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Tutti i mugugni sulla Lotteria degli scontrini

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Lotteria degli scontrini: come funziona e come si discute

 

Lotteria degli scontrini finalmente al via. Se ne parla da anni e questo esecutivo aveva deciso di farla partire una volta per tutte. La prima estrazione sarebbe dovuta avvenire lo scorso luglio, ma è stata differita dal decreto Rilancio (decreto legge n. 34/2020) al 1° gennaio 2021, quindi posticipata di un altro mese, in considerazione sia dell’assenza delle coperture destinate alle misure emergenziali nella lotta alla pandemia, sia per via “delle oggettive difficoltà degli esercenti legate all’emergenza da Coronavirus”. Tuttavia, non sono mancate né le polemiche sull’effettiva utilità della misura, né i dubbi su possibili risvolti legati alla privacy degli utenti per via di alcune limitazioni della registrazione online. Ma andiamo con ordine.

CHE COS’È LA LOTTERIA DEGLI SCONTRINI

Tutti i cittadini maggiorenni e residenti in Italia potranno partecipare effettuando un acquisto di importo pari o superiore a 1 euro ed esibendo il loro codice lotteria. Ogni acquisto genera un numero di biglietti “virtuali” che consentono la partecipazione: ogni euro speso dà diritto a 1 biglietto virtuale, fino a un massimo di 1.000 biglietti per un acquisto pari o superiore a 1.000 euro.

Prima dell’emissione dello scontrino è necessario chiedere all’esercente di abbinare allo stesso il proprio “codice lotteria”, cioè il codice alfanumerico che si ottiene accedendo all’area pubblica del “Portale lotteria” (www.lotteriadegliscontrini.gov.it), messo a disposizione dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

LE ESTRAZIONI DELLA LOTTERIA DEGLI SCONTRINI

Giovedì 11 marzo è fissata la prima estrazione mensile che distribuirà premi da 100.000 euro a 10 acquirenti e premi da 20.000 a 10 esercenti a fronte di scontrini trasmessi e registrati al Sistema lotteria dal 1° al 28 febbraio. Da giugno si aggiungeranno le estrazioni settimanali che distribuiranno ogni settimana 15 premi da 25.000 euro per chi compra e 15 premi da 5.000 euro per chi vende. A inizio del prossimo anno si terrà la prima estrazione annuale che premierà uno degli acquisti effettuati dal 1° febbraio al 31 dicembre 2021 assegnando 5 milioni di euro a un acquirente e 1 milione di euro a un esercente.

DUBBI DI VARIA NATURA

Sulla misura, rientrante nel Piano Italia Cashless assieme ai vari tipi di cashback, vertono dubbi di diversi ordini, che proveremo a riepilogare. A iniziare da quelli sull’effettiva utilità della stessa. Il fine è difatti combattere l’evasione fiscale ma, fanno notare i detrattori, agli acquisti nei supermercati o nei negozi di maglieria, per fare un esempio, segue puntualmente l’emissione di uno scontrino fiscale. Eppure con i soldi pubblici si coprirà ogni sorta di spesa, anche nelle catene di supermercati, dove chi è alla cassa è un dipendente e non ha certo ragione di passare qualcosa sottobanco (anzi, creerebbe disguidi poi in fase di inventario). Per questo chi critica la misura sostiene che avrebbe dovuto concentrarsi esclusivamente sulle spese di beni o servizi presso le categorie a rischio: professionisti ed esercenti nel settore della ristorazione. L’altro dubbio sollevato è dovuto alla necessità di pagare, per partecipare, tramite carta di credito, prepagate, bancomat o app, mossa che penalizza chi non ne dispone e si affida perciò ai contanti (tutt’ora pienamente validi per i pagamenti, occorre sottolinearlo) e i negozianti.

COSA DICONO I NEGOZIANTI

Negozianti che difatti lamentano di essere stati ignorati in fase decisionale dal governo. “La lotteria degli scontrini  parte in un momento sbagliato: se fosse un’iniziativa privata sarebbe destinata al fallimento. I costi superano i benefici e i negozi non hanno avuto il tempo per adeguarsi”, ha commentato Enrico Postacchini, l’incaricato commercio e città di Confcommercio. Al 20 dicembre su un 1,4 milioni di registratori telematici installati per la trasmissione telematica dei corrispettivi, solo 700.000 erano stati aggiornati per poter far partecipare i consumatori alla lotteria degli scontrini. Per aggiornare i registratori telematici e acquistare il lettore ottico per la lettura del codice lotteria, un esercente spende in media 300 euro. “Un costo esagerato e inopportuno in una fase estremamente difficile in cui molti commercianti hanno notevoli difficoltà finanziarie a causa della crisi economica dovuta alla pandemia in corso”, ha sottolineato Postacchini che ha poi spiegato che per gli adeguamenti “servono oltre 1 ora e mezza” e che c’è “un problema oggettivo legato alle difficoltà tecniche di chi dovrebbe appontare lo strumento di rispondere alle richieste”.

E LA PRIVACY?

Il sistema di registrazione online per ottenere il codice lotteria (una sorta di “pseudonimo” alfanumerico, composto da 8 caratteri, che viene associato al codice fiscale del consumatore in maniera univoca e casuale, senza alcun obbligo di identificarsi. Ogni consumatore può generare più codici, tutti ugualmente validi per partecipare alla lotteria) ha passato il vaglio del Garante della Privacy lo scorso autunno: “Lo schema tiene conto delle indicazioni fornite dal Garante nelle interlocuzioni sul progetto di lotteria avviate con le due Agenzie sin dal 2019, così da assicurare la piena conformità al Regolamento europeo sulla privacy (Gdpr). In considerazione del rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche che caratterizza i trattamenti necessari per dare inizio alla lotteria, le Agenzie hanno trasmesso all’Autorità anche due valutazioni di impatto (Dpia) sulla protezione dei dati dei soggetti coinvolti”.

 

LA POLEMICA VIA TWITTER COL GARANTE

Non la pensa così Alfonso Fuggetta, docente del Politecnico di Milano nonché autore di “Cittadini ai tempi di Internet” e “Il Paese Innovatore”, che via Twitter rileva come di fatto chiunque possa, armato di un codice fiscale non suo, ottenere un codice lotteria.

 

Interpellato in merito, l’avvocato Guido Scorza, componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, ha però risposto: “Non esiste nel sistema – per quanto noto – nessuna associazione tra chi acquista cosa. L’unico rischio è che tu vinca senza aver voluto partecipare alla lotteria ma sarebbe la conseguenza di una violazione privacy di qualcuno sanzionabile”. Nel tweet successivo, una ventina di minuti dopo, Scorza però aggiunge: “Verifichiamo”.

 

Insomma, forse non ci sarà violazione della privacy, ma, senza un controllo incrociato, chiunque può di fatto registrare altre persone senza il loro permesso, con il danno per queste ultime di non riuscire più a registrarsi al sistema perché il proprio C.F. è stato già iscritto da terzi, rischiando anche di finire vittime inconsapevoli di potenziali truffe. Non sembra nemmeno agevole la via studiata in quel caso per uscire dal sistema o riuscire a riprendere le briglie dopo che qualcuno si è registrato al posto nostro: occorre la SPID. Passaggi troppo complicati per un meccanismo che dovrebbe essere alla portata di tutti e che invece risulta fin troppo semplificato in fase d’accesso, tanto da lasciare la porta aperta forse a eventuali malintenzionati, quanto non altrettanto agevole in fase di modifica del profilo degli iscritti.

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