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Green pass forever, Anas asfaltata, Draghi imbufalito con Rivera (Mef) e Orcel (Unicredit) su Mps

Arnese

Orcel, Draghi, Mps, Green pass allungato, riforma Anas, dimaiate e maiali stranieri. Pillole di rassegna stampa nei tweet di Michele Arnese, direttore di Start

 

I GIORNALONI SCHIFANO QUESTA NOTIZIUOLA DEL 24 OTTOBRE PUBBLICATA DA LA VERITA’

 

GREEN PASS FOREVER

 

DOSSIER TERZA DOSE

 

IL GOVERNO ASFALTA L’ANAS

 

DRAGHI IMBUFALITO / 1

Mps da sola non avrà futuro. Parola della Borsa

Mps, tutte le sportellate fra Unicredit e Tesoro

Cosa succederà dopo la trattativa bloccata Mef-Unicredit su Mps

DRAGHI IMBUFALITO / 2

 

LA STAMPA SMENTISCE LA7. CHI AVRA’ RAGIONE?

 

CHE MAIALI MANGIAMO

 

DIMAIATE

 

QUISQUILIE & PINZILLACCHERE

 

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DE LA STAMPA SU UNICREDIT-MPS:

Andrea Orcel ha appreso dell’irritazione di Mario Draghi sul fallimento del negoziato per Monte dei Paschi da Cascais, dove si trovava per lavorare al piano industriale di Unicredit. Il numero uno di piazza Gae Aulenti rientra oggi a Milano e, a dispetto delle comunicazioni ufficiali, sarà ancora della banca senese che, volente o nolente, dovrà occuparsi. Il fatto è che a Palazzo Chigi il clima era tutt’altro che sereno. Il premier Mario Draghi – che finora ha seguito da debita distanza le varie evoluzioni del negoziato – e i suoi collaboratori più stretti hanno più di un motivo di insoddisfazione: la rigidità negoziale di Orcel, che ha minacciato più volte di lasciare il tavolo in queste settimane se non venivano accolte le sue condizioni. Inoltre, le indiscrezioni sulle richieste avanzate rendono improbabile che un qualunque altro interlocutore serio si avvicini al tavolo con condizioni diverse. E, da ultimo, non manca una certa irritazione con chi, al Tesoro, ha condotto per mesi una trattativa naufragata nel finale, per di più a due mesi dalla scadenza degli impegni presi dall’Italia con la Ue nel 2017 di uscire dal capitale entro il 31 dicembre di quest’anno. Le indiscrezioni rilanciate dal Tg di La7 nella serata di ieri su una trattativa solo «sospesa» e non definitivamente chiusa non trovano conferma e una delle fonti si limita a dire che «si stanno cercando altre soluzioni». Ma più fonti interpellate insistono sul fatto che qualunque operazione Orcel dovesse elaborare difficilmente troverà sponde nel governo attuale, che potrebbe utilizzare alcune leve – a cominciare dai benefici fiscali – per intralciare i piani di crescita dell’istituto. Di certo, il manager – abilissimo negoziatore ma poco avvezzo agli equilibri della politica – si trova adesso in una posizione difficile, ragiona una delle fonti interpellate: tornare sui suoi passi comporta per Orcel il rischio di perdere la faccia, andare avanti quello di dover guidare una delle principali banche del paese con l’avversione dell’esecutivo. Le «altre soluzioni» a meno di sorprese, si riducono a una: Montepaschi resterà da sola, almeno per un po’ di tempo, altra condizione posta da Draghi è che lo Stato esca comunque dall’azionariato.

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