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Come si sta piantando il motore della locomotiva tedesca. Fatti, numeri e commenti

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Germania

Tutti gli ultimi dati congiunturali usciti oggi in Germania e la revisione delle stime di crescita del Pil annunciata dalla Bundesbank.

CHE COSA HA DECISO LA BUNDESBANK

La banca centrale tedesca ha tagliato le stime di crescita della Germania portandole allo 0,6% nel 2019 rispetto all’1,6% precedentemente indicato e all’1,2% nel 2020 (sempre 1,6% in precedenza).

LA REVISIONE DELLE STIME ANCHE DEL GOVERNO

Secondo la Bundesbank l’inflazione nel Paese sarà dell’1,4% quest’anno e dell’1,5% il prossimo. Il taglio delle stime sul Pil della Bundesbank seguono quelle del governo tedesco che ad aprile aveva rivisto le stime di crescita allo 0,5% quest’anno indicando però un aumento del pil dell’1,5% nel 2020.

COME CALA LA PRODUZIONE INDUSTRIALE

Non sono finite qui le pessime notizie per Berlino. La produzione industriale tedesca è scesa dell’1,9% su mese ad aprile, dopo due mesi di segno positivo, secondo i dati destagionalizzati.

IL CALO TENDENZIALE

Si tratta di un calo ben più significativo di quanto previsto (-0,5)%. Su base tendenziale il calo è stato dell’1,8%. La produzione manifatturiera è scesa del 2,5% congiunturale. Dopo due mesi di aumenti della produzione, i segnali sul fronte economico non sono positivi. Gli ordini registrano un piccolo rialzo ad aprile, dopo un aumento ben piu’ significativo il mese prima, indice che il rallentamento persiste.

LO STATO DELL’INDUSTRIA MANIFATTURIERA

L’industria manifatturiera mostra un calo diffuso a tutti le attività: beni capitali -3,3%, semilavorati -2,1%, beni di consumo -0,8% ed energia -1,1%. La debolezza dell’industria, motore dell’economia tedesca ed europea, ha provocato il taglio drastico delle previsioni di crescita da parte della Bundesbank e di altre organizzazioni internazionali.

LA BILANCIA COMMERCIALE

Oggi sono stati diffusi anche i dati sulla bilancia commerciale nello stesso mese che vede un surplus in calo: le sportazioni sono state pari a 109,7 miliardi ad aprile e l’import a 91,7 miliardi. L’Europa ha assorbito 63,8 miliardi di merci tedesche, cioè il 3,5% in meno di un anno prima, mentre l’export verso paesi terzi e’ aumentato del 4% su anno a 45,8 miliardi. Quindi anche su questo fronte la Germania continua a soffrire sotto il peso delle tensioni commerciali mondiali.

COMMENTO DI BOCCIA

La frenata della produzione industriale tedesca ad aprile (-1,9%) “è un segnale non bello, lo abbiamo detto anche in occasione della nostra assemblea. Se la Germania arretra non è una notizia buona per l’Italia essendo noi collegati alla filiera tedesca, in particolare dell’automotive”, ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “Questo pone una questione industriale anche all’attenzione dell’Europa e ci auguriamo e auspichiamo che questo possa essere un grande salto di qualità per una stagione riformista europea”, ha aggiunto Boccia.

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