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Usa Armi Israele

Tutte le armi che gli Usa invieranno a Israele per la guerra ad Hamas

La portaerei americana Gerald R. Ford è arrivata nel Mediterraneo orientale e il primo aereo con munizioni Usa è atterrato in Israele. Secondo il Wsj gli Usa potrebbero inviare una seconda portaerei nella regione. Ma il più stretto alleato dell’America in Medio Oriente ha urgentemente bisogno di munizioni a guida di precisione e di più intercettori per il sistema di difesa aerea Iron Dome.

Gli Usa stanno aumentando l’invio di armi verso Israele.

“Ci assicureremo che Israele abbia ciò di cui ha bisogno per prendersi cura dei suoi cittadini, difendersi e rispondere a questo attacco”, ha dichiarato ieri il presidente Usa Joe Biden. L’amministrazione americana sta aumentando le forniture militari verso il paese in seguito al violento attacco dei militanti di Hamas “inviando rapidamente difese aeree e munizioni in risposta alle urgenti richieste di aiuto da parte di funzionari israeliani” ha detto lunedì un alto funzionario del Pentagono.

“Gli Usa stanno aumentando l’ulteriore assistenza militare a Israele, comprese munizioni e intercettori per rifornire lo scudo anti aereo Iron Dome”, ha confermato ieri Biden parlando dalla Casa Bianca. Iron Dome è il sistema di difesa aerea anti-missile, fulcro della difesa di Israele, progettato per intercettare razzi, proiettili di artiglieria e missili a corto raggio, sviluppato con il sostegno Usa.

Nel frattempo, la Cnn ha riferito che il primo aereo americano con le munizioni è atterrato in Israele. Si tratta di un’ampia gamma di equipaggiamenti, dai proiettili d’artiglieria alle munizioni sofisticate.

Tuttavia, secondo il New York Times, gli aiuti militari Usa per Israele non raggiungeranno il livello di spesa per l’Ucraina. Eppure, un alto funzionario del DoD ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti erano “fiduciosi” di poter sostenere sia Israele che l’Ucraina, sottolineando che il Pentagono sta “valutando costantemente” i livelli delle scorte di munizioni in tutto il mondo, riporta Politico. I funzionari dell’amministrazione Biden ripetono che Washington può assolutamente fare entrambe le cose, ma riconoscono che ci saranno delle sfide, sottolinea Reuters.

Tutti i dettagli.

RAFFORZATA LA POSIZIONE MILITARE NELLA REGIONE CON LA PORTAEREI AMERICANA USS GERALD R. FORD

Domenica, il segretario alla Difesa Lloyd Austin ha annunciato l’invio del gruppo d’attacco USS Gerald R. Ford Carrier Strike Group nel Mediterraneo orientale, più vicino a Israele. Il gruppo d’attacco della portaerei con sede a Norfolk, in Virginia, era già nel Mediterraneo. La scorsa settimana stava conducendo esercitazioni navali con l’Italia nel Mar Ionio. Il vettore è alla sua prima implementazione completa.

In una nota, il Comando centrale degli Stati Uniti ha precisato che al seguito della portaerei ci sono cinque cacciatorpediniere, alcuni dei quali dotati di capacità nucleare, e otto squadroni di aerei d’assalto.

La USS Gerald R. Ford, la portaerei più nuova e avanzata della Marina, e i suoi circa 5.000 marinai, condurrà operazioni marittime e aeree al fine di proteggere alleati e partner in tutta la regione e garantire la stabilità regionale. Il gruppo d’attacco è dispiegato in una dimostrazione di forza per rispondere a qualsiasi azione, da impedire che ulteriori armi raggiungano Hamas a condurre missioni di sorveglianza.

PRONTI ANCHE I CACCIABOMBARDIERI F-35, F-16 E F-15

Inoltre, il DoD ha rafforzato la presenza di aerei da combattimento nella regione. Austin ha infatti ordinato più cacciabombardieri F-35, F-15, F-16 e A-10 dell’Air Force agli squadroni della regione.

Sempre lunedì, un alto funzionario del Dipartimento della Difesa ha avvertito che gli Stati Uniti stanno osservando da vicino Hezbollah e altri gruppi sostenuti dall’Iran, sottolineando che la decisione di spostare le navi americane nella regione era quella di scoraggiare qualcuno di questi gruppi dall’entrare o espandere il conflitto contro Israele, riporta Ap.

UNA SECONDA PORTAEREI IN ARRIVO?

Ieri il Wall Street Journal rivelava che gli Stati Uniti potrebbero schierare una seconda portaerei vicino a Israele, secondo funzionari della difesa americana.

Già mesi fa la USS Dwight D. Eisenhower e le sue navi al seguito erano programmate per salpare questa settimana per il Medio Oriente. Si prevede che raggiungeranno il Medio Oriente tra circa due settimane, riferiscono i funzionari della difesa americana al Journal. Il Pentagono sta valutando, ma non ha deciso formalmente, se l’Eisenhower prenderà il posto della Ford o se entrambi i gruppi rimarranno, hanno affermato funzionari della difesa.

LE ARMI INVIATE DAGLI USA IN ISRAELE

Sempre ieri Biden ha annunciato che la sua amministrazione ha già iniziato a inviare a Israele ulteriore assistenza militare, compresi intercettori per rifornire l’Iron Dome.

RIFORNIRE L’IRON DOME

Il consigliere per la sicurezza nazionale Jack Sullivan ha dichiarato che le forniture militari stanno già arrivando in Israele con gli intercettori per lo scudo di difesa missilistico Iron Dome in testa.

Il sistema di difesa aerea Iron Dome ha 10 batterie mobili dispiegate in tutto il paese, ciascuna con tre o quattro lanciatori con l’obiettivo di difendere un’area popolata di 155 chilometri quadrati. I lanciatori possono lanciare 20 intercettori, dando al sistema la capacità di lanciare fino a 800 missili contro i razzi in arrivo, senza contare le ricariche.

“Faremo arrivare altri intercettori Iron Dome in modo che [gli israeliani] abbiano le capacità di cui hanno bisogno per sostenere i loro sistemi di difesa Iron Dome”, ha aggiunto il presidente Biden. “Stiamo anche esaminando altri modi in cui possiamo contribuire ad aumentare le loro capacità di difesa aerea”.

LE NECESSITÀ ISRAELIANE

Funzionari del Dipartimento della Difesa stanno anche lavorando con l’industria statunitense per accelerare la spedizione di equipaggiamento militare che gli israeliani avevano già ordinato. “Stiamo anche lavorando in tutto il Pentagono, incluso con il Comando Centrale degli Stati Uniti, per valutare quali munizioni e altre attrezzature ci sono negli inventari statunitensi che possiamo creare, che possono essere rese rapidamente disponibili a Israele”, ha detto un funzionario, ripreso da Politico.

Nell’attuale fase del conflitto, la principale necessità di Israele è quella di armi leggere per la sua fanteria e gli intercettori della difesa aerea per proteggere le sue infrastrutture civili e i centri di comando e controllo militare.

Israele è uno dei principali destinatari a lungo termine dell’assistenza militare statunitense e gode di un flusso costante di aiuti statunitensi. I due paesi hanno concordato nel 2016 un accordo decennale da 38 miliardi di dollari che copre sovvenzioni annuali per l’acquisto di attrezzature militari e uno stanziamento di 5 miliardi di dollari per la difesa missilistica.

PARALLELE AL SOSTEGNO MILITARE ALL’UCRAINA

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno stanziato circa 45 miliardi di dollari in armi e aiuti militari all’Ucraina dall’invasione su vasta scala della Russia nel febbraio 2022, diventando così il principale sostenitore dello sforzo bellico ucraino.

Ma ora, l’amministrazione Biden si sta affrettando a inviare difese aeree e munizioni a Israele. Negli Usa funzionari e dirigenti del settore riconoscono che stanno lottando per soddisfare alcune delle richieste militari dell’Ucraina, rileva il New York Times. Ciò ha sollevato dubbi sulla capacità di Washington di tenere il passo con entrambi i conflitti senza ostacolare anche la propria prontezza militare.

Tuttavia, le necessità di israeliani e ucraini sono diversi sotto alcuni aspetti fondamentali. Israele farà molto affidamento sulle munizioni aria-terra di precisione lanciate dagli aerei da combattimento F-16 e F-35 e dagli elicotteri Apache, nessuno dei quali si trova nell’arsenale ucraino, precisa Politico.

Dal punto di vista della difesa missilistica, come già detto Israele utilizza il sistema Iron Dome. L’Iron Dome non è progettato per sparare con lo stesso intercettore utilizzato dal sistema Patriot di fabbricazione statunitense. Né da altre unità di difesa missilistica schierate in Ucraina.

Anche se la questione dei proiettili di artiglieria da 155 mm, su cui entrambi i paesi fanno molto affidamento, avrà probabilmente una grande importanza, scrive Politico

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