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Non solo Pegasus, lo spionaggio corre via cavi sottomarini

Cavi Sottomarini

L’articolo di Giuseppe Gagliano sul ruolo che i cavi sottomarini hanno nello spionaggio fra Stati

 

Dopo “lo scandalo“ di Pegasus credo sia necessario mettere bene in chiaro che le nazioni ieri come oggi si sono sempre spiate e controllate vicendevolmente.

Partiamo da alcuni dati recentissimi che riguardano il ruolo che i cavi sottomarini hanno nello spionaggio fra nazioni.

Nel febbraio 2013 grazie alle rivelazioni di Edward Snowden fatte al quotidiano tedesco Der Spiegel, è noto che la NSA aveva introdotto un virus informatico nel cuore del sito di amministrazione e gestione di Sea-Me-We 4, che altro non è che un cavo che veicola le comunicazioni telefoniche e Internet da Marsiglia al nord Africa, il Medioriente e il sud-est asiatico.

Nonostante sia poco conosciuto ai più, Marsiglia costituisce uno dei principali nodi di intercettazione al mondo.

Un altro strumento attraverso il quale gli Stati Uniti intercettano il mondo è quello attraverso i loro router come Cisco i cui dati in uscita partono misteriosamente per gli Stati Uniti. A parte le acquisizioni di massa di informazioni, l’intelligence americana conduce operazioni mirate di intelligence politica e anche economica: per esempio recentemente gli americani hanno intercettato in Honduras un cavo sottomarino che serve un resort in cui si riuniscono operatori economici globali sia nel settore automobilistico che in quello agroalimentare; oppure pensiamo alle intercettazioni fatte nei confronti del centro internazionale di fisica teorica di Trieste.

Un modus operandi analogo è quello dei britannici che attraverso il loro servizio di sicurezza Gchq sono stati in grado di intercettare l’operatore belga Belgacom per infiltrarsi nella rete della società che fornisce i suoi servizi alle amministrazioni europee.

Analogamente sempre i britannici hanno avuto accesso ai clienti di Orange: infatti nel 2011 l’intelligence britannica sospettava che il gruppo francese Iliad avesse stretto un accordo segreto con il Mossad e proprio per questo attraverso Orange era in grado di misurare le variazioni di flusso sui cavi per determinare se esistevano accordi tra Francia e Israele. Questo naturalmente non esclude una stretta collaborazione fra i vari servizi di sicurezza: infatti dal 2009 la Dgse francese coopera con il Gchq inglese.

Tutto ciò deve sorprendere?

Ma neanche per sogno poiché dai cavi sottomarini dipendono non solo le comunicazioni ma anche i flussi finanziari e l’accesso ai dati stoccati nel cloud, quindi il loro controllo costituisce ormai tra gli Stati uno strumento formidabile di influenza geoeconomica.

E la Cina? Nel 2010, secondo quanto indicato dagli Stati Uniti, Pechino era riuscito a deviare sui suoi server per 18 minuti le e-mail in uscita dei siti del Senato, del Dipartimento della difesa, del Dipartimento del Commercio e della Nasa. Ma la Cina aveva operato anche ai danni della Francia come dimostra il fatto che nel 2019 la Cina per ben due ore era stata in grado di rendirizzare il volume del traffico europeo di Bouygues Telecom e di Sfr. Data l’importanza del cyberspazio la Cina è riuscita a occupare un posto di grande importanza nei consorzi asiatici attraverso China Mobil, China Telecom e China Unicom.

Non dobbiamo infatti dimenticare che il rilevante spostamento il traffico Internet verso l’Asia sta portando gli Stati asiatici — e tra questi non soltanto la Cina ma anche la Thailandia e Singapore — a concentrare la loro risorse proprio sui cavi sottomarini.

Non a caso, se gli investimenti nel 2010 erano pari a circa l’1% dal 2011 in poi, sono saliti ora al 9%. Data l’importanza strategica di questi cavi non deve destare sorpresa il fatto che la Cina per esempio stia investendo in snodi strategici come il canale del Nicaragua oppure come il primo collegamento in fibra ottica tra la Francia e l’Asia noto come Pakistan and East Africa Connecting Europe.

Data la centralità di questo cavo vi sono state pressioni molto rilevanti da parte del Dipartimento di Stato che non a caso ha convocato nel 2020 i consiglieri del presidente della Repubblica e rappresentanti dei ministeri degli esteri e la difesa. Nonostante le comprensibili persone da parte americana sia Macron che la Merkel hanno tuttavia riconosciuto l’importanza di non isolare la Cina. Infatti non dimentichiamoci che il cloud è statunitense e i concorrenti in questo caso non sarebbero quelli francesi ma sarebbero Alibaba e Tencent.

In conclusione potremmo dire che la storia si ripete: quando infatti vennero costruiti i primi cavi telegrafici sia la Gran Bretagna che la Francia a partire dal 1870 ne compresero l’importanza fondamentale. Infatti i cavi erano diventate indispensabili non solo per il commercio marittimo di tutte le grandi potenze e delle loro colonie ma anche per difendere questo commercio durante il tempo di guerra. Alla alla fine dell’ottocento il governo britannico incoraggiava le navi posacavi straniere ad attraccare sulle sue coste per poterle sorvegliare.

Qual è il senso di questa richiesta?

La nazione che aveva il maggior numero di navi posa cavi e quindi la Marina più potente — in questo caso l’Inghilterra — controllava anche le comunicazioni delle altre nazioni. Ecco che allora il diritto internazionale, il rispetto dei diritti della proprietà del paese neutrale, le promesse di pace e di amicizia perpetua erano soltanto chiacchiere buone per le riflessioni filosofiche e giuridiche ma che nulla avevano — e hanno — a che fare con la dinamica conflittuale tra Stati.

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