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Casermoni

I casermoni nell’est Europa non sono più quelli di una volta

Da Berlino Est a Cracovia, da Bratislava a Danzica, i "Plattenbau" sono ambiti e richiesti come non mai: è la rivincita dei casermoni. L'articolo di Pierluigi Mennitti.

La rivincita dei casermoni. Con la penuria di abitazioni, l’aumento senza freni degli affitti e la crisi edilizia che intorpida i piani abitativi di governo e comuni, i vecchi scatoloni di cemento lasciati in eredità dall’edilizia socialista sono tornati più che appetibili. Ingentiliti da puntuali e costosi interventi cosmetici o rimasti grigi e freddi come regime li aveva fatti, questi appartamenti squadrati e spartani hanno vissuto una seconda giovinezza, e oggi, in Germania orientale ma anche negli altri paesi dell’ex blocco sovietico, si fatica a trovarne uno libero.

Sono stati per decenni il simbolo della tristesse realsocialista, incubatori di vite degli altri, contenitori di esistenze alienate. I casermoni dell’Est avevano rappresentato la soluzione abitativa con cui i regimi comunisti dell’altra Europa avevano rimodellato le proprie città per raggiungere due obiettivi: risolvere a poco prezzo la fame di alloggi e costruire l’uomo nuovo, uguale e indistinto. A partire dall’abitazione.

I nomi o nomignoli sono tanti, da paese a paese. In Germania Est li chiamano Plattenbau, prendendo il nome dal sistema di costruzione: pannelli prefabbricati da appiccicare uno a fianco all’altro. Non era una specialità solo orientale, tante soluzioni simili hanno affollato anche i piani edilizi nelle periferie delle città occidentali, ma nell’urbanistica del socialismo reale avevano trovato la loro applicazione più funzionale.

Inevitabile che all’indomani della caduta dei muri, ormai quasi 35 anni fa, su di essi si abbattesse la furia iconoclasta dei nuovi arrivati. C’era chi avrebbe voluto raderli tutti al suolo per liberare spazi e immaginazione, e invece ci si accontentò di operare lavori di maquillage. Oggi questa scelta conservativa viene considerata una gran fortuna.

Molti palazzoni vennero ingentiliti con giochi di colore sulle facciate, per altri si lavorò più di fino, inserendo motivi ornamentali e di movimento come i balconi su quei blocchi di cemento grigio. In alcuni casi si operò più a fondo, eliminando i piani superiori, abbassando le altezze, creando aree verdi e trasformandoli in bungalow: quasi irriconoscibili.

Operazioni di ridimensionamento che oggi vengono guardate con qualche rimpianto. Perché ancor prima che la moda dell’Ostalgie ammantasse di malinconia oggetti e cose che facevano parte della vita quotidiana degli europei dell’Est, ci ha pensato la penuria di alloggi a rivalutare i Plattenbau. Che così osceni evidentemente non erano: pratici, funzionali, dotati dei confort necessari e soprattutto economici. Gli anziani della Ddr ricordano che, quando negli anni Settanta Erich Honecker varò il nuovo piano abitativo, un alloggio in questi contenitori riscaldati e dotati di comfort allora moderni era assai ambito.

E così i vecchi casermoni orientali hanno conosciuto il loro rinascimento. Chi aveva in programma di abbatterli, o di ridurne le dimensioni, ci ha ripensato. Gli architetti hanno continuato a lavorarci attorno, ma per umanizzarli, non per buttarli giù. E sul mercato immobiliare hanno conosciuto una vera e propria riscossa.

Da Berlino (Est) a Cracovia, da Bratislava a Danzica fino a Kiev e Mosca, dove prendono il nome di Chruscevka perché costruiti negli anni Sessanta da Chruscev, i Plattenbau sono ambiti e richiesti come non mai. Tanto che la loro rivalutazione non riesce più a soddisfare la fame di nuovi appartamenti e a calmierare i prezzi del settore immobiliare, che in alcune città come Berlino negli ultimi anni sono letteralmente esplosi. Ormai esistono anche Plattenbau di lusso, e i quartieri sorti attorno a loro, spesso in aree periferiche, conoscono fenomeni di gentrificazione.

Lo Studentski Grad di Sofia ne è un esempio. Leggendario quartiere universitario, è oggi l’indirizzo della movida nella capitale bulgara se si snoda festosamente notturna fra le strade squadrate del rione. La Petrzalka di Bratislava, forse il più grande insediamento di Plattenbau d’Europa, è oggi un modello di riqualificazione urbanistica. E anche il quartiere Marzahn di Berlino sta scalando con i suoi casermoni le classifiche sulla qualità della vita della capitale tedesca. Un bel riscatto a più di trent’anni dal loro certificato di morte.

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