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La Cina mette fine al bando sulle console per videogame

Videogame Cina

Dopo 15 anni di divieti la Cina allenta la morsa sui videogame mettendo fine al bando sulla produzione e sulla vendita delle console. Ecco come la rimozione dei divieti introdotti nel 2000 può diventare un’occasione per produttori come Microsoft e Sony.

Correva l’anno 2000. Il governo cinese inaugurava l’anno del drago, simbolo per eccellenza di bene e incarnazione mitologica dello Yang, vietando ciò che potesse ledere la gloria e la sicurezza della nazione. La luce del nuovo secolo non poteva ammettere scatole portatrici di oscurità: lo Yin erano le console per i videogame. Colpevoli di avere influssi negativi sullo sviluppo fisico e mentale dei cittadini cinesi, ne veniva decretato il divieto di vendita e imposti limiti alla produzione, con i motivi di «minacciare la sicurezza dello Stato, danneggiando la gloria della nazione, disturbare l’ordine sociale e la violazione dei diritti legittimi degli altri».

Gli effetti delle disposizioni sono state principalmente due. Alcuni appassionati delle console hanno deciso di brancolare nell’oscurità, rifugiandosi nel mercato nero del divertimento; altri hanno ripiegato nel limbo degli smanettoni, i PC, o su altre piattaforme senza tante pretese. E’ così che il mercato videoludico cinese ha trovato una naturale valvola di sfogo negli smartphone e nei tablet, contribuendo all’impennata delle vendite.

Le decisioni d’inizio secolo sono state smontate a poco a poco e in modo frammentario, con timide aperture. Risale all’anno scorso una nuova normativa che ha portato alla prima parziale revoca del divieto, interessando però solo alcune società e limitandosi alle console prodotte all’interno della zona di libero scambio di Shangai.

Stando a quanto riportato da Wall Street Journal il Ministero della Cultura Cinese ha deciso di ampliare la revoca del divieto, consentendo alle console prodotte all’esterno dell’area di Shangai di essere commercializzate. Tuttavia, nota la testata americana, è molto probabile le autorità cinesi continueranno a effettuare controlli rigorosi sul mercato dei videogame, continuando l’opera di censura sui prodotti più violenti.videogame cina

Sebbene le console non siano sconosciute agli appassionati cinesi, la nuova normativa farà emergere dal nero un mercato di proporzioni enormi. Si tratta di una buona notizia per le aziende straniere, soprattutto per colossi del settore come Sony con la sua PlayStation, Microsoft con xBox e per Nintendo. Si stima che i mercato cinese dei videogiochi possa valere solo quest’anno 22200000000 dollari, il che farebbe della Cina il mercato più promettente per l’industria videoludica. Visti i potenziali volumi di business, le autorità cinesi si saranno accorte che c’è sempre un po’ di Yang anche nello Yin.

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