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Shopping online, 5 regole per fare acquisti in sicurezza

Ecco le 5 regole da rispettare per fare shopping online in tutta sicurezza. E quali i siti più affidabili

 

Lo shopping online sembra essere la soluzione, facile e veloce, per tutti coloro che non amano dividersi tra negozi, tra buste e pacchettini e che non amano lo stress della fila alle casse, che in alcuni periodi dell’anno, potrebbe durare anche più di un’ora.

Ma se i meno timorosi hanno già provato il brivido di attendere il loro abito nuovo seduti comodamente sul divano di casa, c’è chi (soprattutto in Italia) della pratica dell’e-commerce si fida veramente poco. Ed è per questo che oggi vi offriamo una guida per fare acquisti sul web in tutta sicurezza. Ma partiamo dall’inizio.

I numeri dello shopping online in Italia

Il fatturato dell’e-commerce ha raggiunto, nel 2015, la quota di 28,8 miliardi di euro, registrando un aumento del 19% rispetto al 2014. A beneficiare del dato positivo, però, sono soprattutto i player stranieri come Amazon, Yoox, Expedia, Alibaba. Il quadro della situazione de lo offre la ricerca ‘E-commerce in Italia 2016’ realizzata dalla Casaleggio Associati.

In Italia sono 16 mila le aziende che fanno commercio elettronico nel 2016 e arriveranno a 50 mila nel 2025. Un terzo di esse è localizzato in due regioni: Lombardia (3 mila) e Lazio (1.840). Seguono Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Toscana”, si legge sul report.

A trainare l’e-commerce sono soprattutto le vendite online della GDO: (i centri commerciali hanno registrato una crescita del 140% delle vendite),grazie alla presenza di grandi player internazionali e al progressivo assorbimento di categorie merceologiche e della relativa quota di mercato di altri settori, come elettronica di consumo, moda e alimentare. Segue il comparto alimentare (+77%), ma i settori che vanno meglio sono quelli del del turismo e del tempo libero, che rappresentano circa il 75% del mercato complessivo. Settori in crescita sono anche l’editoria online lo streaming e gli ebook. Male, invece, l’elettronica di consumo (15%). Gli ultimi mesi hanno visto anche chiusure importanti come quella di PosteShop.

Shopping online, le 5 regole per comprare in sicurezza

1. Scegliere un buon antivirus

E’ questo lo step di partenza. Avere un buon antivirus non solo protegge il ostro computer, ma può aiutarci nella giungla del web ad individuare i siti più affidabili. Esistono in commercio (anche a costo zero) alcuni antivirus che includono un plugin per il browser che controlla l’affidabilità dei link sui motori di ricerca.

2. Scegliere un sito conosciuto (e certificato)

shopping onlineEvitare di fare acquisti su siti che promettono abiti (magari formati) a prezzi davvero stracciati, se questi siti non sono popolari. Se dobbiamo acquistare su Internet è bene dare la preferenza a negozi e store di brand popolari e alle versioni online delle grande catene di negozi fisici che già frequenti. Sono questo gli shopper online che offrono sicurezza nel pagamento, garanzie in caso di cambi e restituzioni e costi di spedizione abbordabili.

E ancora. Se non conosciamo il sito ma siamo davvero interessati all’acquisto, allora non ci rimane che controllare che la pagina sia certifica, da un’autorità come TRUSTe, Norton Secured o VeriSign (memorizza i loghi nell’immagine qui in basso), ovvero da istituzioni che si incaricano di controllare i siti web e di validarne l’affidabilità.

3. Leggi sempre i feedback di altri acquirenti

C’è qualcosa che internet offre e che lo shopping tradizionale non può (sempre) darci. Le opinioni degli altri utenti: leggere i loro commenti sulla merce, sulla consegna e sull’affidabilità è importante.

4. Meglio l’app

Se vogliamo fare acquisti da siti conosciuti, allora preferiamo l’app. Perchè? E’ semplice, il browser potrebbe reindirizzarci anche a siti poco affidabili, ma con l’applicazione del negozio questo non avviene.

5. Informarsi sul diritto di recesso

Altra regola molto importante è informarsi sul diritto di recesso. Comprare senza provare ( e toccare) infatti, può riservare brutte sorprese. E’ per questo che se si vuol essere completamente sicuri di un acquisto online è bene informarsi se è possibile restituire il capo e su come fare per avere un rimborso.

I 5 migliori siti dove fare shopping

amazonAmazon

Il colosso è ormai un punto di riferimento dell’e-commerce mondiale. Nato nel 1994 da un’idea di Jeff Bezos, Amazon commercializzava solo libri, ma negli anni è cresciuto e si è sviluppato fino a coprire, con la propria offerta, centinaia di categorie merceologiche fisiche e digitali. Da poco ha attivato anche il servizio di consegna di frutta e verdura a domicilio, in un’ora.

Alibaba

Alibaba è il colosso cinese dell’e-commerce: ha fatto registrare un aumento di fatturato del 32% nell’ultimo trimestre 2015. Il balzo del fatturato, superiore alle attese, è dovuto all’aumento degli utenti e delle vendite mobile (+192% nei tre mesi).

Zalando

Nata nel 2008 in Germania, Zalando è un sito di shopping online, interamente dedicato all’abbigliamento e agli accessori, che in 8 anni è riuscito a conquistare più di una dozzina di mercati europei.

eBay

La concorrenza non fa paura ad eBay, il sito di aste per eccellenza. Su questa piattaforma, l’utente ha anche la possibilità di individuare prodotti (anche usati) da comprare subito senza partecipare ai rialzi. Ormai il sito ha un suo modello di business ben definito.

Yoox.com

Non è un gigante del settore, ma una piattaforma specializzata (in articoli di moda, design e lusso) che in poco tempo ha saputo crearsi un proprio spazio sul web, riuscendo a dare vita anche ad aprire delle filiali, dagli Usa a Hong Kong.

Shopping online: ecco le norme che non lo fanno decollare

shopping onlineIl decollo della pratica dell’e-commerce non è solo una questione di fiducia. Anche i regolamenti devono svecchiarsi. Proviamo a capire quali sono le regole che affossano lo shopping online:

  • Teleselling: l’ articolo 51 del codice del Consumo impone troppi oneri di consenso e documentazione per chi vende servizi e prodotti. La norma prevede anche la necessità della firma concreta in cartaceo dopo la conclusione del contratto a distanza. Il Governo italiano dovrebbe ridefinire gli oneri di chi vende servizi da quelli chi vende prodotti, dal momento che le due realtà sono fra loro diverse e non sovrapponibili.
  • Un articolo davvero troppo vecchio per i tempi moderni è l’articolo 1341 del Codice Civile (rimasto alla versione del 1942). La norma richiede la doppia firma per l’approvazione delle clausole vessatorie e non prevede ancora, nei contratti online, la possibilità di sottoscrizione grazie ad un semplice doppio click.
  • Ci sono norme, poi, che mutano la peculiarità stessa dell’e-commerce. Un esempio concreto? La norma che regola la vendita dei farmaci (consentita da luglio 2015):è possibile effettuare l’acquisto online senza obbligo di prescrizione medica, ma si impone che la consegna avvenga solo presso la farmacia/parafarmacia autorizzata (art. 112 quater D.lgs. 219/2006 come da ultimo modificato), impedendo la consegna presso altre farmacie/parafarmacie. Se è vero che questo potrebbe far risultare il sistema sicuro, è anche vero che chi acquista online si aspetta di poter ricevere la merce dove meglio preferisce.
  • C’è poi la norma sulla privacy. Secondo l’articolo 23 Codice Privacy, sono previsti due consensi distinti, uno per il marketing, uno per la profilazione. Spesso, però, molti siti non differenziano i consensi, richiedono un consenso generico e, spesso, anche pre-selezionato od obbligatorio.

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