Innovazione

Tutto sul cashback di Stato: fatti, numeri, commenti e polemiche sull’app IO

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Che cosa succede all’app IO e al cashback di Stato? Il punto di Carlo Terzano

 

Il detto popolare sostiene che “non ci sia due senza tre”. E difatti quella dell’app IO è stata la terza caduta clamorosa del governo di Giuseppe Conte sulla tecnologia. La prima avvenne nel giorno del dayone per inoltrare le domande per il bonus di 600 euro a favore degli iscritti alla gestione separata dell’Inps: sito in crash per una mezza giornata e, quando per pochi, selezionati, utenti la piattaforma pubblica rinvenne, per un errore tecnico questi si ritrovarono a visualizzare i dati privati di altri pochi, selezionati, utenti. Il presidente dell’Istituto, Pasquale Tridico, diede la colpa agli hacker, ma la sua tesi non ha mai convinto troppo. Il secondo brutto inciampo poche settimane fa: altro clic day, questa volta per intascare il bonus monopattini, altro clamoroso crash di sistema che ha provocato una lunga fila di utenti esclusi e inferociti. Il terzo (per tacere delle recenti polemiche su PagoPA), infine, con una ministra per l’Innovazione, Paola Pisano (M5s), sempre più sulla graticola anche per il flop di Immuni e ormai – pare – con entrambi i piedi fuori dall’esecutivo in caso di rimpasto (ma avrebbe già ottenuto come buona uscita di correre per le amministrative di Torino, dove però non ha lasciato certo un buon ricordo di sé viste le lunghe file notturne all’anagrafe per ottenere la nuova carta d’identità elettronica), alla partenza del cashback di Stato. App in tilt, sistemi che hanno smesso di funzionare e il governo che pensa di estendere l’Extra Cashback di Natale fino all’Epifania.

APP IO IN TILT E LA POSSIBILE PROROGA

Scrive il Corriere della Sera nel retroscena che annuncia i tempi supplementari per l’Extra Cashback di Natale: “La falsa partenza ha fatto perdere la pazienza anche al presidente del consiglio Giuseppe Conte, che si era speso in prima persona per il programma di incentivi sui pagamenti elettronici. E per questo, al di là delle scuse per i disagi e delle dichiarazioni pubbliche che parlano di numeri record, c’è una notevole irritazione verso PagoPa, la società controllata da Palazzo Chigi che gestisce il programma”.

COSA È SUCCESSO

I numeri del resto sono importanti: nel giorno di avvio dell’Extra Cashback di Natale il sistema ha contato 2,3 milioni di strumenti di pagamento attivati sia tramite la App Io, sia attraverso i canali alternativi messi a disposizione degli altri operatori. Nel dettaglio, sull’app della pubblica amministrazione sono state caricate 1.157.840 carte di debito e carte di credito cui si aggiungono 122.685 carte pagoBancomat. Il Cashback di Stato ha trainato anche i download dell’App IO, finora abbastanza ignorata dagli utenti: 7,6 milioni di download, con 2,3 milioni di utenti attivi nelle ultime 24 ore e picchi di oltre 14mila operazioni al secondo, anche gli altri canali non sono da meno.

PER FORTUNA C’È STATO IL SOCCORSO DEI PRIVATI

Una ondata cui i sistemi non hanno retto, benché fosse prevista e perfino auspicata dallo stesso esecutivo. Per fortuna la possibilità di registrarsi al Cashback di Stato senza passare dall’App Io offerta da diversi sistemi di pagamento privati ha sgravato il portale della PA di un buon numero di accessi. Satispay, la fintech italiana dei pagamenti digitali, ha raddoppiato le iscrizioni dal 4 dicembre a oggi, superando le 5mila nuove al giorno. Insieme agli altri operatori che già rendono disponibile il servizio – ovvero Poste Italiane, Nexi, Hype e Banca Sella – i canali alternativi alla app pubblica hanno registrato l’attivazione di 975.573 strumenti di pagamento elettronici.

CHI DIFENDE IL TRISTE EXPLOIT DEL CASHBACK DI STATO

I soli a difendere il debutto con vistoso inciampo sul proscenio del cashback di Stato sono, guarda caso, gli altri attori coinvolti. Il primo è Alberto Dalmasso, numero 1 di Satispay, che in un’intervista a Repubblica commenta: «Per prima cosa ci tengo a dire che questo progetto come idea è nato meno di tre mesi fa, e il fatto che si sia riusciti a metterlo in piedi è impressionante. Per me quelli di PagoPa, la società che sta digitalizzando i pagamenti della pubblica amministrazione come nessuno prima, sono stati degli eroi». «È stata un’operazione unica in Europa», gli fanno eco, sempre dalle colonne di Repubblica, i funzionari di PagoPA, nell’occhio delle polemiche tanto quanto la ministra Pisano.

L’AMMISSIONE DI PALAZZO CHIGI

Eppure, ancora ieri sera Palazzo Chigi faceva sapere che “è possibile che alcuni disagi si manifestino anche nelle prossime ore” visto il ritmo di accessi della giornata, ma “si continua a lavorare per risolvere nel più breve tempo possibile tutti i disservizi, che già oggi sono stati mitigati dall’attività che PagoPA S.p.A. sta effettuando insieme al partner tecnologico SIA S.p.A”.

CHI ATTACCA IL CASHBACK DI STATO

Una situazione problematica ben fotografata dai cinguettii di Matteo Flora, professore in Corporate Reputation & Business Storytelling e in Data Driven Strategies nonché fondatore di The Fool, società attiva nel settore del Customer Insight: “Sono le 6 del mattino del TERZO GIORNO, e l’app @IOitaliait ancora non funziona. Mi pare evidente che non sia un problema di traffico e che a questo punto l’incompetenza diventa palese E dovrebbero essere cercate le responsabilità. In un paese civile non è concepibile che accada.”

 

 

 

Ha scritto invece Umberto Rapetto, giornalista, scrittore e docente universitario molto attento ai temi dell’innovazione e della cybersecurity in un editoriale dal titolo eloquente (Il masochismo di stato: app IO e cashback meglio di un feroce bondage): “L’operazione “cashback”, che doveva tenere impegnati gli italiani in questi giorni che precedono il Natale più triste del dopoguerra, ha raggiunto livelli di umoristica drammaticità tali da impedire qualunque commento sensato. I responsabili comunicano che “PagoPA” è al lavoro per superare ritardi e malfunzionamenti. La colpa non è naturalmente da addebitarsi a loro, ma alla troppa gente che – pur di vedersi restituire 150 euro – si è cimentata nel download e nell’installazione della app IO e nella registrazione al servizio molto spesso (o quasi sempre) senza arrivare alla fine del penoso e immeritato Calvario”. Questi insomma i numeri e le opinioni. Ma siamo convinti che vi sarete già fatti in merito un’idea ben precisa sul funzionamento del sistema tastandone con mano l’efficienza o, al contrario, i bug e i crash ripetuti.

IL RUOLO DI SIA SECONDO OVAL MONEY

Simone Marzola, Cto a Oval Money, ha sostenuto al Foglio che ad avere un problema sia stata SIA SpA, società che eroga soluzioni e tecnologie per il settore bancario e finanziario, e che gestisce il portafoglio delle carte di credito (quello che molti utenti non riescono a proprio a vedere). Tuttavia, come osserva l’ingegner Vittorio Bertola, capo del settore policy & innovation a Open-Xchange, “se il tuo ruolo è fare da frontend a un servizio, sta a te assicurarti che anche il backend possa reggere al carico atteso. Per non parlare del rilascio il 7 dicembre per l’8 quando da agosto la data annunciata di avvio era il primo dicembre”.

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