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Social Network: ecco chi sale e chi scende

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Social Network: Facebook e Youtube continuano a macinare successi e raccogliere utenti, Linkedin e Twitter hanno arrestato la loro corsa alla popolarità e sono in fase di ristrutturazione

Momento d’oro per i social network? Si, ma non per tutti. Se è vero che i social network impegnano sempre più buona parte del nostro tempo, che sempre più persone condividono sulle piattaforme notizie e abitudini e che alcuni numeri smentiscono tutti coloro che parlavano di ‘bolla social’, è vero anche che non tutti i siti del settore vivono oggi il loro momento di successo. C’è chi, infatti, come Twitter fa i conti con la crisi e con la necessità di un ristrutturazione per provare a captare l’interesse di qualche utente in più.

Facebook cresce anno dopo anno

Mark Zuckerberg può dirsi soddisfatto della sua creazione: Facebook macina successi e guadagni. A dimostrarlo anche i numeri dello scorso anno, che hanno visto il social incassare guadagni pubblicitari soprattutto per il mobile.

Facebook ha visto il suo fatturato crescere, al 31 dicembre 2015, fino a 5,84 miliardi di dollari (più di 52 punti percentuali rispetto ai risultati registrati lo stesso periodo dell’anno precedente). I grandi ricavi sono solo lo specchio di una continua crescita di utenti, arrivati a quota 1,59 miliardi collegati ogni mese (più 14 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) e 1,04 miliardi di utenti attivi al giorno (più 17 per cento rispetto all’anno precedente). Numeri ovviamente che fanno gola agli inserzionisti.
Delle 1,04 miliardi di persone usano Facebook ogni giorno, ben 934 milioni di persone accedono al social network da un dispositivo mobile. Circa il 90% degli utenti accedono, oggi, solamente attraverso smartphone o tablet: il dato è in crescita del 25%. L’80% dei ricavi del social di Zuckerberg sono legati alla pubblicità sui dispositivi mobili.

Youtube conferma l’andamento positivo

Successo planetario anche per Youtube, il social network fondato il 15 febbraio 2005 da Chad Hurley, Steve Chen e Jewe Karim. YouTube è il sito web che ha presentato il maggior tasso di crescita nella sua storia: è il terzo sito web più visitato al mondo, dopo i colossi Google e Facebook.

Già nel giugno del 2006, ad un anno dalla nascita, l’azienda ha comunicato che ogni giorno venivano visualizzati circa 100 milioni di video, con 65 mila nuovi filmati aggiunti quotidianamente. I visitatori al mese oggi raggiungono il miliardo, e il numero di persone che guarda YouTube al giorno cresce del 40% su base annua.

A testimoniare il gran successo del social dei video (e di Facebook) anche i numeri di Web Stars Channel, la factory milanese che produce la gran parte di ciò che gli under 30 italiani guardano in rete e in particolare su YouTube. Più di 30 milioni di utenti, considerando gli oltre 10 milioni di fan su Facebook per 3 miliardi di visualizzazioni, i più di 17 milioni di iscritti su YouTube con oltre 3 miliardi di visualizzazioni, più di 14 milioni di follower su Instagram e quasi due milioni su Twitter. Numeri davvero importanti per una realtà giovane.

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Linkedin alle prese con nuove strategie per gli investitori pubblicitari

Cercare lavoro, offrire lavoro, compilare il proprio curriculum, gestire le proprie public relations: Linkedin, il social fondato da Reid Hoffman, ha stravolto il mondo dei professionisti. In positivo, certo, visto che il numero di iscritti nell’ultimo trimestre 2015 è cresciuto, raggiungendo quota 414 milioni.
Nonostante la crescita, i numeri di Linkedin, però, non sono quelli di un social in salute. Il numero di utenti unici mensili si è arrestato a 100 milioni, senza crescere sul quadrimestre precedente, mentre il numero complessivo di pagine visitate nel periodo è sceso da 38 a 37 miliardi. E nel quarto trimestre 2015 la i guadagni pubblicitari sono cresciuti solo del 20%, rispetto al +56% dello stesso periodo dell’anno precedente.

Per far crescere i guadagni, tra qualche mese Linkedin dovrebbe lanciare un nuovo prodotto online rivolto agli investitori pubblicitari, Lead Accelerator. Inizialmente l’investimento potrebbe pesare in negativo sui ricavi per 50 milioni di euro, ma si spera che il prodotto possa creare le condizioni per un maggiore ritorno sugli investimenti nel lungo periodo.

Twitter ancora in difficoltà

Periodo nero per Twitter, il microblogging creato nel marzo 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco. La società ha chiuso il quarto trimestre con perdite per 90,2 milioni di dollari, in calo rispetto ai 125,4 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. L’utile per azione è di 16 cent, mentre i ricavi registrati sono pari a 710,5 milioni di dollari dai 479,1 milioni del 2014. Il numero degli utenti che ha avuto accesso al servizio almeno una volta al mese si è attestato a 320 milioni, stabile rispetto ai tre mesi precedenti.
Secondo alcune stime, Twitter dovrebbe conquistare quest’anno il 9% della spesa pubblicitaria mondiale sui social network, contro il 65,1% di Facebook. Il grande divario ben spiega il periodo che vive il social del cinguettio: la crescita degli utenti è lenta, si riesce a trarre poco profitto dagli utenti attivi e gli azionisti di Twitter sono preoccupati.

La crisi si riflette anche in Borsa. Negli ultimi giorni, il titolo ha infatti subito una brusca flessione ed è sceso in queste settimane sotto i 29 dollari. I principali indicatori quantitativi evidenziano la presenza di una solida tendenza ribassista.

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