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Pedaggio in criptovalute o joint venture Usa-Iran? Ecco le opzioni per lo stretto di Hormuz

L'Iran dice che le navi che vogliono attraversare lo stretto di Hormuz dovranno pagare un pedaggio in criptovalute, in modo da aggirare le sanzioni. Trump, invece, parla di una joint venture Usa-Iran. Tutti i dettagli.

Ogni nave cisterna che intenda attraversare lo stretto di Hormuz nelle prossime due settimane dovrà pagare all’Iran un pedaggio in criptovalute. Lo ha detto al Financial Times un portavoce dell’associazione iraniana degli esportatori di petrolio, gas naturale e prodotti petrolchimici, che opera a stretto contatto con il governo di Teheran.

“L’Iran deve controllare quello che entra ed esce dallo stretto per assicurarsi che queste due settimane [di cessate il fuoco con gli Stati Uniti, ndr] non vengano sfruttate per il trasferimento di armi”, ha spiegato il portavoce al quotidiano britannico. “Tutto può passare, ma la procedura richiederà tempo per ogni nave, e l’Iran non ha fretta”.

COME FUNZIONERÀ IL PEDAGGIO (IN BITCOIN) DELLO STRETTO DI HORMUZ, SECONDO L’IRAN

Il portavoce ha aggiunto che le petroliere e le metaniere dovranno transitare nello stretto rimanendo vicine alla costa settentrionale, lungo il lato iraniano. Saranno anche tenute a comunicare via email alle autorità iraniane i dettagli del carico; successivamente, riceveranno l’indicazione dell’importo del pedaggio, da versare in criptovalute. La tariffa sarà di 1 dollaro per ogni barile di petrolio; le navi vuote potranno attraversare lo stretto gratuitamente.

“Una volta ricevuta l’email e completata la valutazione da parte dell’Iran”, ha proseguito il portavoce, “alle navi verranno concessi pochi secondi per effettuare il pagamento in Bitcoin, in modo da garantire che non possano essere rintracciati o confiscati a causa delle sanzioni” occidentali sull’Iran.

– Leggi anche: Criptovalute in cambio di armi: così l’Iran prova ad aggirare le sanzioni

Le imbarcazioni non autorizzate al transito verranno distrutte.

LA VERSIONE DI TRUMP: UNA JOINT VENTURE CON L’IRAN

Il presidente americano Donald Trump – che qualche giorno fa aveva minacciato di scatenare l’inferno in Iran se non avesse aperto lo stretto di Hormuz alla navigazione – ha detto oggi ad Abc News che gli Stati Uniti potrebbero formare una “joint venture” con l’Iran per la sicurezza di questa via d’acqua.

Alla domanda se avrebbe permesso all’Iran di imporre pedaggi alle navi per l’attraversamento dello stretto di Hormuz, Trump ha risposto che “stiamo pensando di farlo come joint venture. È un modo per garantirne la sicurezza”.

QUANTE NAVI CI SONO A HORMUZ?

Le imbarcazioni bloccate all’interno del golfo Persico sarebbero più di mille; secondo Kpler, all’interno dello stretto di Hormuz ci sono 187 petroliere trasportanti 172 milioni di barili di greggio e prodotti raffinati. In condizioni normali, potrebbero volerci un paio di settimane per permettere a tutte queste navi di lasciare la regione. Al momento, però, non è chiaro quando lo stretto verrà riaperto.

LO STRETTO È STATO NAZIONALIZZATO DALL’IRAN?

Lo stretto di Hormuz è la via d’acqua più importante al mondo per il commercio dei combustibili fossili – in condizioni normali, infatti, vi passa ogni giorno circa un quinto di tutto il gas e del petrolio trasportati per mare – e mette in collegamento il golfo Persico con il golfo di Oman, garantendo quindi lo sbocco nel mar Arabico e nell’oceano Indiano. Per i paesi produttori di idrocarburi della regione, insomma, la libertà di navigazione di questo passaggio è cruciale.

Secondo Neil Shearing, economista di Capital Economics, un pedaggio di 1 dollaro al barile avrebbe “solo un impatto modesto sui prezzi globali dell’energia, sebbene, in pratica, potrebbe equivalere a una parziale nazionalizzazione di fatto” dello stretto di Hormuz. “Nelle nostre previsioni di base, il petrolio Brent si attesterà in media intorno ai 95 dollari al barile nel secondo trimestre, per poi scendere verso gli 80 dollari entro il quarto trimestre”: attualmente il prezzo del Brent è sopra i 90 dollari al barile.

– Leggi anche: Ecco come Arabia Saudita ed Emirati cercano di aggirare lo stretto di Hormuz
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