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Tutte le ultime cose turche di Erdogan in Africa

Turchia Cipro

Erdogan a tutto campo fra Libia e Tunisia. Fatti, commenti e analisi sulla scia dell’incontro odierno a Tunisi tra il presidente turco, Tayyip Recep Erdogan e il collega tunisino, Kaies Saied.

Erdogan a tutto campo fra Libia e Tunisia. Sempre più irruento l’attivismo della Turchia in Africa, anche se molti osservatori si chiedono quale sia la reale consistenza del ruolo che potrà avere Erdogan in Libia, dove comunque la Turchia è il Paese più convintamente a sostegno del governo legittimato dall’Onu guidato da Sarraj. Sta di fatto che gli esperti di energia sottolineano le mire di Erdogan sul petrolio, con riperscussioni tutte da decifrare per l’Italia e l’Eni (molti rischi per l’analista Giuseppe Gagliano). Ecco le ultime novità.

CHE COSA SI SONO DETTI ERDOGAN E SAIED

La crisi libica, con possibili passi per un cessate-il-fuoco, e le iniziative di collaborazione economiche e commerciali tra Turchia e Tunisia sono stati al centro dei colloqui a Tunisi tra il presidente turco, Tayyip Recep Erdogan e il collega tunisino, Kaies Saied.

Durante l’incontro, Erdogan ha denunciato lo spiegamento di migliaia di combattenti stranieri, principalmente sudanesi e russi, in Libia. Lo riferisce l’agenzia di stampa turca Anadolu. “Gli sviluppi in Libia non riguardano solo la Libia, ma hanno gravi conseguenze negative per i Paesi vicini, principalmente la Tunisia”, ha affermato Erdogan in conferenza stampa congiunta con Saied. Ecco perché, per il presidente turco, la Tunisia ha un ruolo importante nella ricerca di soluzioni alla crisi. “Abbiamo discusso dei passi da compiere per un cessate il fuoco e un ritorno a un processo politico in Libia”, ha detto.

IL DOSSIER LIBIA

“Sono convinto che la Tunisia fornirà contributi molto importanti e costruttivi a sostegno degli sforzi per un ritorno della stabilità in Libia”, secondo l’uomo forte della Turchia. Per quanto riguarda il protocollo d’intesa firmato tra Turchia e Libia, Erdogan ha criticato la posizione di Atene: “La Grecia non ha voce in capitolo”, ha detto. “Stiamo agendo [in Libia] con Fayez al-Sarraj, che ha un riconoscimento internazionale, il che non è il caso di Haftar”, ha continuato, criticando coloro che mantengono legami o contatti con il generale Haftar che conduce una campagna militare per prendere il controllo di Tripoli, e quindi il potere in Libia.

LE CRITICHE DI ERDOGAN

“Con quale legittimità sono presenti in Libia i 5 mila sudanesi e i 2 mila russi [della società] Wagner, cosa ci fanno lì?”, ha chiesto Erdogan. A proposito del possibile invio di soldati turchi in Libia il presidente turco ha risposto: “Non siamo mai stati dove non siamo stati invitati. Se dovessimo essere chiamati, studieremo la questione”.

IL DIBATTITO TRA ANALISTI

https://twitter.com/MarcoFlorianMED/status/1209842391739445250

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