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Facciamo il punto sulla Tv on demand in Italia

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Oggi, Cubovision, nato nel 2009 e prodotto da Telecom Italia, ha cambiato nome, si chiama TIMvision. In origine funzionava soltanto con un decoder a pagamento, mentre ora è fruibile per tutti i device, esattamente come tutti gli altri suoi concorrenti: smart tv connesse a internetpc, tablet e smartphone.

La prima versione di Cubovision fu un vero flop con soli 800 esemplari venduti. Il decoder a forma di cubo venne prontamente ritirato dal mercato e un anno dopo fu riproposto ma sempre un prezzo parecchio eccessivo: 199 euro, pagabili anche in 36 rate da 5,5 euro detraibili dalla bolletta telefonica. Oggi, invece, al costo di 10 euro al mese si ha accesso a una videoteca di oltre 3000 tra film, serie tv e cartoni animati, oltre alla possibilità di vedere l’archivio de La7, MTV E gli ultimi sette giorni di programmazione Rai. Nel 2011 è nata Cubomusica, ora TIMmusic, che si basa sullo stesso principio di TIMvision e consente di ascoltare brani musicali in streaming in qualsiasi momento.

Chili tv, nata nel 2012 per volontà dell’ex amministratore delegato di Fastweb Stefano Parisi, ha registrato senza dubbio maggior successo, avendo chiuso il 2013 con un giro d’affari di circa 2 milioni di euro. Con una videoteca di oltre 4000 tra serie tv e film registra una utenza di 250 mila clienti. Non necessita né di costi di attivazione né di abbonamento. Si può scegliere di acquistare o noleggiare per 48 ore il prodotto che si desidera. A fine luglio, così come ha fatto Infinity tv di Mediaset, Chili ha annunciato la piena compatibilità con Chromecast, il dispositivo multimediale di Google che permette il trasferimento e lo streaming da un dispositivo mobile o da Google Chrome direttamente al proprio televisore di casa.

Le ultime piattaforme arrivate sono Infinity tv di Mediaset, partita in gennaio, e Skyonline lanciata ad aprile ovviamente da Sky. La prima offre una videoteca di circa 5000 tra film, serie tv e cartoni animati e prevede la possibilità di noleggio e vendita di un singolo contenuto oppure un abbonamento di 9 euro al mese che però è sempre soggetto a sconti. La seconda è una piattaforma che si rivolge a chi non è ancora abbonato a Sky e che, oltre ai classici contenuti televisivi di produzione Sky, offre anche la possibilità di vedere i singoli eventi sportivi. Le serie tv e i film hanno invece differenti prezzi di abbonamento mensile.

In via del tutto promozionale, al momento, Sky offre questi contenuti a 1 euro a settimana. Per quanto riguarda la Rai i cambiamenti in vista potrebbero portare alla nascita di Rai Commerciale che offrirebbe programmi a pagamento sul web grazie a una possibile collaborazione con Poste italiane e Chili tv.

L’americana Netflix ha, invece, deciso di rimandare il suo sbarco in Italia data l’ancora scarsa diffusione della banda larga nel nostro Paese.

 

 

Su questo tema il magazine Startmag ha organizzato lo scorso 12 Giugno un seminario a porte chiuse a Roma. A settembre saranno pubblicati gli atti del seminario. (ndr)

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