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Spazio, come la Difesa del Regno Unito mette in allerta su Cina e non solo

Spazio

Tutti i dettagli sul documento pubblicato dalla Camera dei comuni inglese a marzo sulla difesa spaziale. L’articolo di Giuseppe Gagliano

 

Quali sono stati i punti salienti del documento pubblicato dalla Camera dei comuni inglese a marzo sulla difesa spaziale?

Innanzitutto questo report è il risultato di una franca quanto interessantissima discussione avvenuta fra alcuni dei più autorevoli esponenti del settore militare inglese oltre che di quello ministeriale. A questa riunione hanno infatti preso parte James Heappey, Ministro delle Forze Armate, George Freeman, Ministro della Scienza, della Ricerca e dell’Innovazione, il Vice Maresciallo dell’Aeronautica Harvey Smyth, Direttore Spazio, Ministero della Difesa e Rebecca Evernden, Direttore Spazio, Dipartimento per le Imprese, Energia e strategia industriale.

In secondo luogo gli argomenti affrontati vi è quello naturalmente della pericolosità — anche a livello di strategia spaziale — posta dalla Cina: il Dragone sta infatti facendo rapidi progressi con i suoi programmi spaziali di difesa e quindi il Regno Unito insieme ai suoi alleati deve fare di tutto per rispondere a questa offensiva cinese. L’Inghilterra infatti è pienamente consapevole della centralità del dominio spaziale e proprio per questo ha stanziato 85 milioni di sterline da spalmare nei prossimi 10 anni per aumentare la capacità di consapevolezza del dominio spaziale.

A proposito della Cina è stato osservato che gli investimenti cinesi in Argentina — parliamo di circa 23 miliardi di sterline — vengono visti dall’Inghilterra con molta preoccupazione vista l’importanza che ha l’Argentina per lo spazio e in modo particolare il ruolo che viene rivestito dalle Isole Falkland. Proprio per questo potrebbe essere utile posizionare un radar proprio in queste isole per contenere la politica offensiva cinese a livello spaziale.

In terzo luogo più volte relatori hanno sottolineato quanto sia indispensabile la partnership con gli Stati Uniti con la quale si è creato ormai da molto tempo un meccanismo di condivisione ottimale dei dati derivato dallo spazio che contribuisce a far comprendere all’Inghilterra cosa stia succedendo in un’orbita geostazionaria a 36.000 km dalla terra.

In quarto luogo uno delle infrastrutture centrali che consente all’Inghilterra di monitorare con attenzione ciò che avviene a livello spaziale è il radar per missili balistici presso la Raf di Fylingdales. I dati vengono analizzati presso il centro operativo spaziale di High Wycombe, inviati negli Stati Uniti e restituiti nel Regno Unito. Infatti esiste una collaborazione, una rete, di centri in tutto il mondo, di cui il radar della RAF Fylingdales contribuisce con i dati alla raccolta complessiva.

In quinto luogo una delle tendenze dell’ingegneria spaziale è la costruzione di satelliti della dimensione di un tostapane o della dimensione di uno scatola da scarpe che avranno enormi capacità e cioè i cosiddetti nano satelliti o nanosat. In particolare in a Glasgow esiste una società chiamata Spire specializzata proprio in questi nano satelliti che servono anche a monitorare il cambiamento climatico ma anche alla raccolta di informazioni.

Infine i relatori hanno compiuto un’osservazione molto interessante sotto il profilo politico-strategico che certamente conferma quanto più volte hanno sostenuto i francesi. A cosa stiamo alludendo? Stiamo alludendo al fatto che l’Inghilterra intende rafforzare la sua partnership con gli Stati Uniti anche attraverso il Canada ma soprattutto stiamo alludendo al fatto che in questo documento molto esplicitamente viene affermato che è necessario evitare che l’Europa possa diventare autonoma a livello strategico rispetto alla Nato perché sarebbe inutile oltre che nocivo alla Nato stessa.

Giuseppe Gagliano

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