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Come e perché gli Usa fanno da sponda con Filippine e Taiwan in chiave anti Cina

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Filippine Taiwan

Che cosa succede fra Usa, Filippine e Taiwan. Il punto di Giuseppe Gagliano

 

Prosegue in modo lineare e coerente la politica di proiezione di potenza di Pechino nel Mar Cinese Meridionale come dimostrano gli ultimi eventi relativi a Filippine e Taiwan.

Per quanto riguarda le Filippine il segretario per gli Affari Esteri delle Filippine, Teodoro Locsin Jr., attraverso il suo profilo Twitter, ha affermato di aver inviato una protesta formale a Pechino per la legge adottata lo scorso 22 gennaio della quale avevamo relazionato in un articolo precedente.

Secondo il segretario filippino infatti, la nuova norma cinese relativa alla guardia costiera altro non sarebbe che una minaccia verbale di guerra.

Proprio allo scopo di sostenere e supportare le Filippine in funzione anticinese, il 28 gennaio il segretario di Stato degli Usa ha avuto una conversazione telefonica con Locsin, durante la quale ha posto l’enfasi sul ruolo cruciale che ha il Trattato di Mutua Difesa che lega il proprio Paese alle Filippine dal 30 agosto 1951.

Smentendo per l’ennesima volta le numerose valutazione superficiali e affrettate di quegli analisti che erano persuasi dell’esistenza di una discontinuità tra l’amministrazione Biden e quella Trump in relazione all’Indo-Pacifico, il Segretario di stato americano ha chiarito che le clausole di questo trattato saranno applicate laddove ci fossero attacchi armati nei confronti delle Filippine o nell’Indo-Pacifico.

Passiamo adesso a Taiwan. Il 28 gennaio il portavoce del ministero della Difesa della Cina, Wu Qian, ha affermato che per la Cina l’indipendenza di Taiwan significa guerra.

Questa dichiarazione sarebbe la conseguenza delle recenti operazioni poste in essere dal Dipartimento della Difesa di Taiwan rispetto alle intrusioni di aerei militari della Cina continentale nella zona di identificazione aerea di Taiwan. Inoltre il portavoce dell’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) della Cina ha sottolineato che adotterà tutte le misure necessarie e sconfiggerà risolutamente qualsiasi forma di cospirazione separatista come d’altra parte ampiamente dimostrato dalle intrusioni cinesi del 23 e del 24 gennaio da parte di aerei cinesi che sono penetrati nella zona di identificazione aerea taiwanese, a Sud-Ovest dell’isola, costringendo Taiwan a mettere in stato di allerta le proprie forze armate.

D’altra parte il portavoce dell’Ufficio per gli Affari di Taiwan della Cina, Zhu Fenglian, aveva sottolineato la necessità di porre in essere le esercitazioni dell’EPL nello Stretto di Taiwan per salvaguardare la sovranità nazionale e l’integrità territoriale della Cina.

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