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Twitter: nuova primavera per il social? Più 41% in Borsa

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Twitter aumenta gli aumenti (ma non le entrate) e registra una crescita del 41% in Borsa

Sembrava essere finita. E invece, Twitter si rialza dalle macerie e, come per incanto registra un +41% in Borsa, a 19,97 dal minimo del 17 aprile a 14,12. Un rally dovuto certamente anche al forte utilizzo che ne fa Donald Trump.
Se è vero che il miglioramento c’è, è anche vero, però, che Twitter non è ancora guarito del tutto e che deve fare i conti con i suoi limiti e con il suo grande rivale, Facebook, che vale ancora molto di più. Approfondiamo insieme.

La nuova primavera di Twitter

twitterBuone nuove per il social del cinguettio, che nella serata del 25 luglio ha chiuso la seduta di Borsa a 19,97 dollari, registrando un ottimo più 41% dal minimo del 17 aprile a 14,12 dollari per azione. Nello stesso periodo anche l’indice S&P 500 dei titoli dell’information technology è salito del 10,6%.

“Per una società che in tanti, sei mesi fa, pensavano stesse sull’orlo del baratro, come Myspace o Aol, il rialzo a doppia cifra e la continua crescita degli utenti ha davvero sorpreso gli investitori”, avrebbe affermato a Fortune, Richard Greenfield, analista di Btig research.

Aumentano gli utenti

I numeri sono giustificati dalla crescita degli utenti. Il social media da 140 caratteri ha registrato un rialzo del 6% del numero di utilizzatori, gli utenti sono a 328 milioni di utenti.

Per Twitter è una importante vittoria morale: negli ultimi mesi, infatti, il social ha patito la rivalità con Facebook, che ha sempre visto crescere il numero dei suoi utenti (e gli investimenti in pubblicità).

Buone (ma non tanto) le prossime trimestrali

Le buone notizie non dovrebbero esaurirsi qui, comunque, per Twitter. Come scrive Fortune, infatti, il microblogging dovrebbe pubblicare nelle prossime settimane delle simestrali di successo: con entrate future per 536,6 milioni di dollari (una cifra, però, inferiore ai 602 milioni dello scorso anno.

Il successo di Twitter? Trump

Dietro i numeri positivi, secondo gli analisti c’è il consolidato utilizzodi Twitter da parte di personaggi pubblici, come il presidente Donald J. Trump, con i suoi quotidiani tweet.

Un nuovo servizio in abbonamento per Twiiter

vendita twitter

Twitter pensa ad una versione a pagamento. Si chiamerebbe Tweetdeck e sarebbe destinato sopratutto ad aziende e professionisti. Ancora poco si sa sul nuovo servizio in abbondamento, dal momento che l’azienda starebbe ancora verificando la sostenibilità dell’idea. Twitter, per ora, sta conducendo un sondaggio tra alcuni utenti “per valutare l’interesse in una nuova versione più avanzata”, ha fatto sapere la portavoce Brielle Villablanca.

L’applicazione Tweetdeck fornisce un’interfaccia più personalizzabile, ed è stata acquisita da Twitter nel 2011. “Stiamo esplorando diversi modi per fare in modo che Tweetdeck diventi una cosa di irrinunciabile per i professionisti”, ha detto Villablanca.

I suoi pregi sono anche i suoi forti limiti

Qualcosa sicuramente non va se Twitter cresce così lentamente. Ancora oggi i messaggi sono brevi. l’aspetto della brevità piace, anche se su qualcuno, negli anni del boom, pensava che il limite di 140 caratteri fosse un segno della povertà di spirito del nuovo secolo.
C’è Poi l’aspetto della cronologia in cui compaiono i messaggi: l’ordine di pubblicazione ben si adatta alle notizie flash. La cronologia e la brevità piacciono talmente tanto che fanno della piattaforma un mezzo per la diffusione di dichiarazioni ufficiali: è su Twitter che i politici e i ceo fanno dichiarazioni ufficiali, è il social del cinguettio che ha introdotto (prima di Facebook) una sorta di certificazione di autenticità del proprio profilo.

Ma sono proprio queste caratteristiche che tanto piacciono a rappresentare anche i limiti: un numero alto di utenti significa che l’ordine cronologico rende confusa la bacheca (e gli utenti se ne vanno). Negli ultimi mesi sono stati fatti i tentativi di modifica: è stato introdotto il criterio di rilevanza nell’ordine dei messaggi, ma a poco è servito. E se nei primi anni gli utenti di Twitter sono cresciuti allo stesso ritmo di Facebook, dal 2014 i numeri hanno iniziato a differenziarsi fortemente.

Un’altra modalità di guadagno: vendere gli hastag

Prima di pensare ad un’applicazione a pagamento, Twitter ha sondato altri modi per aumentare i ricavi: vendere gli hastag. In Italia, per esempio, Twitter ha deciso di vendere l’hashtag di #sanremo2017 a TIM, main sponsor della competizione canora per il 2017.

Cosa significa? Accanto ad ogni post pubblicato su Twitter, che aveva per hashtag Sanremo, sarebbe comparso il logo pubblicitario di TIM. Era uno spazio pubblicitario venduto. Gli utenti chescrivevano su Sanremo diventavano, dunque, vettore pubblicitario.

Twitter sanremoLa scelta aveva fatto discutere, ma Twitter stava solo giocando la sua partita: la vendita degli hashtag potrebbe essere un nuovo ed interessante filone di business.

“Non ci sarà più nessun limite allo strapotere dei social, abituiamoci. Tutti gli altri media risultano ormai datati, e quindi le aziende che fanno comunicazione, Rai, Tim ecc ecc giustamente si adeguano”, aveva dichiarato Emanuele Fiano, deputato del Pd.

Twitter vs Facebook, è guerra per i diritti del calcio

Nelle prossime settimane si disputa una partita importante: i social vogliono accaparrarsi l’esclusiva delle partite dei mondiali che verranno trasmesse negli Usa. E mentre Facebook, così, potrà continuare a macinare guadagni, Twitter potrebbe finalmente voltare pagina. Ma in corsa c’è anche Snapchat, alla ricerca di qualcosa che faccia salire la sua quotazione. 

In realtà, i due colossi di internet avrebbero già promesso decine di milioni di dollari a Fox per poter avere i diritti sui momenti salienti delle partite di Russia 2018 che saranno  trasmesse negli Stati Uniti.

La partita è decisamente aperta. Fox, infatti, starebbe ancora valutando se vendere i diritti a un unico acquirente o se dividerli tra i diversi contendenti.

Mondiali 2018Fox, nel 2011, quando si è aggiudicata i diritti statunitensi dei Mondiali del 2018 e del 2022 avrebbe messo sul piatto oltre 400 milioni di dollari. Dunque, vendere i diritti online alle compagnie social potrebbe essere occasione per ammortizzare i costi.

Intanto, un precedente c’è, il mese scorso, Fox Sports ha infatti annunciato una partnership con Facebook per lo streaming in diretta delle partite della Champions League 2017-2018. Non solo: Facebook ha anche stretto un accordo con la Major League Baseball americana, con cui ha un accordo di trasmissione anche Twitter.

Per Twitter aggiudicarsi la trasmissione delle partite potrebbe significare un nuovo inizio.

Dopo un 2016 chiuso malissimo (non è riuscita nemmeno la vendita) e una trimestrale di chiusura che era andata peggio delle attese, il microblog è alla ricerca di una grande occasione per risollevare le sue sorti.

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