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Renzi rottama Conte?

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Renzi Conte

Che cosa ha detto e che cosa ha fatto capire Matteo Renzi dopo il colloquio con il capo dello Stato, Sergio Mattarella, per le consultazioni

 

“No a un incarico a Conte ora, sì a un mandato esplorativo a un’altra personalità”.

Lo avrebbe detto Matteo Renzi al Quirinale, secondo quanto hanno riferito alle agenzie stampa fonti di Italia Viva dopo l’incontro della delegazione dei renziani con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Dunque il veto su Conte per Renzi c’è.

D’altronde dopo essere stato ricevuto dal capo dello Stato, Renzi ha usato parole tranchant verso le mosse del premier seppure senza citarlo: critiche durissime contro la caccia a singoli parlamentari per conservare il posto a Palazzo Chigi, oltre per la mancata risposta di Conte alla lettera in cui Italia Viva settimane fa ha elencato auspici, richieste e suggerimenti sull’azione del governo.

L’ex premier, in sostanza, ha chiesto un riconoscimento e una legittimazione politica prima di tornare al tavolo della vecchia maggioranza: ci volete o c’è un veto contro di noi visto che qualcuno ci considera inaffidabili?, è la domanda posta dai renziani.

Per questo il partito di Renzi per tornare nella maggioranza chiede “prima un mandato esplorativo a un’altra personalità”: il presidente della Camera, Roberto Fico (M5s), secondo indiscrezioni giornalistiche.

Solo così, dicono da Italia Viva, i renziani possono capire se Pd, M5s e Leu li vogliono al tavolo. E, solo successivamente, tutte le soluzioni sarebbero aperte senza preclusioni sui nomi.

Sempre le fonti di Italia Viva hanno precisato: “Noi non siamo ancora disponibili all’incarico a Conte. Prima di tutto c’è da chiarire politicamente se c’è la maggioranza. Nel caso non ci sia a noi va bene un governo del presidente”.

L’ex presidente del Consiglio,  secondo il Fatto Quotidiano, “ha tenuto un vero e proprio comizio”.

In effetti l’intervento di Renzi è stato irrituale dato il clima classico delle consultazioni: di solito ci si limita a sintetizzare, con garbo istituzionale, quanto riferito al presidente della Repubblica.

Ma c’è da dire che denota uno sgarbo istituzionale trattare e ricevere parlamentari dell’opposizione – come ha fatto il presidente del Consiglio peraltro dimissionario – per convincerli non si sa quali argomentazioni a passare nella nuova, costituenda, maggioranza.

C’è dunque un veto di Renzi su Conte? “Credo che dobbiamo adeguarci all’adagio latino ‘Nomina sunt consequentia rerum’, i nomi sono conseguenti alle cose”, ha risposto Renzi ai giornalisti.

Prima bisogna capire dove si va e come si va, ossia con quale auto, ha detto con una metafora Renzi. Solo dopo – ha concluso il leader di Italia Viva – si decide chi sarà il conducente.

Mentre per M5s, Pd e Leu il conducente non può non essere Conte.

Lo stallo continua.

(articolo in aggiornamento)

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