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La Germania si prepara al riarmo per la Nato o nonostante la Nato?

Emergenza Gas

Berlino non solo ha messo da parte il suo “strabismo verso Est” ma, con il programma di riarmo che ha annunciato, si prepara a cedere un po’ di potenza geoeconomica in cambio di quella geopolitica. L’approfondimento dell’analista geostrategico, Francesco Galietti, fondatore di Policy Sonar

 

Il cancelliere di ferro, Otto von Bismarck, era molto attento a non esagerare con i programmi di riarmo, per proteggere la nascente potenza tedesca. Il gigantismo navale dei suoi successori fu l’inizio della fine.

Non è ancora possibile formulare previsioni sull’esito del conflitto in Ucraina, ma si registrano già sviluppi significativi. Uno tra i più rilevanti è il definitivo scongelamento geopolitico della Germania, che avrà una portata notevole. Berlino non si è infatti limitata ad assecondare le sanzioni alla Russia e a mettere da parte il suo tradizionale ‘strabismo verso Est’, ma ha annunciato un imponente programma di riarmo.

Può dirsi così in via di superamento il paradigma splendidamente descritto anni fa dallo studioso Hans Kundnani: quello di una Germania potenza geoeconomica, ma non geopolitica. Senza contare che la natura di potenza geoeconomica della Germania è davvero molto particolare, specie se si considera che la condizione per la riunificazione delle due Germanie fu la rinuncia al marco. Una condizione durissima ma imprescindibile nel contesto storico della fine della Guerra Fredda, come ci ricorda il celebre aforisma di Giulio Andreotti: ‘Amo talmente tanto la Germania che ne preferivo due’.

Ovviamente c’è un simbolismo molto forte in questo tipo di evoluzioni: solo rinunciando a qualcosa, si può accedere a un livello superiore. Si prenda il capo dell’inglese BP, che ha appena chiuso i rapporti con i suoi partner russi e così incenerito 25 miliardi di euro pur di non indebolire la posizione politica di Londra. Berlino ha accettato un contraccolpo economico nei suoi rapporti con Mosca, ma come contropartita ha ottenuto un deciso upgrade geopolitico.

In queste ore c’è un tentativo, per il vero non troppo convincente, di presentare la scelta tedesca di riarmarsi massicciamente come un rafforzamento della difesa comune europea e della NATO. Si tratta di valutazioni che potranno essere svolte compiutamente solo a distanza di tempo.

La vera questione, che pochi osano esprimere per paura di urtare sensibilità altrui, è se la Germania si riarmi per la NATO o nonostante la NATO. Non si tratta di una provocazione. Dopotutto è ampiamente noto che la NATO era quella concepita per ‘tenere i russi fuori, gli statunitensi dentro e i tedeschi sotto’, come ebbe a dichiarare in maniera eloquente il suo primo segretario generale, Lord Hastings Lionel Ismay.

Per gli americani, la NATO doveva essere il motore di un obiettivo geopolitico molto chiaro: unire l’Europa occidentale, schierandola con l’America contro l’Unione Sovietica. Solo se saldata, la composita famiglia dell’Ovest avrebbe potuto resistere all’avanzata dell’Est. Al tempo stesso, il desiderio di perpetuare lo stato di subordinazione militare della Germania è sempre rimasto nelle teste degli strateghi anglo-americani.

Gli stessi leader tedeschi, storicamente, non hanno mai insistito sulla necessità di riarmarsi, e hanno sempre maniacalmente evitato riferimenti alla sfera militare. Sono addirittura passate agli annali le dimissioni di un presidente federale tedesco, Horst Koehler, aspramente criticato per aver detto in pubblico che gli interessi economici tedeschi giustificavano interventi militari fuori porta.

Forti cautele in questo campo si trovano addirittura agli albori della storia della Germania unita. Otto von Bismarck, il geniale cancelliere di ferro che unì la Germania sotto la guida della Prussia e le suonò alla Francia, alla Danimarca e all’Austria, era molto cauto e non ne voleva sapere di lanciarsi in pericolose avventure coloniali, ma soprattutto di mettere sul chi va là l’Inghilterra.

Furono i suoi successori, non lui, a lanciarsi nella Flottenpolitik, creando sotto la guida di Alfred Von Tirpitz una poderosa flotta militare che costò alla Germania guglielmina una terribile quantità di ‘antipatizzanti’. Resta da capire se la Germania dei prossimi anni saprà tenere a mente l’insegnamento del cancelliere di ferro.

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