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Shopping online, Google risponde alle accuse Ue

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Google risponde alla accuse Ue su shopping online e sul servizio Adsense for Search: indagini Ue sono parziali

Nuovo capitolo nella guerra tra Google e Ue. Questa volta, però, è Google a sferrare l’attacco. O meglio, a rispondere all’attacco. Big G. ha scelto di replicare alle accuse di abuso di posizione dominante, mosse appunto dalla Commissione europea, con difese separate per i diversi dossier aperti dall’Antitrust Ue. Proviamo a capire.

Google: l’esame Ue è parziale

L‘azienda di Montain View ha risposto, ad oggi, alle accuse fatte su Google Shopping, servizio di shopping comparativo di Big G, e su Adsense for Search, servizio di online search advertising. “Riteniamo che le accuse siano sbagliate, dal punto di vista dei fatti, legale ed economico”, ha scritto Kent Walker, senior vice president and General Counsel di Big G, in un un post sul blog ufficiale.

Il colosso tecnologico sostiene che l’Antitrust Ue, le cui indagini sono partite oramai 7 anni fa, abbia condotto un’analisi parziale, che non tiene conto del funzionamento della digital economy.

Google e le accuse dello shopping online

google shopping onlineBruxelles accusa Google di indirizzare le scelte degli utenti mostrando, sulla piattaforma di Google Shopping, solo alcuni risultati o comunque dando loro una grande rilevanza, restringendo la concorrenza e danneggiando i venditori.

Secondo Big G, però, la Commissione ha formulato le sue accuse facendo riferimento solo ad alcuni siti rivali, cambiando la definizione stessa di shopping online. La definizione sarebbe “Troppo restrittiva, tanto che esclude persino Amazon”. Amazon che, dal punto di vista di Mountain View, offre un servizio simile, è da considerare un concorrente, ed è “di gran lunga il più grande attore in questo campo”. Per l’Ue, però, Google shopping ed Amazon non sono concorrenti: il primo compara i prezzi, il secondo è un vero e proprio sito di shopping.

Google e il servizio AdSense

Google è sotto la lente di ingrandimento Ue anche per il predominio nei mercati della ricerca, della pubblicità online e delle piattaforme mobili. Il servizio AdSense consiste nell’inserire su siti terzi una finestrella in cui effettuare le ricerche. Insieme ai risultati, però, l’utente riceve anche le pubblicità collegate, i cui ricavi finiscono a Google.

Per questo dossier, la casa di Mountain View ha ribattutto che ha sempre avuto concorrenza da rivali come Microsoft. Non solo: ha anche specificato che le clausole considerate anticoncorrenziali dall’Ue non esistono più nei suoi contratti dal 2009.

Perchè la decisione Ue su Google è così importante?

Con molta probabilità, come sostiene il Financial Times, l’Unione Europea opterà per il patteggiamento. L’esito delle indagini e la decisione futura, in ogni caso, costituiranno un precedente per il mondo della digital economy.

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