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Tutti i contatti su armi e petrolio tra Arabia Saudita e Stati Uniti

Saudita

Come vanno gli affari tra Arabia Saudita e Stati Uniti

 

Come riportato dal Wall Street Journal, l’Arabia Saudita ha chiesto urgentemente agli Stati Uniti di rifornirli dei celebri missili terra-aria Patriot poiché le scorte sarebbe ormai finite a causa dell’efficacia della campagna di contro-insurrezione posta in essere dai ribelli yemeniti houthi finanziata da Iran e Siria.

L’appello però è stato rivolto anche ad altre nazioni (alludiamo alla Russia e a Israele, le uniche nazioni che sarebbero in grado di sostituirsi agli Stati Uniti da questo punto di vista grazie alla loro tecnologia).

Questo appello si presta a diverse considerazioni. In primo luogo, nonostante gli investimenti ingenti da parte dei sauditi nel settore degli armamenti, il sostegno dell’Iran alla ribellione yemenita sta dimostrando tutta la sua efficacia legittimando ancora una volta una vecchia regola della strategia militare, e cioè che Davide può sconfiggere Golia attuando una guerra di logoramento.

In secondo luogo – anche se i difensori dei diritti umani e i giornalisti del politicamente corretto probabilmente lo hanno dimenticato -, l’amministrazione Biden ha approvato la vendita di armi per 650 milioni di dollari proprio per sostenere l’Arabia Saudita proprio per i suoi legami a doppio mandato nell’ambito petrolifero con l’Arabia Saudita (ma Biden, secondo i giornalisti politicamente corretti, non è è un uomo di sinistra mentre Donald Trump era un cattivo sovranista?).

Se l’America finanzia i paesi del Golfo lo fa per difendere i diritti umani (lo diciamo naturalmente in senso ironico). Ma se invece lo fa la Francia, questo supporto in ambito militare viene fatto in spregio ai diritti umani. È indubbiamente uno strano modo per valutare la dinamica delle relazioni internazionali…

Terza considerazione: è vero che gli Stati Uniti hanno ridimensionato i loro impegni in Medioriente per concentrarsi sulla Cina e sulla Russia, ma è anche vero che se gli impianti petroliferi vengono danneggiati gravemente questo provocherà una grave crisi in ambito petrolifero che coinvolgerà non solo gli Stati Uniti ma anche l’Europa nel suo insieme (in alternativa, potremmo sempre chiedere a Greta Thunberg di procurarci fonti energetiche alternative nell’immediato…).

Non dimentichiamoci – a questo proposito – che il mese scorso l’OPEC guidato dall’Arabia Saudita ha respinto la richiesta di Biden di aumentare la produzione per raffreddare i prezzi del petrolio, spingendo gli Stati Uniti e altre nazioni a sfruttare le loro riserve strategiche di petrolio per alleviare l’inflazione energetica. È quindi nell’interesse degli Stati Uniti – e non solo – rispondere rapidamente a questa richiesta, visto che la nostra civiltà dipende in gran parte dal petrolio.

Quarta considerazione: i numerosi lobbisti presenti al Congresso degli Stati Uniti faranno di tutto per convincere il presidente Biden ad acconsentire a questa richiesta. Stiamo alludendo naturalmente ai lobbisti della Raytheon Technologies Corp che produce i missili Patriot. E come sapeva molto bene Roosevelt, il complesso militare ed industriale degli Stati Uniti ha un peso molto significativo nel condizionare le scelte politiche del Congresso e del Presidente.

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