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Microsoft e Amazon in testa per la gara del Pentagono sul cloud

di

Amazon Pentagono

Il Pentagono ha annunciato che Amazon e Microsoft sono i due finalisti nella gara per il contratto da 10 miliardi di dollari

Ne sono rimasti soltanto due. Da luglio 2018 le big tech statunitensi hanno gareggiato per aggiudicarsi una maxi-commessa da 10 miliardi di dollari con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per fornire un servizio di cloud computing. “Uno dei più grandi contratti di tecnologia dell’informazione federale nella storia”, secondo il New York Times. Tra Google, Oracle, Ibm, Amazon e Microsoft soltanto quest’ultime due sono rimaste in gara.

Mercoledì scorso, la portavoce del Dipartimento della Difesa Elissa Smith ha dichiarato che solo Amazon e Microsoft hanno soddisfatto “i requisiti minimi” per il progetto Jedi. Ecco i dettagli.

IL PROGETTO JEDI

Lo scorso luglio il dipartimento della Difesa americano ha aperto la gara per la realizzazione della sua Joint Enterprise Defense Infrastructure (il cosiddetto progetto Jedi), a beneficio di tutti i rami del Pentagono, tra cui lo U.S. Cyber Command e la Disa (Defense Information Systems Agency).

CLAUSOLA DEL WINNER-TAKE-IT-ALL

Il progetto Jedi prevede il trasferimento di enormi quantità di dati interni al Pentagono su un sistema di cloud sicuro commercialmente funzionante. Il vincitore del contratto, che doveva essere annunciato entro la fine del 2018, può essere uno soltanto che rispetti tutti i requisiti e possieda le certificazioni richieste per gestire anche dati Top Secret. La decisione del fornitore unico è stata assai controversa ma difesa dal Pentagono asserendo che il ritmo di gestione degli ordini di lavoro in un contratto a premi multipli potrebbe impedire al DoD di fornire rapidamente nuove funzionalità e una migliore efficacia.

CHE NON PIACE AI PARTECIPANTI

La regola del fornitore single-award non piace alle aziende in quanto l’unico vincitore potrebbe godere di un vantaggio in altri contratti governativi. Dopotutto, se il provider prescelto getterà le basi per il cloud per il Dipartimento della Difesa, si troverà poi in una buona posizione rispetto ai concorrenti per altri contratti con requisiti simili.

I REQUISITI STRINGENTI

Da subito, Amazon e Microsoft sono stati considerati come front-runner nella corsa dal momento che avevano ottenuto in precedenza autorizzazioni di sicurezza federali di livello superiore. Le rivali Ibm e Oracle sono state escluse proprio perché non soddisfacevano i requisiti necessari per il contratto.

GOOGLE AUTOESCLUSA

Pochi giorni prima della scadenza del termine per la domanda di gara lo scorso 12 ottobre, Google ha annunciato che non avrebbe presentato un’offerta. Il gigante tecnologico di Mountain View si è ritirato dalla competizione in quanto il progetto avrebbe potuto entrare in conflitto con i principi aziendali per l’uso etico dell’intelligenza artificiale. La società del motore di ricerca numero uno al mondo era nel bel mezzo di un rifiuto dei dipendenti per quanto riguarda il suo lavoro con il Dipartimento della Difesa su un progetto di intelligenza artificiale chiamato Progetto Maven.

ORACLE NON CI STA

Tornando ai concorrenti in gara, Oracle ha cercato in tutti i modi di aggiudicarsi il contratto. Ad agosto l’azienda ha depositato protesta formale presso il GAO (Government Accountability Office), che vigila sulla regolarità delle procedure d’appalto pubbliche, sostenendo l’irregolarità della gara in quanto non garantisce un’adeguata concorrenza tra i diversi fornitori. Non paga, a dicembre l’azienda californiana ha depositato una causa presso la Court of Federal Claims degli Stati Uniti accusando la gara viziata da conflitti di interessi e requisiti ingiusti.

GARA IMPANTANATA

Tra le accuse mosse da Oracle, l’impatto negativo sul processo di acquisizione governativo di Deap Ubhi, ex dipendente del Dipartimento della Difesa passato ad Amazon Web Services che avrebbe spinto a favore del colosso tecnologico di Jeff Bezos. Il Pentagono ha dichiarato di aver indagato sulla vicenda giungendo alla conclusione che l’ex dipendente non ha “avuto alcun impatto negativo sull’integrità del processo di acquisizione”.

MICROSOFT VS AMAZON

Dunque, in gara restano soltanto Microsoft e Amazon. Sono i due principali fornitori di infrastrutture cloud sul mercato, sebbene Microsoft sia molto indietro con una quota di mercato del 13 o 14 percento rispetto ad Amazon che con  circa il 33% si conferma leader del settore. Tuttavia, come ha evidenziato TechCrunch, l’azienda guidata da Satya Nadella dispone di strumenti e risorse molto interessanti, in particolare Azure Stack, una versione mini privata della piattaforma cloud Microsoft Azure, in grado di resistere ovunque, un approccio che avrebbe un grande appeal per i militari. Si tratta di una decisione difficile per il DoD in quanto entrambe le società hanno esperienza con i contratti governativi ed entrambe presentano punti di forza e di debolezza. Il Pentagono si riserva di assegnare il contratto Jedi a una delle due entro la metà di luglio.

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