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Perché i dipendenti di Alphabet (Google) si uniscono in un sindacato?

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Dopo anni di attivismo, i dipendenti di Google si organizzano con un sindacato. Una rarità nel mondo hi-tech. Tutti i dettagli

 

C’è sempre una prima volta.

Dopo anni di attivismo, per la prima volta i lavoratori di Google si organizzano e creano un sindacato per rappresentare tutti coloro che vogliono aderirvi, inclusi i contractor.

Una mossa “storica” in una Silicon Valley che da anni resiste a tutte le forme di lavoro organizzato, cercando di difendersi dalle prese di posizione dei suoi lavoratori su temi caldi, dai compensi concessi alle politiche contro le molestie.

La creazione di un sindacato è una rarità nell’industria hi-tech.

I lavoratori di Alphabet (casa madre di Google) hanno una lunga storia di proteste collettive per la revisione delle politiche sui compensi, sulle molestie e sull’etica. Senza dimenticare i casi della rimozione di Timnit Gebru (co-responsabile tecnico del team Ethical AI) e la protesta per la partecipazione di Google al progetto Maven del Pentagono.

A Wall Street, il titolo di Alphabet cede l’1,7%.

Tutti i dettagli.

L’ALPHABET WORKERS UNION

La notizia del sindacato è stata annunciata lunedì in un articolo del New York Times da due dipendenti, Parul Koul e Chewy Shaw. Quest’ultimi fanno parte del consiglio di amministrazione della Alphabet Workers Union rispettivamente come presidente esecutivo e vicepresidente.

L’Alphabet Workers Union è affiliato a Communications Workers of America, che rappresenta i lavoratori nelle telecomunicazioni e nei media negli Stati Uniti e in Canada (come AT&T e Verizon). Al momento hanno aderito 226 dipendenti.

Il sindacato dei dipendenti di Alphabet si distingue però dai tradizionali sindacati. L’organizzazione infatti non cercherà di ottenere i diritti per negoziare un nuovo contratto di lavoro all’interno della società.

PERCHÉ È UN MOMENTO STORICO

“È storico”, ha affermato Dylan Baker, un ingegnere del software di Google, in una dichiarazione. “Il primo sindacato di un’importante azienda tecnologica di e per tutti i lavoratori del settore tecnologico. Eleggeremo rappresentanti, prenderemo decisioni democratiche, pagheremo le quote associative e assumeremo organizzatori qualificati per garantire che tutti i lavoratori di Google sappiano che possono lavorare con noi se vogliono davvero che la loro azienda rifletta i loro valori “.

PER TUTTI I DIPENDENTI DI ALPHABET

Alphabet, la società madre di Google, conta più di 120.000 lavoratori. È responsabile di vaste aree di Internet, controllando gli strumenti utilizzato da miliardi di persone in tutto il mondo, con filiali varie come Waymo, Verily, Fitbit, e Wing.

L’OBIETTIVO

L’obiettivo è invece sentire sui temi che hanno caratterizzato il dialogo e lo scontro con i vertici di Google negli ultimi anni. “Il motto della nostra società è “Non fare del male”. E una forza di lavoro organizzata ci aiuterà a rispettarlo”, si legge nella lettera del sindacato di Google pubblicata sul New York Times.

“Il nostro sindacato assicurerà che tutti i dipendenti sappiano a cosa stanno lavorando, e possano svolgere il loro lavoro con un salario giusto, senza paura di abusi, ritorsioni e discriminazioni”, si legge nella missiva.

IL RIFERIMENTO AL PROGETTO MAVEN

“Per troppo tempo, migliaia di noi a Google hanno visto le loro preoccupazioni in merito al posto di lavoro scartate dai manager. I nostri capi hanno collaborato con governi repressivi, hanno sviluppato tecnologia usata dal Dipartimento della Difesa e hanno tratto profitti dalle pubblicità di gruppi di odio”, prosegue la missiva.

Nella lettera si fa espresso riferimento al controverso Project Maven per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare gli attacchi mirati con droni.

E QUELLO A TIMNIT GEBRU

Inoltre gli organizzatori hanno fatto una menzione speciale a Timnit Gebru, una delle migliori ricercatrici di intelligenza artificiale che ha recentemente lasciato Google dopo aver criticato gli sforzi per la diversità dell’azienda, scatenando una protesta per le pratiche sul posto di lavoro di Google.

I DIPENDENTI DI GOOGLE I PIÙ ATTIVI DELLA SILICON VALLEY

La creazione del sindacato mostra come l’attivismo dei dipendenti di Google negli ultimi anni si sia evoluto. Se proteste dei dipendenti della Silicon Valley si sono avute a Amazon, Salesforce e Pinterest, le voci dei lavoratori di Mountain View sono state le più forti.

Nel 2018 circa 20.000 dipendenti hanno manifestato, lasciando le loro scrivanie, contro le politiche usate per affrontare le molestie sessuali, con buoneuscite milionarie ai manager accusati. Episodi che hanno segnato i lavoratori spingendoli a organizzandosi, anche a costo di scontri accesi con i vertici.

PERCHÉ IL SINDACATO È INSOLITO NELL’INDUSTRIA TECH

La creazione del sindacato è estremamente insolita per l’industria tecnologica, che ha resistito a lungo agli sforzi per organizzare la sua forza lavoro in gran parte impiegata.

COME L’HA PRESA BIG G

Il direttore delle operazioni sul personale di Google, Kara Silverstein, ha affermato in una dichiarazione che “abbiamo sempre lavorato duramente per creare un ambiente di lavoro favorevole e gratificante per la nostra forza lavoro”.

“Ovviamente i nostri dipendenti hanno tutelato i diritti dei lavoratori che sosteniamo”, ha aggiunto Silverstein. “Ma come abbiamo sempre fatto, continueremo a impegnarci direttamente con tutti i nostri dipendenti”.

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