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Come e perché China Aerospace è stata stoppata in Germania sulla tecnologia militare di Imst

Cina Hong Kong

La Germania non ha autorizzato l’acquisizione dell’azienda tedesca Imst, una società di tecnologia satellitare e radar, da parte dell’azienda cinese China Aerospace and Industry Group (Casic). L’articolo di Giuseppe Gagliano

 

Come si stanno muovendo gli Stati Uniti e l’Europa — nello specifico la Germania — allo scopo di contenere la politica di proiezione di potenza cinese?

Da un lato la Germania non ha autorizzato l’acquisizione dell’azienda tedesca Imst, una società di tecnologia satellitare e radar, da parte dell’azienda cinese China Aerospace and Industry Group (Casic), allo scopo di tutelare la sicurezza nazionale. Infatti l’azienda tedesca non solo fornisce al governo tecnologie molto delicate nel campo satellitare e nel campo radar — e proprio per questo il governo tedesco ha investito centinaia di milioni di euro in questa azienda (Imst) che ha raggiunto circa 13 milioni di euro di fatturato — ma è un partner fondamentale sia per l’agenzia spaziale tedesca che per le forze armate.

Per quanto riguarda invece l’azienda cinese è stato abbastanza agevole da parte dell’intelligence tedesca individuare gli stretti legami tra questa e il potere militare cinese. Il tentativo cinese di acquisizione — non conseguito per il momento — non deve destare alcuna sorpresa poiché sia nei paesi europei che in quelli extra europei la Cina ha posto in essere una strategia simile allo scopo di superare il gap tecnologico con i paesi più evoluti sotto il profilo tecnologico.

Una volta che queste acquisizioni dovessero essere portate a termine, la Cina verrebbe in possesso infatti di tecnologie che le consentirebbero di incrementare la sua proiezione di potenza a livello militare in termini globali a discapito sia della Nato che gli Stati Uniti.

Passiamo adesso agli strumenti di contrasto posti in essere dal presidente uscente Trump in funzione anticinese nel contesto dell’Indo-Pacifico.

Coerentemente con la sua politica estera sostenuta e appoggiata dal segretario di Stato Mike Pompeo, il segretario per la difesa degli Usa, Christopher Miller, ha donato alle Filippine un equipaggiamento militare del valore di circa 29 milioni di dollari che ovviamente andrà a rafforzare l’apparato militare delle Filippine in funzione di contenimento del Dragone nel Mar cinese meridionale.

Non dobbiamo infatti dimenticare che le Filippine non sono soltanto fra i maggiori destinatari di aiuti militari da parte americana nel contesto dell’Indo-Pacifico ma che proprio gli Stati Uniti hanno rivendicato la legittimità della sentenza della Corte internazionale di giustizia dell’Aja del luglio del 2016 relativamente al contrasto tra Manila e Pechino sul Mar cinese meridionale dando naturalmente ragione alle Filippine.

A tale proposito non dobbiamo dimenticare che gli Stati Uniti non hanno mai aderito alla corte penale internazionale anche se hanno occasionalmente collaborato con Obama, collaborazione questa che poi si è interrotta sotto Trump, soprattutto dopo che la corte dell’Aja aveva aperto un fascicolo di inchiesta a marzo del 2020 sui crimini di guerra commessi anche dai soldati americani inAfghanistan nel 2003-2004.

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