Sanità

Covid-19, tutti gli effetti indesiderati sul tumore al seno

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cancro seno
Un articolo scientifico sugli effetti ‘indesiderati’ del Covid sul cancro al seno giunge a questa conclusione: la riduzione delle prestazioni sanitarie (causa Lockdown e Dpcm) porta a una riduzione dello screening e inevitabilmente a una maggiore mortalità causata dal cancro.

 

L’Italia è stato il primo Paese europeo a introdurre forti misure di distanziamento sociale che hanno limitato la diffusione del Covid-19. In virtù delle norme introdotte, il sistema sanitario nazionale (SSN) ha avuto una grande riorganizzazione. Le prestazione mediche non “urgenti” sono state temporaneamente sospese, e tra queste anche i vari programmi di screening oncologico. Questo ha ovviamente rallentato le diagnosi di alcune neoplasie, soprattutto quelle numericamente più frequenti. Tra queste il cancro alla mammella è una delle patologie che ne ha piu risentito in termini numerici, soprattutto per le diagnosi negli stadi piu precoci.

Il cancro al seno è, infatti, la prima causa di morte nell’Unione Europea e in Italia tra le donne di età compresa tra 50 e 69 anni; ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 50,000 nuovi carcinomi alla mammaria e circa 1 donna su 9 nella sua vita contrarrà un cancro alla mammella.

Durante questi mesi del 2020 il team di ricerca multidisciplinare (Chiara Oldani, Università degli Studi della Tuscia, Gianluca Vanni e Oreste Claudio Buonomo del Policlinico di Tor Vergata) ha valutato l’impatto delle restrizioni dei controlli senologici nell’era Covid-19 sulla capacità di rilevare nuovi casi di cancri al seno, sia in termini di risposta clinica che economica e sociale. La crisi economica, causata dalla pandemia e la paura di accedere alle strutture sanitarie ridurranno probabilmente anche lo screening volontario. La crisi economica incide sulla capacità di spesa sanitaria delle donne, particolarmente colpite dalla pandemia, per via della perdita di lavoro e della chiusura prolungata delle scuole.

I casi diagnosticati con ritardo si presenteranno probabilmente nella loro fase avanzata, con effetti importanti sulla mortalità e sui costi sanitari. Il S.S.N. dovrebbe attuare delle politiche sanitarie per controbilanciare questi effetti negativi, rifinanziando lo screening e informando la popolazione sui rischi e sui benefici dei controlli.

(L’articolo integrale sulla ricerca è disponibile online qui)

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