Skip to content

tsmc

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Disinnescato lo sciopero in Samsung l’agitazione paralizzerà Tsmc e il mercato dei chip?

Gli accordi di partecipazione agli utili a favore dei propri dipendenti stretti nel 2024 da Sk Hynix e nelle ultime ore da Samsung potrebbero spingere i lavoratori del colosso dei chip taiwanese Tsmc a minacciare di incrociare le braccia. Anche perché nell'azienda serpeggia il timore che i piani alti stiano pensando di tagliare i bonus visti i miliardi investiti in ricerca e sviluppo. Tutto ciò mentre i conti volano battendo ogni record

Disinnescato in zona Cesarini il colossale sciopero che avrebbe potuto travolgere la Big Tech sudcoreana Samsung e, a cascata, il settore dei chip già alle prese con la crisi delle Ram, quell’accordo siglato tra la dirigenza e i rappresentanti dei lavoratori potrebbe adesso spingere i dipendenti di altre aziende di semiconduttori, oggi sulla cresta dell’onda per l’esplosione del comparto grazie all’Ai, a incrociare le braccia. Non a caso nella vicina Taiwan le medesime agitazioni potrebbero detonare nel colosso Tsmc.

TSMC VERSO LO SCIOPERO GENERALE?

A mettere in stato di allerta i lavoratori l’ipotesi, mai ufficializzata, di una riduzione dei premi fino al 15%. Questo mentre i bilanci dell’azienda taiwanese leader nella produzione di semiconduttori continuano a infrangere record su record. Ancora il mese scorso presentando la propria trimestrale Tsmc ha reso noto un aumento del 35 per cento nei ricavi a 30,5 miliardi di euro.

Contemporaneamente, però, l’azienda investe come non mai in R&D per riuscire a stare dietro alla domanda di prodotti sempre più performanti e, come in Samsung, anche tra i suoi lavoratori si è diffuso il sospetto che la dirigenza stia scaricando sui dipendenti parte di quei costi, evitando di distribuire i bonus legati ai risultati finanziari come fatto finora.

Tsmc, dal canto suo, avrebbe risposto che i bonus di profit sharing dovrebbero crescere nel 2026 più rapidamente rispetto al 2025, ma questo non avrebbe tranquillizzato gli animi. Nel 2025, sulla base delle prestazioni, il bonus medio per dipendente della realtà di Taiwan dovrebbe aggirarsi attorno agli 87.000 dollari. E i lavoratori battono cassa.

I PRECEDENTI PER EVITARE LE SERRATE

Anche perché i precedenti in tal senso ormai non mancano. Il fornitore sudcoreano di memorie Dram SK Hynix aveva raggiunto fin dal settembre 2024 un accordo coi rappresentati dei lavoratori che eliminava il tetto dei bonus fino ad allora fissato a dieci mensilità base, destinando piuttosto il 10% dell’utile operativo annuale al fondo premi.

Poche ore fa, invece, i dipendenti di Samsung Electronics hanno strappato alla dirigenza un accordo – che i media hanno già definito storico – di partecipazione agli utili dal momento che dovrebbe garantire ai lavoratori della divisione dei chip di memoria un bonus medio di quasi 400.000 dollari. I 78.000 dipendenti del settore dei semiconduttori che minacciavano di paralizzare gli impianti per 18 giorni hanno deciso di seppellire l’ascia di guerra alla notizia, insperata, che riceveranno il 10,5% degli utili operativi dell’azienda. Anche perché questo bonus si aggiunge all’1,5% già erogato tramite i piani di incentivazione esistente.

LA COREA FARA’ SCUOLA PURE IN ITALIA?

“Da noi ‘è stata l’Ai ‘giustifica riduzioni di personale e cancella la responsabilità manageriale. In Corea del Sud l’intelligenza artificiale giustifica un superciclo di profitti record e cancella la domanda di chi abbia diritto a una quota. Stessa logica, due direzioni. Stesso alibi”, scrive Marco Bentivogli sul Foglio. Per l’ex leader dei metalmeccanici della Cisl “lo sciopero Samsung, anche sospeso, rappresenta il primo laboratorio della contrattazione collettiva nell’era dell’Ai. Studiarlo è una precondizione per chi pensa al lavoro come questione di democrazia, non come variabile residuale dell’innovazione. Non per imitarlo ma per capire prima quali domande arriveranno anche qui”.

Torna su