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Corriere della Sera, Repubblica e Sole 24 Ore ora picchiano sul Recovery Plan di Conte, Gualtieri e Amendola

di

arnese

Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. I tweet di Michele Arnese, direttore di Start, non solo su Draghi e Recovery Plan

 

LA COMUNICAZIONE CONSIGLIATA DA DRAGHI

 

IL GOVERNO DRAGHI IN UN TWEET

 

LA VERA AGENDA DRAGHI

 

LE FALLE DEL RECOVERY PLAN DI CONTE, GUALTIERI E AMENDOLA

 

LE PASSIONI DEL MINISTRO CINGOLANI

 

INSULTI A 5 STELLE

 

DIBATTITI DEMOCRATICI

 

CHE FINE FARANNO LE PRIMULE E ARCURI

 

UN MONTE DI GUAI

 

QUISQUILIE & PINZILLACCHERE

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ESTRATTO DELL’INTERVISTA DEL SOLE 24 ORE A IRENE TINAGLI SUL RECOVERY PLAN ITALIANO

«Vedo nella formazione del governo Draghi soprattutto la volontà di spoliticizzare il Recovery Plan, metterlo al riparo dalle diatribe politiche, e rafforzarne la solidità tecnica».

Irene Tinagli, presidente Pd della commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, accetta di parlare del Recovery Plan il giorno dopo la formazione del governo Draghi a Roma e l’approvazione definitiva a Bruxelles del regolamento Ue sul Recovery «che apre la fase della presentazione formale dei Piani nazionali, da qui fino al 30 aprile».

Coincidenza temporale che sembra confermare – se ce ne fosse bisogno – che è questa la priorità del nuovo esecutivo italiano.

«Non so se il presidente Draghi vorrà riformulare o solo integrare la versione attuale del Piano – dice Tinagli – ma mi sembra che il problema non sia tanto la ripartizione delle risorse fra le priorità programmatiche, transizione ambientale, digitalizzazione e infrastrutture, che rispondono alle richieste dell’Europa, quanto nelle riforme di accompagnamento che in alcuni casi sono appena accennate e nella mancanza dei dettagli operativi che per l’Europa sono molto rilevanti, soprattutto per l’approvazione del piano da parte della commissione. Bisogna spiegare con quali percorsi, con quali obiettivi temporali, con quali risultati attesi si avviano gli interventi del Piano e come si collegano agli obiettivi fissati».

Lei dice: le macrocondizionalità non sono un rischio, mentre lo sono i tempi di attuazione del piano. E l’esame per l’approvazione del piano da parte della commissione, che faremo ad aprile, con il lungo elenco di criteri di valutazione che il regolamento prevede, quello è un rischio?

Torniamo al punto iniziale. I dettagli operativi di cui oggi il piano è privo non sono un fatto secondario. Nei mesi scorsi da Bruxelles abbiamo battuto molto sul fatto che si stava sottovalutando questa parte nel dibattito politico italiano. Dobbiamo scrivere che impatto hanno le misure sul Pil, sull’occupazione, sugli indicatori climatici.

Intervento per intervento, anno per anno?

Alla commissione interessa sapere che impatto produrrà il piano una volta realizzato, declinandolo su molte dimensioni: occupazione, coesione, potenziale di crescita, e confrontato con la cosiddetta “baseline”. Sul raggiungimento di obiettivi ambientali e digitali, poi, servono dati dettagliati per intervento.Oggi gli impatti del piano mi sembrano indicati in modo troppo aggregato. Questo è un aspetto. Diverso è invece spiegare, e anche questo va fatto, in quanto tempo contiamo di realizzare i singoli interventi. L’importante è riuscire a essere credibili su entrambi i fronti

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GLI APPROFONDIMENTI DI START MAGAZINE SUL RECOVERY PLAN ITALIANO:

Come si muoverà Draghi premier sul Recovery Plan. L’analisi di Liturri

Tutte le sfide del governo Draghi fra Roma e Bruxelles. L’analisi di Polillo

Tutti gli errori del Recovery Plan di Conte e Gualtieri secondo Confindustria (Digitale)

La piroetta di Confindustria su Pnrr e Gualtieri

Cosa (non) c’è nel Pnrr per il 5G

Come e perché la Lega vota il regolamento sul Recovery (e che cosa prevede)

Il Domani di Feltri svela il fallimento di Conte e Gualtieri sul Recovery Plan

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