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Perchè Twitter vede aumentare i suoi utenti

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Twitter

Twitter vede crescere gli utenti, ma i ricavi pubblicitari restano ancora troppo bassi

Buone notizie per Twitter: il sito di microblogging, nel primo trimestre 2017, diminuisce le perdite e registra un aumento degli utenti. I numeri, però, non bastano per far star tranuillo Jack Dorsey, che si dice positivo sul futuro della piattaforma, pur sapendo che le entrate pubblicitarie saranno molto più basse rispetto ai concorrenti. Ma andiamo per gradi.

Un trimestre positivo (finalmente)

Un trimestre che si chiude meno peggio del previsto. Possiamo definire così i numeri di Twitter nei primi tre mesi del 2017. La piattaforma di microblogging continua a perdere, ma meno.

Sì, il sito ha registrato tra gennaio e marzo, una perdita di 61,56 milioni di dollari, contro il rosso di 79,73 milioni di dollari di un anno fa, con un utile adjusted di 11 centesimi ad azione, superiore alle attese degli analisti che pronosticavano un utile adjusted di un centesimo ad azione.

Novità positive anche sul fronte degli utenti. Cresce il numero di utilizzatori e tocca quota 328 milioni contro i 319 milioni del precedente trimestre e i 310 milioni del primo trimestre del 2016.

Si raccolgono i primi frutti dell’effetto Trump?

È forse Trump la motivazione del momentaneo successo di Twitter. Circa un anno fa, come spiega Bloombeg, il Tycoon aveva “solo” 2 milioni di follower. Durante la campagna elettorale i seguaci son diventati ben 19 milioni. E tutto sembrava finire lì.

E invece, dopo l’elezione a inquilino della Casa Bianca, Donald Trump ha continuato ad utilizzare Twitter, anche per parlare direttamente alle aziende. E allora i follower son passati a 24,3 milioni.

L’aumento del numero di follower si era tradotto in un boom di app Twitter scaricate. “C’è stato un balzo significativo delle App di Twitter scaricate negli Usa e CivicScience ha segnalato un aumento dell’uso”,aveva detto Richard Greenfield di Btig. “Tanta gente, solo per seguire il presidente, sta imparando a usarlo e questo tornerà sicuramente a far crescere la base di utenti”. Ma in realtà tutto questo non è poi inciso granchè.

Bene i numeri, ma non la pubblicità

Se è vero che i numeri crescono, però, è anche vero che sono le entrate pubblicitarie ancora a mancare. La crescita dei ricavi di settore, infatti, continua ad essere, come fa sapere l’azienda, “significativamente” più bassa rispetto a quella dei suoi utenti.

E ora cosa farà Jack Dorsey?

twitterSi dice soddisfatto Jack Dorsey, amministratore di Twitter, “Stiamo raggiungendo il nostro obiettivo di costruire un servizio che le persone usano, ogni giorno, e siamo incoraggiati dall’aumento di audience visto nel primo trimestre“, ha detto Dorsey. “Anche se continuano a esserci venti contrari in termini di fatturato, la società sta mettendo in atto il proprio piano che porterà a una crescita nel lungo termine”, ha aggiunto.

Soddisfazione momentanea a parte, sembra difficile prevedere cosa deciderà di fare l’amministratore delegato, impegnato in questi mesi a cercare una formula di rilancio della società. Se gli utenti continueranno a crescere, ma i ricavi pubblicitari continueranno a restare stabili, con molta probabilità, Dorsey potrebbe nuovamente mettere Twitter sul mercato. Magari i risultati dell’ultima trimestrale spingeranno qualcuno a farsi avanti. In passato si era parlato di Salesforce, Disney e Google, ma tutti poi si sono tirati indietro.

Un nuovo servizio in abbonamento per Twiiter

vendita twitter

Si chiamerebbe Tweetdeck e sarebbe destinato sopratutto ad aziende e professionisti. Ancora poco si sa sul nuovo servizio in abbondamento, dal momento che l’azienda starebbe ancora verificando la sostenibilità dell’idea. Twitter, per ora, sta conducendo un sondaggio tra alcuni utenti “per valutare l’interesse in una nuova versione più avanzata”, ha fatto sapere la portavoce Brielle Villablanca.

L’applicazione Tweetdeck fornisce un’interfaccia più personalizzabile, ed è stata acquisita da Twitter nel 2011. “Stiamo esplorando diversi modi per fare in modo che Tweetdeck diventi una cosa di irrinunciabile per i professionisti”, ha detto Villablanca.

 

Twitter: i suoi pregi sono anche i suoi forti limiti

Qualcosa sicuramente non va.Ancora oggi i messaggi sono brevi. l’aspetto della brevità piace, anche se su qualcuno, negli anni del boom, pensava che il limite di 140 caratteri fosse un segno della povertà di spirito del nuovo secolo.
C’è Poi l’aspetto della cronologia in cui compaiono i messaggi: l’ordine di pubblicazione ben si adatta alle notizie flash. La cronologia e la brevità piacciono talmente tanto che fanno della piattaforma un mezzo per la diffusione di dichiarazioni ufficiali: è su Twitter che i politici e i ceo fanno dichiarazioni ufficiali, è il social del cinguettio che ha introdotto (prima di Facebook) una sorta di certificazione di autenticità del proprio profilo.

Ma sono proprio queste caratteristiche che tanto piacciono a rappresentare anche i limiti: un numero alto di utenti significa che l’ordine cronologico rende confusa la bacheca (e gli utenti se ne vanno). Negli ultimi mesi sono stati fatti i tentativi di modifica: è stato introdotto il criterio di rilevanza nell’ordine dei messaggi, ma a poco è servito. E se nei primi anni gli utenti di Twitter sono cresciuti allo stesso ritmo di Facebook, dal 2014 i numeri sono crollati.

Il caso Twitter-Trump

Twitter, il social network fondato da Jack Dorsey, si è rifiutato di fornire, al dipartimento per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, l’identità del gestore dell’account  @ALT_UCIS  (dove Ucis sta per Us citizenship and immigration serivces), apertamente schierato contro le politiche sull’immigrazione della Casa Bianca.

dorseyLa richiesta era stata fatta a marzo 2016 perché l’amministrazione ha il sospetto che dietro quell’account si nasconda un dipendente di un ufficio federale americano che si occupa di immigrazione. Il profilo fa parte del gruppo di account nati dopo l’insediamento di Trump per contrastare la politica di azione del neo Presidente.

Twitter, però, non solo si rifiutata di rispondere, definendo “illegale” la richiesta ricevuta a marzo, ma ha anche trascinato i Tribunale, denunciando la mancata libertà di espressione sui social network. Così facendo Trump toglie voce a chi esprime posizioni critiche contro l’amministrazione.

“Il diritto di esprimersi liberamente assicurato agli utenti di Twitter e alla stessa Twitter, come previsto dal primo emendamento della Costituzione americana include il diritto di creare questo genere di interventi anonimi o coperti da una pseudonimo”, scrive il social network nella denuncia.

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