Chi oggi si invola verso la quarta decade sarà senza dubbio cresciuto con in casa un gran numero di marchi nipponici: Panasonic, Hitachi, Sharp e Fujitsu solo per fermarsi a quelli più noti. Eppure, senza che ce ne accorgessimo, quei brand ormai familiari negli ultimi anni sono silenziosamente scivolati via dalle nostre abitazioni, sostituiti da elettrodomestici sudcoreani (Samsung ed Lg su tutti) e cinesi (da Hisense a Xiaomi). La giapponese Sony, che ha recentemente deciso di concentrarsi sull’intrattenimento domestico e, dunque, anche sul ramo tv per non fare la fine delle connazionali ha deciso di allearsi con la capofila cinese: Tcl.
SE NON PUOI BATTERLI…
Secondo gli ultimi dati di vendita globali divulgati al solito da Counterpoint sul finire di maggio, il Sol Levante fatica a sorgere ancora nel mondo dei televisori. Samsung si conferma ancora una volta leader indiscusso, con una crescita dell’8 per cento, ma la cinese TCL ha effettuato nel trimestre un balzo del 20 per cento. Questo anche grazie all’inedita alleanza con Sony che le ha permesso di controllare la divisione Bravia al 51 per cento (il restante 49 è ancora nelle mani dei giapponesi).
L’operazione dal valore complessivo stimato in circa 102,8 miliardi di yen – pari a circa 640 milioni di euro – sembra dare a Tcl il boost adatto per arrivare a insidiare il colosso sudcoreano. Ma soprattutto la dice lunga sull’incapacità dei marchi nipponici di farsi ancora largo da soli e senza puntelli esterni in un settore in cui, per tutti gli anni ’90 e nel primo scampolo del millennio successivo, non parevano avere rivali: la tecnologia.
PANASONIC CEDE IL PASSO ALLA CINESE SKYWORTH
Un’ulteriore prova di quanto appena scritto arriva da un’altra alleanza cino-nipponica. A inizio anno una delle conterranee più note di Sony, che s’era a lungo imposta coi suoi televisori nei salotti di tutto il mondo, ovvero Panasonic, ha infatti ceduto il ramo TV alla cinese Skyworth che afferma di essere “tra i primi tre fornitori globali della piattaforma Android TV”. Non una alienazione vera e propria, ma una partnership nella quale i giapponesi rivestiranno un ruolo marginale.
“In base all’accordo, il nuovo partner guiderà le vendite, il marketing e la logistica in tutta la regione, mentre Panasonic fornirà la propria esperienza e la garanzia di qualità per sostenere i suoi rinomati standard audiovisivi con uno sviluppo congiunto completo sui modelli OLED di fascia alta”, ha annunciato l’azienda giapponese secondo quanto riportato sulla testata specializzata FlatpanelsHD.
Un bel ridimensionamento per un’azienda che all’inizio degli anni 2010 controllava oltre il 40% del mercato globale dei televisori al plasma, come ricordano su TechSpot. Poi però la multinazionale giapponese non è più riuscita a mantenere le medesime quote di mercato con l’imporsi di altre tecnologie impiegate nella creazione dei televisori panoramici, a tal punto da ritirarsi nel 2016 dal mercato statunitense, salvo poi ritornarci nel 2024, restando però ai margini.
CHI HA GETTATO LA SPUGNA
Non tutti i marchi nipponici sono rimasti a combattere fino all’esaurirsi delle proprie forze, come veri samurai. Altri protagonisti delle nostre serate a base di film e pop-corn come Sharp, Toshiba, Hitachi e Pioneer hanno già da molto tempo abbandonato il settore lasciando il mercato alle rivali. Un problema non indifferente per l’economia dell’intero arcipelago giapponese, già zavorrata da un debito al 240 per cento del Pil e alle prese con l’ormai ineludibile invecchiamento della popolazione che non è controbilanciato dalla natalità: nel 2025 in tutto il Giappone si sono registrati circa 705.800 nuovi nati, ennesimo minimo storico dall’inizio delle rilevazioni statistiche nel 1899.
SOL CALANTE SULL’HI-TECH NIPPONICO?
Anche perché è tutta l’industria a rischiare di cedere il passo alle rivali dell’area, dal Sud Corea alla Cina. In campo automobilistico Toyota è l’auto più venduta al mondo, ma la decisione di non puntare sull’elettrico potrebbe avvantaggiare i marchi cinesi, che peraltro hanno a bordo tanta tecnologia, fattore oggi vincente al concessionario. La sola partnership nipponica che avrebbe potuto dire qualcosa in tal senso, tra Sony e Honda per auto elettriche hi-tech dal marchio Afeela, è miseramente naufragata quest’anno, stante la necessità della casa automobilistica di rimettere i conti in carreggiata. Dove al momento il Giappone non ha rivali è nella produzione di console da gioco: PlayStation e Nintendo finora si sono imposti su tutti i rivali, dall’americana Xbox alle piattaforme di Steam fino alle risposte della cinese Lenovo, ma per quanto tempo ancora?






