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Touchdown per Perseverance, il rover della Nasa su Marte. Ecco com’è andata e qual è il ruolo dell’Italia

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Perseverance Marte

Perseverance, il rover della missione Nasa, con a bordo anche uno strumento italiano, è approdato su Marte

 

Touchdown per Perseverance su Marte.

Nella serata del 18 febbraio il rover della missione Nasa Mars 2020 è atterrato con successo sul suolo marziano.

Il sito scelto per l’ammartaggio è il cratere Jezero, un grosso bacino che un tempo ospitava un lago marziano, in cui si pensa possano essere state preservate antiche forme di vita.

Perseverance è il cardine della missione Mars 2020, prima tappa dell’ambizioso programma Mars Sample Return della Nasa con l’Agenzia spaziale europea (Esa).

Nei prossimi 10 anni — con missioni spaziali tra il 2020 ed il 2030 — il programma Mars Sample Return punta infatti, per la prima volta nella storia, a raccogliere campioni di roccia e polvere dalla superficie di Marte per analizzarli poi sulla Terra.

Il rover Perseverance ha trasmesso la sua prima immagine del pianeta rosso.

Inizia così la missione dell’agenzia spaziale Usa per scoprire se, miliardi di anni fa, il pianeta rosso ospitasse forme di vita.

Tutti i dettagli.

SUPERATI I “7 MINUTI DI TERRORE”

Superati i “sette minuti di terrore”, la delicatissima manovra con la quale il vettore è passato da 20 mila a zero chilometri orari, si è aperto il paracadute e il robot ha iniziato alle 21:55 italiane la sua avventura alla ricerca di indizi di vita.

Nella prima immagine inviata da Marte, si vede anche l’ombra del rover.

LA MISSIONE MARS 2020 DELLA NASA

Lanciata il 30 giugno 2020, la missione Mars 2020 del Jet Propulsion Laboratory della Nasa ha percorso quasi 3,9 milioni di chilometri in poco più sette mesi. È la terza a raggiungere Marte nell’arco di dieci giorni, dopo la missione Hope degli Emirati Arabi e la Tianwen-1 della Cina.

Delle tre missioni, sarà però la prima a rilasciare un rover sul suolo marziano. L’atterraggio del satellite orbitale cinese Tianwen-1 sarà tentato in primavera.

Costata tre miliardi di dollari, la missione durerà due anni e, oltre a cercare di rispondere a domande chiave sulla storia e l’evoluzione di Marte, ha lo scopo di porre una pietra miliare sulla strada verso l’obiettivo di trasportarvi un giorno esseri umani.

QUINTO ROVER DELLA NASA A CALPESTARE IL SUOLO MARZIANO

Perseverance è il quinto rover della Nasa a muovere le sue ruote su Marte.

Le precedenti missioni marziane della Nasa, tra cui Curiosity e Opportunity, hanno suggerito che Marte, miliardi di anni fa, fosse un pianeta umido con un ambiente potenzialmente adatto alla vita.

COSA FARÀ PERSEVERANCE SU MARTE

Perseverance cercherà di trovarne traccia, grazie a una strumentazione per analizzare le rocce e possibili tracce chimiche di vita organica, le cosiddette ‘biofirme’ nel cratere Jezero, che secondo gli scienziati è stato un lago. Il rover raccoglierà anche campioni dalla superficie marziana che tra 10 anni verranno riportati sulla Terra da una missione congiunta della Nasa con l’agenzia europea Esa.

Il rover possiede infatti un intero set di strumenti scientifici nuovi — dai microfoni, che ci permetteranno per la prima volta di ascoltare i suoni di Marte, al  primo elicottero marziano, Ingenuity — tra cui uno strumento italiano. Si tratta del microriflettore LaRA (Laser Retroreflector Array), realizzato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) per conto dell’Agenzia spaziale italiana.

L’AVVIO DEL PROGRAMMA MARS SAMPLE RETURN DI NASA ED ESA

La missione Mars 2020 segna dunque l’avvio del programma Mars Sample Return (Msr), di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Al programma contribuisce anche l’industria italiana con il gruppo Leonardo.

IL CONTRIBUTO DELL’ITALIA CON LEONARDO

I campioni raccolti da Perseverance saranno inseriti in contenitori e depositati in luoghi precisi. Del recupero si occuperà la missione prevista nel 2026 e nel 2031 un’altra missione dovrà portarli a Terra.

Nell’ambito della campagna ‘Mars Sample Return’ della Nasa, in collaborazione con l’Esa, Leonardo ha siglato un contratto con Airbus per la fase di studio avanzata (Advanced B2) del braccio robotico del Sample Fetch Rover (Sfr) dell’Esa. Il colosso dell’aerospazio e difesa italiano ha ottenuto inoltre dall’Esa il finanziamento per proseguire lo studio del Sample Transfer Arm (Sta) per il lander della Nasa.

Leonardo sta progettando e studiando a Nerviano (MI) i prototipi dei due bracci robotici di questa missione.

Il primo, più piccolo e agile (avrà 6 gradi di libertà e sarà estendibile fino a circa 110 cm), dovrà essere montato sul Sample Fetch Rover dell’Esa, che viaggerà sul suolo per raccogliere con una “pinza” i contenitori. Il secondo, invece, più robusto (avrà 7 gradi di libertà e supererà i 2 metri di estensione), sarà sul Sample Retrieval Lander della Nasa per muovere i contenitori dal rover alla capsula che sarà lanciata in orbita.

IL RUOLO DI THALES ALENIA SPACE NELLA TERZA MISSIONE MARS SAMPLE RETURN

Per Msr, Leonardo contribuirà anche all’Earth Return Orbiter (Ero) attraverso Thales Alenia Space che sarà responsabile della fornitura del sistema di comunicazione che consentirà la trasmissione dei dati tra Terra, Ero e Marte. Progetterà inoltre l’Orbit Insertion Module e gestirà la fase di Assembly Integration and Test (AIT) per il modello Proto-Flight della sonda Ero, nelle sue camere pulite di Torino e Tolosa.

La joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), ha infatti firmato con Airbus Defence and Space, prime contractor del programma, l’Autorizzazione a Procedere (Atp) per contribuire allo sviluppo dell’Ero. La prima tranche del contratto di circa 11 milioni di euro coprirà le prime attività di sviluppo e progettazione, mentre il valore contrattuale globale è di circa 130 milioni di euro.

Il tutto dovrebbe concludersi nel 2031, con il rientro sulla Terra dei campioni. Lo studio di questi campioni permetterà di comprendere meglio il Pianeta Rosso, aprendo una nuova era per l’esplorazione di Marte.

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