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Ecco come Report smentisce Speranza e Brusaferro sul rapporto Oms inguattato

Che cosa ha svelato Report (Rai3) su Speranza, Brusaferro e il rapporto Oms ritirato sulla gestione in Italia dei primi mesi della pandemia

 

Report, nel servizio “La resa dei conti“, ieri è tornata sul caso che del rapporto Oms pubblicato, rimosso e mai più pubblicato sulla gestione dei primi mesi della pandemia in Italia. La vicenda del maggio 2020 ha indotto il ricercatore Oms Francesco Zambon (che coordinava il rapporto) a dimettersi, denunciando in un libro le opacità del massimo organismo mondiale della sanità. La trasmissione di Rai Tre (qui il carteggio tra Report, Ministero della Salute e OMS) ha svelato nuovi documenti e intercettazioni da cui emergono azioni e parole del ministro della Salute, Roberto Speranza (Leu).

L’antefatto sul caso Speranza-Oms

Il 13 maggio 2020 a due mesi dall’inizio della pandemia, l’OMS aveva pubblicato un rapporto che giudicava l’Italia per molti aspetti impreparata davanti alla pandemia da covid-19 che l’aveva travolta. Il report, finanziato dal governo del Kuwait con l’obiettivo di informare i Paesi non ancora colpiti dall’epidemia, era stato redatto da un team di 11 scienziati europei dell’Oms tra i quali anche l’italiano Francesco Zambon. Il rapporto viene ritirato per correggere alcuni passi ma non viene più permesso ai ricercatori di Venezia di rimettere online il documento.

Le mosse di Guerra

L’ex direttore aggiunto dell’Oms ed ex direttore generale per la Prevenzione al ministero della Salute Ranieri Guerra, il 14 maggio 2020 aveva scritto una mail al ministro Roberto Speranza, con in copia Silvio Brusaferro (presidente dell’Istituto superiore della sanità), che aveva come oggetto “Rapporto Venezia confidenziale”. “È con dispiacere personale che confermo la pubblicazione del rapporto elaborato dall’ufficio di Venezia senza l’autorizzazione degli uffici centrali di Ginevra, che era stata negata venerdì e ribadita lunedì dopo mio intervento piuttosto pesante – si legge nella mail riportata in un servizio di Report dello scorso aprile -. Avevo imposto la discussione preliminare con te, Silvio (Brusaferro, ndr), Franco Locatelli, Andrea Urbani (Direttore Generale Ministero della Salute, ndr) e Ruocco per lo meno al fine di evitare di accendere inutili e dannose polemiche. Il momento è delicato e si sarebbe potuto utilizzare il rapporto come camera di amplificazione degli straordinari provvedimenti di Governo. Purtroppo mi è stata vietata ogni possibilità di intervento invocando da parte degli autori la libertà, l’autonomia e l’indipendenza”.

Il ruolo dell’Oms

Le conversazioni tra tutti i soggetti interessati da questa vicenda continuano in maniera serrata. La mattina del 14 maggio 2020 il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro scrive al ministro Speranza: “Scusa se ti rompo di prima mattina ma è uscita questa pubblicazione OMS. Noi non abbiamo dato i dati a loro. Spero almeno sia stata concordata con te e con il ministero. Se non lo fosse sarebbe un serio incidente diplomatico”. Nella conversazione Brusaferro sottolinea che l’OMS vive grazie ai finanziamenti degli Stati.  “Credo che un’agenzia internazionale prima di pubblicare un profilo nazionale e le schede regionali debba parlare con l’interessato che è anche uno stakeholder e un suo finanziatore”. Questa convinzione di Brusaferro è smentita da Nicoletta Dentico (Direttrice Healt innovation in practice): “Il fatto che ci sia un rapporto su di te obbliga l’organizzazione a informarti che lo sta facendo ma non certo a concordarne il contenuto. Questo neanche in una situazione tranquilla, figuriamoci in condizione di emergenza. Non si può negoziare la verità sulla salute”.

Silvio Brusaferro: “L’Iss non ha mai voluto nascondere la verità”

In una conferenza stampa del 16 aprile 2021 il dott. Brusaferro aveva garantito di non essere intervenuto sul dossier. “Non c’è stata da parte mia e dell’istituto la volontà di nascondere la verità – aveva detto in conferenza stampa -. Il dott. Guerra mi ha mandato delle considerazioni personali rispetto alle quali io ho preso atto. Non ho espresso giudizi, ho preso atto di quanto mi stava dicendo”. Secondo documenti interni all’Istituto Superiore di Sanità in possesso della trasmissione di Rai 3 l’Istituto analizzò i contenuti del dossier e inviò una relazione al dott. Silvio Brusaferro. Secondo i ricercatoti dell’ISS nel documento non c’erano inesattezze ma venivano messe in luce alcune lacune sul piano pandemico italiano e sulle misure prese da alcune regioni nei primi mesi della pandemia.


L’intervento del ministro Speranza secondo Report

Report rivela che alle 12.47 del 14 maggio 2020 anche il  ministro della Salute Speranza legge il rapporto dei ricercatori di Venezia e scrive al presidente ISS Silvio Brusaferro. Nel messaggio  intercettato e proposto dalla trasmissione si legge: “Sto guardando il rapporto dell’OMS. Con Kluge (direttore generale OMS Europa, ndr) sarò durissimo. Danni enormi non mi pare ne faccia, forse solo sui decessi”. Alle 13 in punto al team di Venezia arriverà la mail di David Allen, direttore del Business Operations Europe dell’OMS, che ferma la ripubblicazione del dossier sull’Italia. Più tardo il ministro Speranza riferisce al direttore Brusaferro i contenuti della telefonata con Kluge. “Mi ha chiamato Kluge. Si è scusato. Ho ribadito che non facevo commenti sui contenuti ma sulle modalità. Ha confermato che lo ha ritirato e che si propone di discuterlo con noi. Credo faranno una indagine interna sulle responsabilità”. Il documento sarebbe dovuto essere oggetto di una revisione tripartita tra OMS, Ministero della Salute e ISS.

La versione di Speranza in Senato

Eppure lo scorso 28 aprile, in un’audizione in Senato, il ministro Speranza aveva ribadito che il ritiro del rapporto era stata una decisione autonoma dell’OMS. “È esclusivamente una decisione interna all’Organizzazione mondiale della Sanità. È stato ritirato per inesattezze fattuali. Tra gli errori, quello relativo alla timeline dell’epidemia in Cina. La stessa Oms Europa ha dichiarato che in nessun momento il governo italiano ha chiesto all’Oms di rimuovere il documento”. Invece i messaggi tra il ministro e Brusaferro riportati da Report smentiscono Speranza sul ruolo che ha sempre negato nella vicenda.

Kluge: “Abbiamo bisogno che il ministro sia felice”

A conferma dell’intervento del ministro Speranza ci sono le parole del direttore Hans Kluge che, in una telefonata del 15 maggio 2020 con l’ex ricercatore OMS Francesco Zambon, riportò i contenuti della conversazione con il ministro. “La questione chiave è la mia relazione con il ministro che era molto infastidito – rivela Report -. Non possiamo addossare tutto a Ranieri Guerra, quindi dobbiamo fare una nuova strategia. Scriverò al ministro che stabiliremo un gruppo di esperti Ministero/ISS/OMS per rivedere il documento. Abbiamo bisogno che il ministro sia felice e che proceda con l’accordo per Venezia”.

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