L’attacco di Donald Trump è scomposto, senza precedenti. Appare peraltro “insensato”, come lo definisce un osservatore come Daniele Capezzone, direttore del quotidiano “Il Tempo”. Giorgia Meloni replica subito in modo secco, durissimo, al presidente degli Stati Uniti, che accusa la nostra premier in una intervista telefonica con un giornalista de “La/7” di averlo “implorato” al G7 per fare una foto con lui. Va giù dura Meloni in un video social: “Certe cose meritano una risposta immediata. Le dichiarazioni di Donald Trump sono totalmente inventate. Sono francamente allibita. Non so perché il presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati e non è del resto la prima volta che accade”.
Meloni lo punge in particolare in un passaggio dove sembra alludere anche al non brillantissimo accordo con l’Iran: “Posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali si dimostra invece molto più accondiscendente”.
Conclusione della premier italiana con un fermo monito: “Però una cosa se la deve ricordare: io, e l’Italia, non imploriamo mai”.
Meloni ottiene la solidarietà internazionale di leader europei come Macron oltre che di tutte le istituzioni, a cominciare dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, con i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e di tutta la politica italiana.
Dove però le opposizioni pur manifestando l’obbligata solidarietà alla premier italiana ancora una volta sembrano non riuscire a difendere orgoglio e interesse nazionale fino in fondo, senza se e senza ma, andando oltre gli steccati politici.
E così, seppur divisi da sempre in politica estera e non solo, Elly Schlein, Giuseppe Conte e Matteo Renzi un punto comune riescono anche in questa difficile situazione a trovarlo, ma in negativo, nella reiterata accusa a Meloni di essere stata troppo subalterna a Trump.
Per non parlare dell’ala della sinistra radicale di Avs dove dopo la solidarietà formale si arriva anche a chiedere alla premier di “farsi da parte”.
Solo Carlo Calenda esprime apprezzamento e solidarietà a Meloni senza se e senza ma.
Per il resto, la difesa dell’interesse e della dignità nazionale, anche di fronte alla grave crisi diplomatica che ha visto il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, annullare il viaggio in Usa dopo le gravi parole di Trump per le quali Meloni riceve la totale solidarietà anche dell’altro vicepremier, Matteo Salvini, non sembra proprio il tratto distintivo delle opposizioni al governo Meloni.
Che non distinguono nell’antitrumpismo a prescindere l’attacco fuori luogo a Meloni da altre critiche con un fondamento politico che il presidente Usa aveva già fatto alla Ue.
Anche la reazione a questa vicenda non sembra per il cosiddetto campo largo un buon viatico per costituire una credibile alternativa di governo.




