Ema è stato accolto con entusiasmo da Farmindustria che ha ricordato infatti quanto l’Italia diventi così sempre più protagonista nella produzione dei vaccini.

“Molti non lo sanno – ha dichiarato il presidente Massimo Scaccabarozzi -, ma ci sono nostre eccellenze che si occupano del controllo di qualità dei vaccini, altre che fanno parte della produzione sia dei vaccini a mRna sia di quelli con adenovirus. Questa di oggi è una bella notizia che si aggiunge, e dimostra che possiamo essere protagonisti e che abbiamo la forza come industria farmaceutica”.

CHI C’È DIETRO PATHEON

Come già scriveva Agi a marzo scorso, la Patheon Thermo Fisher di Monza è una delle due sedi italiane della multinazionale statunitense Thermo Fisher Scientific. L’altra si trova a Ferentino in provincia di Frosinone.

Il gruppo ha più di 55 sedi in vari Paesi: negli Stati Uniti, in Canada, Cina, Giappone, Australia e in Europa nei Paesi Bassi, in Gran Bretagna, Francia, Germania, Austria. Ha un fatturato annuo che supera i 25 miliardi di dollari e conta oltre 75.000 dipendenti.

Opera attraverso varie divisioni tra cui Thermo Scientific, Applied Biosystems, Invitrogen, Fisher Scientific, Unity Lab Services e Patheon, che è stata acquistata nell’agosto 2017 per 7,2 miliardi.

Nel 2017, prosegue Agi, Thermo Fisher Scientific ha investito 25 milioni di dollari nell’ambito di un progetto complessivo da 150 milioni di dollari che comprendeva anche Ferentino.

COSA SAPPIAMO DI PATHEON

In Italia, lo stabilimento di Monza è quello più grande ed è specializzato nella produzione di farmaci iniettabili sterili per conto terzi (Cmo) con oltre 1.000 dipendenti. È un centro all’avanguardia che rifornisce oltre 20 Paesi, tra cui Stati Uniti, Europa e Asia Pacifico.

Nello stabilimento Thermo Fisher-Patheon di viale Stucchi a Monza, scrive Il Giorno, la produzione in realtà è già partita. In base all’autorizzazione dell’Ema del 1° luglio scorso, infatti, la Linea Sterile 1 è stata dedicata al riempimento sterile e alla preparazione del prodotto finito a un ritmo di quasi 140 mila flaconi al giorno.

Pfizer, spiega il quotidiano, fa arrivare dal Belgio il prodotto semilavorato che poi viene ‘sviluppato’ e successivamente infialato e confezionato, per poi tornare in Belgio da dove viene distribuito ai vari Stati in base agli accordi con l’Ue. Un’operazione che, per ogni carico, deve avvenire in 142 ore.

IL SITO CATALENT DI ANAGNI

Il polo di Anagni, che in passato ha partecipato alla fase di infialamento del vaccino AstraZeneca, è gestito da Catalent Pharma Solution. Come si legge sul sito della multinazionale statunitense, si tratta di un sito di prim’ordine a livello mondiale che vanta una vasta esperienza nel riempimento di fiale per prodotti liquidi e in polvere asettici.

La sede di Anagni, inoltre, fa parte di un piano di espansione da parte di Catalent che ha già introdotto nello stabilimento la produzione di sostanze farmaceutiche, il che include anche l’installazione di due bioreattori monouso da 2.000 litri che saranno online nel 2023.

Il sito, primo in Italia per export, quando ha partecipato al processo di produzione del vaccino AstraZeneca, è arrivato a infialare 1,5 milioni di dosi al giorno. Lo stabilimento ai tempi, riportava Il Sole24Ore, occupava circa 800 addetti, con 150-200 assunti (di cui il 30-40% a tempo indeterminato) proprio per far fronte alle nuove commesse.

I NUMERI DI BILANCIO DI CATALENT

Catalent, come scriveva Start a febbraio, vantava al 30 giugno 2020 (quando ancora era controllata da Bristol) un valore della produzione pari a 60.624.582 euro, con un utile di 8.579.815 euro. I costi della gestione, al 30 giugno 2020, erano pari a 21.199.149 euro.

Il patrimonio netto della società è pari a 53.788.228 euro, con un capitale sociale di 1.010.000 euro (con un finanziamento da parte del socio Catalent Italy pari a 9.827.455 euro). Il valore totale delle immobilizzazioni è di 37.901.842 euro. I debiti sono pari a 49.891.015 euro.

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