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Troppo presto per dichiarare la sconfitta in Iran. Report Wsj

Che cosa pensa il politologo Walter Russell Mead della guerra Usa-Iran. Estratto dalla rassegna di Liturri.

(The Wall Street Journal, Walter Russell Mead, 28 aprile 2026)

Secondo Walter Russell Mead, nonostante le difficoltà iniziali e le critiche dell’establishment, è prematuro considerare la guerra di Trump contro l’Iran come un disastro strategico irreversibile. Dal punto di vista della Casa Bianca il conflitto appare gestibile: il blocco navale nel Golfo è efficace, i mercati si sono stabilizzati, il sostegno dei paesi del Golfo è cresciuto e le opzioni militari americane si stanno ampliando con l’arrivo di una terza portaerei. Trump non sembra disperato alla ricerca di una via d’uscita, mantenendo il controllo della propria base elettorale mentre i problemi di Russia e Cina si aggravano.

I critici sostengono che Trump si sia infilato in una trappola da cui non può uscire senza umiliazioni, ma Mead invita a non sottovalutare la resilienza americana e a non sopravvalutare la capacità iraniana di resistere a lungo. Mosca guadagna dal petrolio caro ma perde terreno in Ucraina e in Africa, mentre Pechino osserva con preoccupazione come gli Stati Uniti siano pronti a imporre blocchi costosi anche contro l’opposizione degli alleati, un segnale preoccupante per qualsiasi piano su Taiwan. I mercati finanziari hanno reagito meglio del previsto e la pressione sull’Iran continua a crescere.

La storia insegna che le guerre regionali centrate sull’energia non danneggiano a lungo i mercati e che dichiarare già ora la sconfitta americana significa ignorare la capacità di Washington di sostenere uno sforzo prolungato. Per investitori e decisori è rischioso scommettere tutto su uno scenario catastrofico quando Trump può ancora permettersi di aspettare che la pressione interna sull’Iran produca risultati.

Trump non cerca un’uscita disperata

«Vista dallo Studio Ovale, la guerra potrebbe sembrare meno costosa di quanto sostengano i critici, e la probabilità di un esito favorevole potrebbe apparire notevolmente maggiore di quanto un establishment della politica estera inorridito riesca a credere.»

Blocco efficace e opzioni in espansione

«Nel Golfo, le forze navali statunitensi hanno consolidato, senza subire perdite, un blocco schiacciante dell’Iran che Teheran sembra incapace di contrastare. I mercati finanziari si sono stabilizzati e hanno persino registrato un rafforzamento nonostante la chiusura dello stretto.»

Lezione strategica per Pechino su Taiwan

«Il successo degli embarghi imposti dagli Stati Uniti a Venezuela e Iran dimostra una profondità strategica e una volontà politica che potrebbero complicare notevolmente l’obiettivo della Cina di costringere Taiwan all’obbedienza.»

Effetti limitati su Russia e Cina

«Probabilmente Trump non sta perdendo il sonno per l’impatto che il conflitto ha avuto finora sugli equilibri di potere con la Russia e la Cina. La Russia potrà anche trarre profitti eccezionali dall’impennata del prezzo del petrolio, ma le compagnie energetiche americane stanno vivendo un boom più consistente e probabilmente più duraturo.»

Non è il momento di dichiarare sconfitta

«La guerra è imprevedibile, e i critici di Trump potrebbero ancora avere la meglio. […] Tuttavia, per ora il presidente può permettersi di aspettare e vedere come la crescente pressione influirà sulla parte iraniana. Puntare tutto sugli scenari TACO sembra pericolosamente prematuro.»

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

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