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Midterm

Ucraina, tutte le stranezze della Russia su Ue e Nato. L’analisi di Dottori (Limes)

L'Ucraina è disposta alla neutralità e a rinunciare all'ingresso nella Nato, ma potrebbe far parte dell'Unione europea. La quale dovrebbe poi impegnarsi a difesa di Kiev da una nuova, ipotetica, aggressione della Russia. Ecco il contesto, i dettagli e il commento di Dottori (Limes)

 

Il 22 marzo scorso, subito dopo il discorso del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al parlamento italiano, Mario Draghi pronunciò una frase netta: “l’Italia”, disse, “vuole l’Ucraina nell’Unione europea”. Più recentemente, il commissario europeo all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski (polacco), ha dichiarato che “dovremmo fare tutto il possibile per sostenere l’aspirazione ucraina all’Unione europea, per essere parte della comunità europea; è molto importante per la sicurezza dell’Europa”.

LA NEUTRALITÀ MILITARE DELL’UCRAINA

Dopo i negoziati tra Russia e Ucraina a Istanbul, in Turchia, si è ripreso a parlare della possibilità che Kiev assuma uno status di neutralità: ovvero che rinunci a entrare in alleanze militari come la Nato e a ospitare basi straniere sul proprio territorio. È stata la stessa Ucraina a presentare la proposta per favorire il raggiungimento di un compromesso con la Russia, in cambio però di precise garanzie sulla propria sicurezza.

La Russia – che ai negoziati in Turchia disse che avrebbe ridotto le attività militare nel nord dell’Ucraina, mentendo: ha proseguito con i bombardamenti – ha utilizzato il pretesto della “espansione” della Nato verso i propri confini per giustificare l’invasione dell’Ucraina. In realtà, come spiegava Francis Walsingham su Startmag, Kiev era decisamente lontana da un ingresso nell’alleanza atlantica. Alleanza che, inoltre, ha un carattere difensivo e non offensivo.

L’UCRAINA NELL’UNIONE EUROPEA?

L’Ucraina potrebbe però entrare nell’Unione europea: il mese scorso Zelensky aveva firmato una richiesta ufficiale di ingresso nel blocco; il Parlamento europeo rispose con una mozione nella quale prometteva di lavorare per fornire al paese “lo status di candidato […] in linea con l’articolo 49 del trattato sull’Unione europea”.

La procedura per l’ingresso eventuale di Kiev nell’Unione potrebbe essere molto lunga (ci sono dei criteri istituzionali ed economici da rispettare), e dovrebbe superare le resistenze di alcuni stati membri come la Germania e i Paesi Bassi.

COSA DICE L’ARTICOLO 42, PAR. 7 DEL TRATTATO SULL’UE

Si aprirebbe, inoltre, una grossa questione legata alla difesa dell’Ucraina da un nuovo, ipotetico, attacco armato russo: il paragrafo 7 dell’articolo 42 del trattato sull’Unione europea dice: “Qualora uno Stato membro subisca un’aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, in conformità dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Ciò non pregiudica il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri”.

Significa che l’Unione europea potrebbe dover entrare in guerra contro la Russia: una cosa che oggi la NATO (ne fanno parte molti membri dell’Unione) non è disposta a fare.

L’ANALISI DI GERMANO DOTTORI (LIMES)

Germano Dottori, analista politico e consigliere scientifico della rivista Limes, ha spiegato che “l’ingresso dell’Ucraina nella Ue implicherebbe un impegno diretto europeo nella sua difesa. In pratica, se davvero la Germania riarmasse, si potrebbe delineare un nuovo urto russo-tedesco per Kiev”.

“Io sono semplicemente stupito”, ha aggiunto Dottori, “che i russi accettino senza problemi l’ingresso dell’Ucraina nell’Europa comunitaria, disponibilità emersa nuovamente in Turchia. Mi sembra in contraddizione con la richiesta della neutralità. Mosca pare sottostimare il rischio di trovarsi un giorno di fronte il riarmato esercito tedesco. Temono gli Usa, si fidano della Germania? Ci sono cose nel calcolo strategico della Russia che io non comprendo più…”.

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